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Samurai Gourmet: un viaggio nella cultura giapponese spiegata attraverso la sua cucina

Samurai Gourmet
Samurai

Ciò che mi incuriosì di più di questa Serie Tv targata Netflix fu indubbiamente il suo titolo: “Samurai Gourmet“. L’accostamento insolito dei due termini la rendeva affascinante e “strana” allo stesso tempo, nonostante non sapessi proprio cosa aspettarmi.

La Serie Tv si ispira al manga “Manga-han Nobushi no Gourmet” (漫画版 野武士のグルメ) di Masayuki Qusumi e Shigeru Tsuchiyama. Il suo protagonista è un simpatico giapponese, Takeshi Kasumi, appena pensionato. Subito abbiamo modo di apprendere qualcosa sulla cultura giapponese che forse non tutti conoscono: il lavoro non offre solo un sostentamento economico, ma fornisce un vero e proprio scopo, inteso come “utilità” nei confronti della società. Questo ci appare chiaro sin da subito, leggendo la didascalia della sigla:

Dopo essere andato in pensione, ha perso il titolo d’impiegato e il sostegno della sua azienda. Takeshi Kasumi, 60 anni. Questa storia narra di un normale uomo di 60 anni, che è aiutato da un samurai senza padrone a mangiare liberamente senza essere ostacolato. La fantasia di un buongustaio.

Quel “ha perso il titolo d’impiegato e il sostegno della sua azienda” mi aveva spiazzata. Semplicemente perchè è qualcosa di molto più profondo e – consentitemi – singolare per la nostra cultura occidentale. Samurai Gourmet è quindi una finestra sul Giappone, non solo sulla sua cultura culinaria, ma proprio sulla cultura generale del suo paese che ha radici molto profonde e vaste. La cucina è il mezzo attraverso il quale tutto si unifica, un ponte universale attraverso il quale tutte le culture del mondo possono incontrarsi e conoscersi, percorrendo dei nuovi orizzonti comuni e autentici.

Samurai Gourmet

Takeshi Kasumi (interpretato da uno straordinario Nato Takenaka) è un giapponese di 60 anni, riservato e timido. Da poco andato in pensione, impariamo a conoscerlo seguendo la sua “nuova vita”. Ha lavorato per tantissimi anni, Kasumi-san, e adesso che le sue giornate non sono più così impegnate, si sente spaesato: un lunghissimo capitolo della sua vita si è concluso. Il lavoro da impiegato occupava praticamente gran parte della sua vita e, una volta tornato a casa la sera, restava ben poco tempo da dedicare a sé stesso.

Questo apre delle nuove parentesi di riflessione, molte delle quali affrontate dallo stesso Kasumi: la vita è un viaggio meraviglioso e bisogna “imparare” a goderselo, partendo dalle piccole cose. In Samurai Gourmet viene usato l’espediente culinario per lasciarci un messaggio profondissimo.

Quando pranzavo a lavoro, non avevo mai abbastanza tempo per godermi il cibo” rifletterà spesso Kasumi-san. Adesso tutto sembra avere un colore diverso, lo stesso cibo comincia a essere più saporito, consentendo al nostro Kasumi delle riflessioni anche tecniche su ciò che sta mangiando: “dopo essere andanto in pensione, ha perso il titolo d’impiegato e il sostegno della sua azienda” ma il suo viaggio continua alla riscoperta della vita, ma soprattutto di sé stesso, attraverso il gusto del cibo. Kasumi comincia a “ri-assaporare” la vita a 60 anni. Insieme a lui, fedele compagno delle sue nuove avventure, conosciamo anche un altro personaggio: un samurai errante.

Samurai Gourmet

Ci saranno momenti in cui Kasumi si troverà in difficoltà, non saprà discernere cosa sia più opportuno fare e resterà per qualche momento bloccato sul da farsi. I temi che riguarderanno queste sue difficili scelte saranno innumerevoli: società, rapporti umani, lavoro, cibo, famiglia; ogni cosa in effetti ci pone delle costanti possibilità di scelta.

Non trovando alcuna risposta, ecco che si rivolgerà al suo “io” più profondo, domandandosi come agirebbe al suo posto il suo modello di riferimento, un samurai errante senza padrone. La scelta più opportuna quindi si materializzerà davanti ai suoi occhi sotto forma di simpatici sketch in epoca feudale giapponese. Il suo stesso “io” si materializzerà sotto forma di Samurai, interpretato da Tetsuji Tamayama.

Con semplicità, carisma e una buona dose di spavalderia, il samurai errante saprà sempre come aiutare Kasumi nelle sue scelte, offrendogli molte occasioni di crescita interiore. Continuerà costantemente a evolversi nel suo cammino, “nonostante” lo spaesamento iniziale dovuto alla pensione. La vita continuerà in questo nuovo percorso ricco di avventure da vivere, non vi è spazio per alcuna tristezza bensì per nuove consapevolezze profonde.

samurai gourmet

Samurai Gourmet non è solo una storia sul “cibo” giapponese, anzi molto spesso ci si aprirà verso culture culinarie “lontane”, come quella nostra italiana. Non vi è mai la sensazione di esaltazione di una sola cultura rispetto a un’altra, anzi molto spesso c’è la possibilità di un sano confronto, dove il “cibo” è il collante di ogni cosa. Tutti i popoli del mondo esprimono la propria identità attraverso la cucina.

Questa Serie Tv, piuttosto, è una raffinata storia sulla filosofia di vita: come imparare a godersi la vita, partendo dalle piccole cose. Un bicchiere di birra e del buon cibo sono un ottimo inizio. Proprio quando la sua vita pareva ormai finita e priva di uno “scopo”, Kasumi ne riscopre uno nuovo – più autentico – ricco di nuove scoperte e “ri-scoperte”. Alla sua memoria torneranno spesso i ricordi di gioventù, così lontani eppure così vicini grazie al sapore del cibo che glieli ha riportati alla mente. Impossibile non lasciarsi strappare almeno un sorriso di fronte alla spontaneità di questo straordinario personaggio che saprà come catturare tutta la vostra empatia.

Non ci resta che sperare che Samurai Gourmet venga confermata per una seconda stagione, nonostante ancora non se ne sappia niente.

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Written by Alessia Reina

Laureata in Scienze Biologiche, ho sempre nutrito la passione per la scrittura e per il cinema, due fra i miei hobby più cari.

Ogni Serie Tv è come un libro: ti viene proposta una nuova storia con uno stile e con un linguaggio ben preciso; alla fine del viaggio può restarti qualcosa, come un segno più o meno profondo.

Nei miei articoli spero di trasmettere la stessa passione con cui seguo queste Storie, cercando di analizzarle da un punto di vista critico più oggettivo possibile.

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