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I 9 più scioccanti cliffhanger di fine stagione nelle Serie Tv degli ultimi 10 anni

7. Finale Yellowjackets 2

Yellowjackets

Yellowjackets è una serie che si nutre di misteri, visioni e dinamiche psicologiche disturbanti. Ma nel finale della seconda stagione, tutte queste linee si fondono in una spirale narrativa terrificante. Dopo settimane passate a combattere contro la fame e contro sé stesse nel passato, confrontandosi contemporaneamente con i propri traumi nel presente, le protagoniste sono costrette a scegliere una “regina del sacrificio”.

Natalie, nel presente, viene accidentalmente uccisa da Misty, in un momento tragico e assurdo, pieno di dolore mal indirizzato. È un evento che lascia tutti sgomenti. Lottie, invece, apparentemente sempre più lontana dalla realtà, afferma che “l’entità” è ancora con loro e ha scelto Natalie come nuova regina. Il delirio si trasforma in religione, e ciò che sembrava follia assume i contorni di un culto strutturato.


L’ultimo frame è agghiacciante: la dinamica di potere si è appena ridefinita, la morte di Natalie è stata “necessaria” secondo la logica del gruppo, e Lottie non è mai stata così potente. Lo spettatore si ritrova a chiedersi: chi sta davvero guidando il gioco? E quanto siamo vicini alla completa discesa nella follia?

Questo cliffhanger nelle Serie Tv non solo lascia un vuoto emotivo enorme per la perdita di uno dei personaggi più centrali, ma alimenta un senso di pericolo spirituale e psichico che continuerà ad aleggiare nella terza stagione.

8. Morte Jon Snow – Game of Thrones 5

Sono passati esattamente dieci anni. Era il 2015 quando la morte di Jon Snow segna il finale della quinta stagione di Game of Thrones. E ancora oggi merita un posto d’onore tra i cliffhanger delle Serie Tv più scioccanti degli ultimi dieci anni. Nessuno se lo aspettava davvero, non in quel modo: tradito dai suoi stessi confratelli dei Guardiani della Notte, pugnalato più volte sotto la neve, lasciato a morire da chi aveva giurato fedeltà. Tradito, come Giulio Cesare.

Era un momento di silenzio agghiacciante, accentuato dal gelo del paesaggio e dalla freddezza del tradimento. Il leader emergente, il “bastardo” divenuto simbolo di speranza e di coraggio, veniva brutalmente eliminato proprio quando sembrava pronto a diventare l’eroe definitivo. Per mesi, gli spettatori hanno teorizzato, analizzato, discusso ogni dettaglio di quella scena. Jon Snow era davvero morto? Sarebbe tornato?

Il cliffhanger funzionava non solo perché scioccante, ma perché metteva in discussione una delle “regole” fondamentali della narrativa classica: il protagonista non muore (non così). Game of Thrones ha sempre giocato con le aspettative, ma in quel caso ha superato ogni limite. È stato un momento che ha definito una generazione di fan, tra disperazione e speranza. Tant’è che per mesi dopo la messa in onda, i fan – e noi con loro – hanno teorizzato sui motivi per cui quel personaggio non dovesse veramente morire. La sesta stagione avrebbe poi risolto la questione, ma il trauma di quel finale resta uno dei più memorabili della TV moderna.

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