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Virgin River 7 è come dormire mentre fuori piove – La Recensione della settima stagione

Una scena di Virgin River 7

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Virgin River 7 è tornato dopo una pausa di un anno e mezzo. Una lunga pausa che somiglia quasi a un ritorno a casa. Come quando vai a trovare i tuoi vecchi amici che abitano lontano da te, non li vedi da un po’ e non sai cosa troverai di nuovo, ma quando li rivedi scopri che è praticamente tutto come prima. Con gli stessi presupposti, su Netflix ritorna Virgin River 7 con una settima stagione che mantiene le premesse e le promesse del prodotto originale, ma con un focus decisamente diverso.

Perché sono passate sette stagioni, e non è più tutto nuovo. Alcuni rapporti si sono distesi, altri si sono intensificati, altri si sono allontanati del tutto. Non si parla più soltanto di creare, ma anche e soprattutto di mantenere. Ed è forse proprio questo il vero obiettivo di questa settima stagione: raccontare le conseguenze, e quindi ciò che accade dopo, quando una storia sembra essere giunta al termine. Un termine che in questo caso appare decisamente lontano, se consideriamo che Virgin River è stata già rinnovata per un’ottava stagione. Netflix ha deciso di continuare a puntare su questo prodotto semplice che però ogni volta che arriva sullo schermo coinvolge un numero importante di spettatori, che fin da subito si sentono avvolti in una sensazione, più che in una Serie Tv.


Perché anche se le cose cambiano, Virgin River rimane sempre la stessa. E ti fa sentire a letto, al caldo, alle 18:00 del pomeriggio di una domenica in cui fuori piove e tu non sei chiamato a non fare assolutamente nulla

Jack e Mel n una scena di Virgin River 7
Credits: Netflix

Sono passate pochissime ore dagli eventi della sesta stagione (qui recensita): Mel e Jack sono ufficialmente sposati, e i momenti in cui immaginare di poter vivere quel sentimento ostinato sembrano oramai lontanissimi. Tutto fila liscio, dopo stagioni di sofferenze, allontanamenti e la paura che quei sentimenti possano non coincidere con una vita insieme. Da poche ore, come abbiamo visto nel finale della sesta stagione, il matrimonio tra i due è diventato finalmente una realtà. Adesso si pensa alla luna di miele, al giro del mondo e alla vita che li attende. Ma è proprio pensando alla vita insieme che Mel e Jack spengono i loro pensieri più leggeri per cominciare a interrogarsi su un figlio da adottare. Si chiedono se sono all’altezza di un compito così difficile, si mettono in discussione e s’interrogano. Ma intanto ci provano, trovando la possibilità di diventare genitori grazie a Marley.

A spiegare le difficoltà dell’essere genitori ci pensano anche Denny e Lizzie, che in questa settima stagione giocano un ruolo fondamentale per la trama principale. Le paure di Mel e Jack diventano infatti con loro una realtà. Dopo aver passato stagioni a rincorrersi e ad avere importanti problemi di coppia e tempismo, i due cercano di essere dei bravi genitori. Ma le cose non sono facili. Ed è attraverso la loro coppia che Virgin River 7 affronta tematiche complesse come quella della genitorialità e della crisi post-partum, che qui viene affrontata con delicatezza e realismo, mettendo in evidenza l’intelligenza emotiva di una Serie Tv che, pur con la sua leggerezza, riesce sempre a dimostrarsi capace di affrontare più tematiche reali, senza mai esagerare e con un ottimo equilibrio tra dramma e momenti più leggeri.

E a fare la differenza in questa settima stagione di Virgin River 7, come nelle precedenti, è ancora questo dettaglio: il pubblico si sente accolto all’interno di una cittadina che sa di casa, e che nel corso di queste stagioni è riuscita a diventarlo davvero. Lo è per i suoi spunti positivi, per il senso di unione tra i protagonisti, per l’amico di sempre, il solito punto di ritrovo. E lo è anche per la sua sotto-trama mystery, fatta di cliffhanger e colpi di scena che ritornano anche in questa settima stagione. Un elemento che rende Virgin River una Serie Tv che all’occorrenza sa come far sorridere ma sa anche come stuzzicare la curiosità del pubblico, tenendolo con il fiato sospeso fino alla fine.


una scena di Virgin River 7
Credits: Netflix

E i colpi di scena non sono mancati neanche in questo capitolo della Serie Tv. Ogni volta che le cose cominciano ad andare bene occorre preoccuparsi in Virgin River, perché vuol dire che un terremoto sta per distruggere tutto. O almeno lo farà barcollare, come avvenuto in questa settima stagione. Non sappiamo infatti ancora in che modo si risolveranno alcuni punti interrogativi che hanno lasciato in sospeso la trama, dando sempre al pubblico motivo di tornare anche nella prossima stagione per vedere come si sistemeranno le cose. Il cliffhanger finale è sempre stato un elemento chiave per Virgin River, un marchio di fabbrica di una produzione che ha raccontato con leggerezza gli intrighi di una cittadina senza mai risparmiare finali dolci-amari che mettono tutto in discussione, sospendendo quella felicità che avevamo visto nel corso della stagione.

E la stessa ricetta viene riproposta anche in Virgin River 7: lo vediamo con il figlio appena adottato di Mel e Jack, che scopriamo avere un difetto cardiaco congenito che richiede un intervento d’urgenza. E lo vediamo con l’incidente di Brady, che dopo aver finalmente trovato la pace con Brie rimane coinvolto in un incidente stradale di cui non conosciamo l’esito. Sappiamo soltanto che la situazione è critica, ma per conoscere davvero il suo destino occorrerà aspettare l’ottava stagione già confermata.


Per quanto riguarda il bambino adottato da Jack e Mel dovrebbe invece essere tutto sotto controllo: se è vero che nel tempo abbiamo imparato a conoscere Virgin River, allora possiamo dire che alcuni drammi estremi dovrebbero essere qui al sicuro. La Serie Tv non permetterebbe mai a un dramma di questo tipo di interferire in questo modo con la trama, che dovrebbe altrimenti cambiare in modo drastico, trasformandosi in qualcosa di estremamente doloroso e costringendo la narrazione a confrontarsi con espedienti ben lontani dalla leggerezza a cui ci ha abituato nel corso di queste sette stagioni. Se così non dovesse essere, Virgin River dovrebbe fare i conti con un cambiamento radicale dei toni. E non è ciò che consigliamo alla serie. Soprattutto dopo sette stagioni passate in questo modo.

Ancora una volta siamo tornati a casa. E lo abbiamo fatto con una Serie Tv che, come anticipato, è una sensazione. Un prodotto che sa di autunno e d’inverno. Uno di quelli che danno l’idea di un camino acceso anche se un camino non c’è. Della neve fuori anche se dove abiti non è mai arrivata. Esistono Serie Tv che sono degli stati mentali, e Virgin River è una di quelle. Ed è proprio per questo che, stagione dopo stagione, il pubblico affezionato torna a casa come se il tempo non fosse mai passato: perché certe storie non si limitano a farsi guardare, ma scelgono di restare.