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The Walking Dead 6×13 – Di che cosa hai paura?

La puntata 13 della sesta stagione di The Walking Dead si apre con la stessa scena degli ultimi minuti della precedente, ma con la visuale ribaltata. Ci viene mostrato come Carol e Maggie siano finite nelle mani dei Salvatori e chi si nasconde dietro quella ruggente voce nella radiolina.

The walking dead

Veniamo catapultati, almeno in parte, in un piccolo gruppo dei seguaci di Negan e abbiamo la conferma di tutto ciò che già sospettavamo dalle precedenti puntate di The Walking Dead.

I Salvatori sono gente sveglia, prepotente, paziente, che sa come trattare, esperta e che non agisce basandosi sulle emozioni.

“Omega, codici, canali alfa teta, breakpoint”

Tutta quella conversazione con il gruppo di Esploratori ha il solo scopo di farci capire il livello di organizzazione di queste squadre. Il “luogo sicuro” dove nascondere i prigionieri è un posto che non visitano da più di un mese e anche questo la dice lunga, perché chissà quanti altri edifici come quello conoscono e tengono sotto controllo.

Il titolo della puntata di The Walking dead è molto esplicativo e riprende una frase di Molly: “siamo tutti sulla stessa barca”. E la barca sta affondando, l’umanità sta colando a picco. Il punto è sempre lo stesso: c’è una scelta. In una situazione orribile si può comunque prendere una decisione. Si possono buttare gli altri in mare, ucciderli, lasciarli al loro destino per avere più possibilità, oppure si può provare a remare tutti nella direzione della salvezza e raccogliere le persone in gamba per avere qualche possibilità in più.

Questa puntata-rosa riprende a pieno la precedente: il focus su Carol, il tema dell’omicidio e delle sue conseguenze sulle persone. Non è un caso che sulla stessa scialuppa di Carol e Maggie, in questo episodio, siano capitate altre tre donne. Le possibilità di scontro e confronto aumentano a dismisura quando ognuna delle presenti ha a che fare con esseri umani che hanno vissuto esperienze identiche ma che hanno reagito in modo diverso.maggie e carol The walking dead

E qui è di nuovo il punto: “VOI NON SIETE I BUONI”.

Già..e chi lo è davvero? E’ evidente che anche stavolta in The Walking Dead gli autori ci abbiano dato molti spunti per crearci un parere personale: ci vengono lasciate tante piccole briciole per riflettere sui “buoni”.

Da una parte ci sono Carol e Maggie, le donne del gruppo che conosciamo meglio e con le quali siamo in viaggio da molto più tempo.

Dall’altra ci sono le Salvatrici. Una donna che afferma che l’uomo che la chiama “Amore” è solo uno scaldaletto e che non avrebbe problemi ad ucciderlo nel sonno. Una ragazza alla quale è stato tagliato un dito solo perché voleva un po’ di benzina per andare a cercare il corpo del suo ragazzo morto. Un’altra donna alla quale anche in punto di morte non interessa fare la cosa giusta.

In più momenti ci vengono forniti gli spunti per confrontare le simili situazioni vissute da queste donne. Prima fra tutte è la convinzione di Paula di dover solo sopravvivere. Maggie ovviamente ribatte dicendo che è esattamente la stessa cosa che fanno che gli zombie; loro devono ambire a qualcosa di più, devono voler ricostruire un mondo, un qualcosa che li spinga a andare avanti nel modo giusto. Poi c’è la reazione per la morte delle persone dello stesso gruppo: Molly e compagne, appresa la notizia che alcuni dei loro uomini sono stati fatti saltare in aria, rispondo con un’alzata di spalle. D’altra parte Carol afferma di essere pronta a morire purché non accada nulla a Maggie e al suo bambino. Paula ha smesso di contare le vittime una volta raggiunta la doppia cifra, nello stesso momento ha smesso anche di sentirsi in colpa e, credendo che sia una cosa positiva, ammette di essere diversa da Carol.

E’ proprio così. Loro sono diverse.

Carol, a causa delle cose che ha dovuto fare, non riesce a dormire la notte, lasciandosi divorare dai sensi di colpa. Maggie prova a far capire ai loro rapitori che hanno diverse competenze mediche e in combattimento, prova a corrompere la ragazza durante il loro dialogo privato, prova a farle capire che lei è ancora umana, prova a cogliere quell’attimo di bontà e pietà che ha visto balenare nei suoi occhi, prova ad aggrapparsi a quel tatuaggio con il nome del padre per farla ragionare. Tende il suo braccio affermando di non essere disposta a morire, ma l’offerta di pace è rifiutata e a rimetterci non saranno certo lei e Carol. Quest’ultima finge con l’iperventilazione per riuscire a dialogare con le altre donne, ma non finge quando urla a Paula, con le stesse parole di Morgan, di scappare e di andarsene lontano perché non vuole ucciderla.

Sono queste le grandi differenze tra il gruppo di Rick e gli altri, quelle di cui troviamo sempre traccia negli episodi. Viene sempre offerta una possibilità e il peso degli omicidi si fa sempre più pesante perché a nessuno di loro piace uccidere.

