Fleabag

- Disponibile su Prime Video.
“Noi ci illudiamo insieme alla protagonista, sognando con lei un futuro più luminoso. Ed è quando sembra che Fleabag abbia trovato la persona che la capisca veramente, in grado di abbattere ogni sua difesa, il destino si fa beffardo. Per sempre impresso in me sarà l’ultimo sguardo che la protagonista rivolge alla camera prima di andarsene e intraprendere un nuovo percorso di vita, sia questo più o meno doloroso dei precedenti”. Con un’inusuale prima persona, quasi volessimo rompere a nostra volta la quarta parete, avevamo dedicato queste parole a uno di quei finali da cui tanti non si riprenderanno mai: il finale di Fleabag.
Un finale dolceamaro, ancora una volta anticonvenzionale. Scritto e interpretato col cuore in mano da un talento purissimo come Phoebe Waller-Bridge, coraggiosa fino alla fine nel mettere un punto là dove molti avrebbero messo una virgola. Dopo due stagioni, nel momento migliore della serie. Quando il climax ascendente è culminato nell’ennesima scena memorabile di una serie che ha raccontato tantissimo in una manciata di puntate. Dodici, per l’esattezza. Una vita intera, in una personalissima stanza dello spirito e del tempo. La critica l’ha osannata dal primo all’ultimo minuto, il pubblico avrebbe voluto un altro capitolo: il modo migliore per fermarsi, però, è quello in cui ci si sente di aver detto tutto quello che si aveva da dire. E allora va bene così. Va incredibilmente bene così.







