Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla settima puntata di The Beauty.
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The Beauty continua il suo percorso verso il finale. E lo fa alzando ancora di più l’asticella, dando vita a un altro episodio in cui la vulnerabilità è al centro di tutto. Il cuore di questo episodio è proprio questo: la scelta difficile, se non quasi impossibile, che si compie pur di proteggere e salvare chi amiamo. Il modo con cui tendiamo a mettere tutto in discussione, anche quando questo significa mettere all’asta la nostra moralità. L’offerente migliore, quello che ripagherà davvero la decisione che abbiamo preso, vincerà.
E questo accade nel corso del settimo episodio: una scelta difficile che condiziona la vita degli altri senza possibilità di ritorno, ma che al tempo stesso è il gesto di un padre, di una famiglia disperata che cerca di salvare ancora un’ultima volta la figlia. Questa volta senza più dover tornare a soffrire, in bilico e perennemente sospesi tra vivere e morire.
La settima puntata di The Beauty va ancora una volta oltre la bellezza e l’estetica fine a se stessa, affrontando argomenti legati al prezzo dell’amore

Nuova puntata, nuovo tema. The Beauty, con il passare delle puntate, sta dimostrando una grande dinamicità, raccontando il tema della bellezza da molteplici prospettive, andando oltre il mero concetto di perfezione estetica. Quel che conta in The Beauty è raccontare il ruolo che uno strumento del genere avrebbe nella realtà, e per farlo non inventa storie assurde, ma racconta semplicemente la vita di tutti i giorni. E tutti i suoi dolori. E per farlo, questa volta, si affida al racconto della famiglia Meyer. Al centro della storia, un alto agente dell’FBI la cui figlia è gravemente malata di progeria. Lui e la moglie sono addolorati, contano i giorni e le ore, temono che il passare del tempo la porti via, come minaccia ormai da tempo. E aspettano, e al tempo stesso tentano disperatamente di fermare il tempo.
Un tempo che soltanto la Beauty potrebbe arrestare, e che oggi viene proposta proprio da Byron. Presentandosi a casa loro, non offre una cura, non offre un tentativo, ma un vero e proprio miracolo che permetterà alla figlia di vivere la vita che non ha mai vissuto. Un miracolo che non potrà mai più tornare, ma che significherà scendere a patti, piegarsi e accettare di dare qualcosa in cambio. Byron chiede in cambio la chiusura dell’indagine da parte dell’FBI e la consegna di Cooper e Jordan, i due agenti. Una decisione mossa dalla disperazione, dall’amore che muove ogni cosa e che ci rende corruttibili.
In questo modo, questo episodio affronta il tema del prezzo dell’amore, ma anche il modo con cui la bellezza e il potere rendono tutto accessibile.
Con qualcosa in cambio, il mondo può essere a portata di mano. Le volontà possono spezzarsi. La giustizia può infrangersi. Tutto per Byron, che con i suoi privilegi ha avuto tutto: la bellezza, la perfezione, i soldi, il potere di far girare il mondo a sua immagine e somiglianza, un mondo che invece di respingerlo si allea con lui, mosso dalla disperazione.

Nel corso di questo settimo episodio scopriamo anche il passato di quello che conosciamo come l’assassino. Il suo nome è in realtà Antonio, ed è un ex soldato, sicario e bodyguard che, a seguito di un attacco biochimico, è rimasto sfigurato. Ed è a quel punto che la sua strada incrocia quella di Byron, che gli offre una nuova occasione con la Beauty. Senza prospettive di guarigione, con un futuro che sembra ormai impossibile, Antonio decide di lavorare per Byron, ottenendo la cura che darà inizio a una nuova vita, ma più arida. Questo significa infatti nessun contatto con la famiglia, ma vivere soltanto in funzione della protezione di Byron, impugnare l’arma e fare ciò che gli viene richiesto.
In questo stesso episodio sarà proprio lui, insieme a Jeremy, a tendere un’imboscata a Jordan e Cooper, intanto finalmente pronti a mettere da parte la paura per confessare i veri sentimenti. In un mondo in cui non esistono più certezze e in cui perfino il nostro aspetto è labile, Jordan e Cooper si confessano, trovano nell’altro qualcuno in cui ritrovare forza e sostegno.
Il loro continua a restare un destino incerto. Jordan é infetta, e i finali di Ryan Murphy sono famosi per non essere mai dolci.
Il rapimento di questo episodio potrebbe avere conseguenze irreperibili sul loro destino, ma l’impressione é che questo sia segnato già dalle prime puntate. Se dovessimo azzardare a immaginare, diremmo che sulla strada di Cooper e Jordan potrebbero nascondersi situazioni ed eventi drammatici che metteranno tutto in discussione, anche la loro stessa vita. Che entrambi superino la stagione, purtroppo é quasi un’utopia.
Confessandosi adesso fanno sì che qualcosa di autentico, ancora, resti mentre intanto tutto cambia, si trasforma e si indebolisce. La bellezza può ingannare e non può prescindere dai traumi e da ciò che abbiamo perduto. Da ciò che eravamo e da come ci ha resi. Resta tutto esattamente come lo abbiamo lasciato, immobile, sospeso. E le lacrime continuano a scendere, ostinate, inarrestabili, anche su un viso fatto di porcellana, freddo, perfetto, incapace di spezzarsi ma non di soffrire.






