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Come le Serie Tv hanno cambiato il concetto di dipendenza

“Siamo dipendenti dalle serie tv”.

Quante volte diciamo ridendo questa frase senza nemmeno avere la consapevolezza di quello che stiamo dicendo? Perché noi sappiamo che ci sono molte cose che creano dipendenza: la droga, il fumo, il caffè, la coca-cola, lo smartphone e via dicendo. Ma le serie tv? Dai, come si fa a essere dipendenti dalle serie tv? Solo perché passiamo qualche ora a guardarle in tv o su Netflix? Solo perché magari qualche sera non usciamo per recuperare episodi di serie con cui siamo irrimediabilmente indietro? Solo perché domani mattina ho la sveglia alle sei, ma non ho sonno/devo recuperare gli episodi e vado a dormire alle cinque?
Se vi riconoscete anche in uno solo di questi punti state sulla buona strada per diventare dipendenti da questa nuova droga chiamata serie tv. Se invece vi riconoscete in tutti questi punti… Beh, non so come dirvelo… Forse abbiamo un problema. E vi capisco, eh, perché io mi riconosco in tutti i punti!!

Netflix


Netflix

Ma perché succede? Perché abbiamo bisogno di “guardare solo un altro episodio, solo un altro”? Perché la qualità e la quantità delle serie sono aumentate considerevolmente negli ultimi dieci anni? Perché il modo di fruirne è sempre più semplice e fluido? In fondo, non dobbiamo più aspettare una settimana per un nuovo episodio o sintonizzarci tutti i giorni alla stessa ora davanti alla tv. Temendo tra l’altro che le puntate non siano in ordine o che cambiano stagione o che smettano di trasmettere la serie. Dio, io ci sono cresciuta con questa paura, e voi??
Ma sto divagando. Queste, dicevo, non sono cause, sono semplicemente un incentivo a chiuderci in casa a guardare serie. Perché è comodo, vero? Nasconderci in casa, sotto il piumone, con magari qualche pacco di biscotti e un tè caldo. Già così ci sentiamo in un altro mondo, magari nella nostra amata Inghilterra, quella di Sherlock, per intenderci. E possiamo avere per i 90 minuti di episodio la sensazione che se uscissimo di casa potremmo davvero incontrare Sherlock Holmes e John Watson da Speedy.
Ma poi l’episodio finisce e subito ci rendiamo conto dell’amara realtà: non siamo da Speedy, non siamo a Baker Street, non siamo a Londra, ma nella periferia di Roma, ad esempio, o in un paesino di poche anime. E così mettiamo su un altro episodio di Sherlock o ci rifugiamo a Downton Abbey o, perché no, ci smaterializziamo e ci ritroviamo a New York, al MacLaren’s, a passare la serata assieme a Ted e ai suoi, anzi ai nostri amici.
Ma così finisce che perdiamo di vista la realtà. Noi viviamo alla periferia di Roma, o in un paesino della Puglia, e in fondo anche qui possono succedere cose straordinarie, anche se all’apparenza sembrano ordinarie.
Le serie ci fanno spesso credere che tutto debba sempre essere perfetto o comunque “legen… wait for it… dary. Legendary!” Ma anche Ted ce lo diceva non tutte le serate possono essere da ricordare, anche se usciamo a divertirci.
Quasi tutti stiamo lottando per un futuro migliore, per realizzare i nostri sogni, per finire l’università, per trovare un lavoro che spesso non c’è o non è quello che volevamo, per lavorare in un posto che non ci piace. Eppure, la vita, quella vera è questa. E le sorprese sono dietro l’angolo, non dentro una serie tv. Possiamo provare emozioni forti non solo nel college della professoressa Keating, ma anche nella nostra università di provincia. E senza commettere un omicidio sarebbe meglio!
La verità è che spesso abbiamo paura. Paura di non riuscire a realizzarci e soprattutto paura che la vita “sia tutto qui”. E allora sentiamo il vuoto o il panico assalirci e per farlo tacere ci immergiamo in storie non nostre, sognando in fondo di essere al posto dei protagonisti. Ma allora perché non usciamo e non diventiamo i protagonisti? Tutti noi possiamo esserlo. Ognuno è protagonista della propria vita. Per ognuno di noi i comprimari devono essere gli altri, non noi.
Questo non significa che non possiamo o non dobbiamo più guardare serie tv. Solo che magari possiamo trovare qualcuno con cui guardarle, a cui magari piacciono le nostre stesse serie, con cui possiamo andare al Romics facendo cosplay di coppia.
Insomma, possiamo vivere e guardare le serie tv. In fondo, basta solo guardare un episodio in meno e…
Oh! È uscito il nuovo episodio di Victoria. Mi sa che uscirò domani. Dopotutto, domani è un altro giorno.

Written by Olimpia Petruzzella

Tra un'indagine con Sherlock Holmes e un viaggio e l'altro col Dottore, sono anche riuscita a laurearmi in Archeologia (River, grazie ancora per quella dritta... e per avermi presentato Euripide!) e fare un master in sceneggiatura alla Silvio D'Amico. Perché siamo tutti storie, alla fine. Ed è meglio farne una buona, no?

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