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Se 10 FILM degli anni Novanta diventassero Serie Tv

Ed eccoci qui, una seconda volta, con la nostra rubrica che cerca di unire due tra i mondi che amiamo maggiormente: Cinema e Serie Tv. Le doverose premesse da anteporre a una rubrica le abbiamo già fatte nella “puntata precedente”.  A ‘sto giro tocca agli anni ’90. Meravigliosi anni ’90. Gli anni ’90 sono un mondo a parte, ragazzi. Si, è vero, accadono cose orribili. Se pensiamo al 1994, ad esempio, dobbiamo fare i conti con il suicidio di Kurt Cobain (oltre che con l’inesorabile ascesa di Silvio Berlusconi), ma il 3 dicembre dello stesso anno, la SONY immette sul mercato la prima console della Play Station e sempre nel Novantaquattro debuttano gli Oasis, signori. Gli anni Novanta sono gli anni dei Backstreet Boys, delle Spice Girls e dei Blink 182 (insomma, anni nei quali bastava specificare il sesso dei componenti della band, nel nome della band stessa, o che i componenti corressero nudi nei loro videoclip per fare strage di cuori adolescenti). Sono gli anni di Beverly Hills 90210! Un’altra puntualizzazione. Negli anni ’90 sono stati girati film SUPERBI e fare una selezione non è di certo stato semplice. I film esclusi lo sono stati per i più svariati motivi. Qualche esempio: Fargo e Il silenzio degli innocenti  hanno già visto uno sviluppo seriale; nella serie omonima il primo, in Hannibal il secondo. E poi ci sono tutte quelle perle come Le ali della libertà, Seven, American Beauty, Titanic, Forrest Gump, Il sesto senso che sono tanto meravigliosi in sé che immaginarne uno sviluppo seriale riesce difficile, anche perché gli espedienti geniali, utilizzati in alcuni di questi film, sono ormai entrati a far parte del meccanismo filmico fino a perdere il loro appeal.

Ora però arriviamo al sodo:

Se 10 FILM degli anni Novanta diventassero Serie Tv

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#1 FIGHT CLUB (1999): In Italia le regole spesso non vengono rispettate, e sappiamo tutti che La prima regola del Fight Club è MAI parlare del Fight Club. Ma, appunto, siamo italiani e parleremo del Fight Club. EPOCALE. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Chuck Palahniuk, non può essere definito diversamente. La storia in sé è una bomba, chiaramente. Altrettanto chiaramente, tuttavia, se uno ha visto il film (e se non l’avete fatto vi ordino di rimediare immediatamente!) la genialata finale è già bella che spoilerata, dunque, inutilizzabile. È la cornice ad essere interessante: la storia di uno yuppie frustrato e reso ansioso dalla vita che conduce e che, invece che aggiungere frustrazione alla frustrazione, se ne sta in uno scantinato a fare a cazzotti con altri esseri umani nella sua medesima condizione esistenziale, mi pare un punto di partenza che potrebbe aprirsi in diversi snodi narrativi interessanti. Per non parlare poi del progetto terroristico Mayhem…

Written by Elisa Belotti

Nata a Bergamo, ho sempre trovato nelle storie una forma di evasione e analisi del mondo. Laureata in Scienze dei beni culturali e in Lettere moderne, cerco di mettere in ordine le mie suggestioni tra una visione e l'altra

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