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Il finale perfetto non esiste? Eccome se esiste. Al di là di ogni potenziale disquisizione sul concetto oggettivo di “perfezione”, già sviluppato ampiamente in un altro capitolo della nostra collana dedicata “ai veri dieci delle serie tv per la critica e per il pubblico”, concentriamo oggi l’attenzione su un argomento potenzialmente scivoloso: i migliori finali delle serie tv. Finali perfetti, se possibile all’unanimità: acclamati da addetti ai lavori e spettatori, rappresentano un’opportunità preziosa per esplorare alcuni tra i capitoli più significativi della serialità televisiva.
C’è però un aspetto da premettere, prima di incappare negli inevitabili commenti del caso: abbiamo selezionato dieci “veri dieci” tra i finali delle serie tv, ma ciò non significa che la nostra selezione includa tutti i titoli che avremmo potuto spendere sull’argomento. Affatto. Avrà ragione chi segnalerà The Shield, per esempio. Chi invocherà la presenza di Six Feet Under, in alternativa. E chi ricorderà con piacere i finali di Chernobyl o Band of Brothers, giusto per citare i primi due che vengono in mente. Allora sì, ci siamo: sono dieci, ma ne mancano altrettanti se non di più. E non escludiamo in futuro di tornare sull’argomento per rendere giustizia agli assenti.
Procediamo allora con la nostra selezione: preparate i fazzoletti perché certi ricordi saranno insostenibili per tutti voi.
10 finali delle Serie Tv che sono considerati “un vero 10” da gran parte della critica e del pubblico
Uno dei migliori finali delle serie tv: Breaking Bad

- Disponibile su Netflix.
Vi abbiamo avvisato fin dall’introduzione: ci sono delle scelte inevitabili, ma anche anticonvenzionali. Nel primo ambito, tuttavia, sembrava davvero complesso non dedicare alcune righe a quello che molti considerano il miglior finale mai visto in una serie tv. Si esagera? Macché: provate a trovare un solo difetto nell’atto conclusivo di Breaking Bad e poi ne riparliamo. Un finale straordinario, tanto adrenalinico quanto introspettivo, duramente poetico e capace di portare all’ultima casella un’esperienza televisiva unica e indimenticabile. Evitando ogni scorciatoia, Vince Gilligan mette in scena la catarsi del suo antieroe, senza ricorrere a retoriche consunte o chiavi moraleggianti che avrebbero stonato non poco rispetto al tono della serie.
La parabola di Walter White trova così il miglior finale possibile, anche se non era certo l’unico che avrebbe potuto scrivere. Nell’ultima scena c’è una lettera d’addio indirizzata a un uomo che ha dato tantissimo al piccolo schermo: inevitabile esprimersi in questi termini, quando si vive l’ascesa e il declino di questo straordinario personaggio televisivo con sufficiente lucidità e una connessione emotiva complessa. Il finale, poi, si conclude con l’ennesima scelta musicale perfetta: ogni volta che si riascolta Baby Blue, si torna in quel laboratorio e si guarda ancora negli occhi Walter White. Il resto lo sappiamo, anche se ogni volta si prova qualcosa di diverso. Quando si ha a che fare con un capolavoro, succede anche questo.
1883

- Disponibile su Paramount+.
“1883 non si riduce mai alla mera narrazione degli eventi, a cui somma un brivido di brutale realismo nei momenti più crudi, ed esplode attraverso la voce narrante di Elsa, per molti versi la vera protagonista di questa straordinaria storia. Dentro il suo struggente sguardo, verso un mondo che scopre vorticosamente con l’intensità e il lirismo di chi vive ogni giorno come se fosse l’ultimo”. Così avevamo immortalato a modo nostro il profilo di Elsa Dutton, la protagonista morale di 1883. La sua voce, intensa al punto da avere la forza di valicare i confini della morte per arrivare fino a noi. Disillusa, eppure ancora sognante. Intrappolata in un incubo dal quale non ha avuto scampo, ma comunque capace di sopravvivere alla sua stessa esistenza per regalarci un ultimo sorriso malinconico e innocente.
Così si conclude 1883, col passaggio più duro: la sua morte è il passaggio indispensabile per sublimare il percorso di un western che non lascia prigionieri, riportandoci alla durezza di un’epoca e alle sue vocazioni più universali. Il finale dello spin-off di Yellowstone, prequel magistrale che ha persino superato le approvazioni alla serie madre, assume così una potenza lirica cristallina. Senza mai specchiarsi, ritrova note poetiche nella spietatezza del sangue, facendo del suo volto più riconoscibile l’emblema della saga dei Dutton: una nuova alba, dopo il tramonto. Una vita vissuta alle proprie condizioni, ma spogliata da ogni idealizzazione. Con sole dieci puntate, 1883 ha scritto un capitolo importante della serialità contemporanea. E scusate se è poco.
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