Non hanno paura di morire, non più, ma hanno paura che possano morire le persone che amano. Non hanno più paura degli zombie dai quali hanno imparato a difendersi, ma di quello che stanno diventando con il mondo che loro hanno creato. Sono terrorizzati dall’idea di dover continuare ad uccidere per costruire qualcosa, di doverlo fare in modo sempre più brutale per risparmiare munizioni.The walking dead zombie

Paula preferisce veder morire il suo uomo piuttosto che rischiare un accordo con Rick, anche dopo le avvertenze di Maggie. Preferisce mettersi in salvo e lasciarle a piede libero rischiando la vita delle sue compagne piuttosto che mettere a repentaglio la sua dopo aver capito che il gruppo delle prigioniere era nelle vicinanze. Le donne non battono ciglio alla cattura di Primo, né alla sofferenza di Donnie. Carol e Maggie, invece, piangono per quello che hanno dovuto fare DI NUOVO.

Non ce la faccio più” afferma Maggie stringendosi nelle braccia di Glenn.The walking dead glenn e maggie

E’ così. E’ sempre più dura. In The Walking dead sempre più difficile rimanere umani.

La sua fede rappresentata dal rosario è messa in contrapposizione al punto di ritrovo fissato dai Salvatori che è un cartello con scritto “Dio è morto” e alla targhetta della stanza vengono uccise le persone che cita “Kill floor”.

Il percorso di Carol verso la filosofia (rivista per necessità) di Morgan non è una sua debolezza, ma una grande prova di forza. E’ uno sforzo parlare di nuovo di Sophia dopo così tanto tempo, stringere un rosario fino a star male confessando di non aver perso la fede, ma di averla solo voluta accantonare per un po’, è uno sforzo lasciare un biscotto sulla tomba di Sam guardando in faccia la realtà dell’ennesimo ragazzino morto a lei legato, è uno sforzo provare ad avvicinarsi a Tobin ed è uno sforzo immane tenere stretta la propria umanità perché sarebbe molto più semplice essere “freddi e distaccati”.

Il gruppo si è di nuovo riunito, ma i problemi non sono neanche cominciati. Con la morte di Primo si è punto a capo sulla ricerca di Negan. Tutti hanno capito che non è morto, che non era nell’edificio e non era nel bosco la notte dell’attacco. Oltre a questo, si stanno delineando anche altri punti importanti. I Salvatori sono completamente asserviti a Negan e alle sue regole. Non hanno la minima intenzione di tradirlo o di vendere qualche informazione su di lui pur di salvarsi la vita, sono disposti a fingersi lui sapendo di morire pur di non rivelare nulla, nutrono tutti una sorta di timore reverenziale nei suoi confronti che li porta a dire “tutti noi siamo Negan”.

La cosa preoccupante è che, di questi Salvatori, non se ne vede la fine. Gli 8 motociclisti sono saltati in aria; almeno 20 sono morti nell’edificio dove è stata consegnata la finta testa di Gregory; le tre donne, Primo e Donnie sono morti, gli altri Esploratori sopraggiunti sul luogo dello scambio sono morti. Eppure.. l’impressione che si ha è che questi successi siano una goccia nel mare. Sono 4 a 0, ma cominciano a capire che il problema è molto più grande di quanto non pensassero e, non avendo alcun informatore, non sanno neanche da dove iniziare per trovare Negan.

Qualcosa mi dice che lui sappia esattamente dove e chi sono e che stia aspettando solo il momento giusto per colpire, facendogli credere di avere la situazione sotto controllo.The walking dead Rick e Primo

Per concludere vi lascio con il racconto dei chicchi di caffè, enorme regalo degli autori ed emblema di tutto il mondo di The Walking Dead.

Una ragazza stava passando un brutto periodo e disse a sua madre di volersi arrendere, quindi la madre andò in cucina e fece bollire tre pentole piene d’acqua. Mise una carota in una pentola, una carota nell’altra e dei chicchi di caffè macinati nell’ultima. Dopo averli fatti bollire per un po’, la madre disse “guarda tutte tre sono stati nella stessa acqua bollente. La carota è entrata forte ed è uscita debole, l’uovo era fragile ed è uscito duro, ma i chicchi di caffè hanno cambiato l’acqua stessa. Dovresti voler essere i chicchi di caffè.

Un grazie a Davide e ad Andrea per il confronto e un salutone ai nostri amici di: The Walking Dead Italia, The Walking Dead ITA, Caryl Italia, TWD – Am I the only one Zen around here? Good Lord !

Written by Chiara Santi

Sono cresciuta sentendo il profumo della Terra fresca dell'Appennino, quindi forse è per questo che mi faccio un sacco di viaggi mentali (o forse è per la droga che assumo, mi pare si chiami "The Walking Dead"). Vorrei giornate da 30 ore per poter fare tutto ciò che amo e vorrei che le persone imparassero a guardare sotto la superficie delle cose. Vi giuro che anche lì ci sono le Serie Tv.

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