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The Beauty 1×08/1×09 – La bellezza che divora

Evan Peters in una scena di The Beauty

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su The Beauty.

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Mancano solo due puntate alla fine di The Beauty, e tutto è pericolosamente in gioco. Eccezionalmente questa settimana sono arrivati su Disney+ due episodi invece della classica singola puntata, e questi ci hanno portato dritti verso l’inizio dell’atterraggio finale. Da quando The Beauty è cominciata, il tema della bellezza è stato raccontato attraverso diversi punti di vista. La bellezza che divora. La bellezza collaterale. Le conseguenze della bellezza. Le aspettative. Il modo in cui questa ci possiede, ci divora e ci controlla, dettando le leggi di un’esistenza in cui a volte sembriamo solo schiavi. Il ruolo che la nostra bellezza può avere nei rapporti, come li modifica. O come modifica noi, al solo accenno di tormento per non possederne.

The Beauty ha raccontato il mondo della perfezione estetica senza mai risparmiarsi. E lo ha fatto dando vita a episodi riflessivi fatti di dialoghi, introspezioni su cosa significhi essere belli in un mondo che cerca il difetto. Attraverso questo espediente ha indagato sul farmaco protagonista della serie. Su quell’epidemia che a un certo punto è diventata virale, rendendo tutti schiavi. Lo ha fatto partendo dal presente fino ad arrivare all’origine della creazione, per poi raccontarne le conseguenze. Ci ha dato una visione d’insieme, riuscendo a riempire la stagione con episodi che non si sono mai somigliati, fornendo sempre spunti diversi.


Le nuove puntate mantengono esattamente questa promessa: ci incollano allo schermo, e danno vita a un colpo di scena. Il più imprevedibile possibile

Jordan in una scena di The Beauty
Credits: FX/Disney+

Una storia che si sofferma sempre su prospettive diverse, che cambia ed evolve costantemente in direzione del gran finale. The Beauty sa come cambiare registro, passare dal drammatico al satirico nel giro di una sola scena. Sa come tenere in pugno il pubblico e come sfruttare ogni angolo della storia, e questo è probabilmente il più grande merito della serie: non si è mai inceppata, riuscendo sempre a mostrare nuovi aspetti di sé. E, come da regola, anche i nuovi episodi appena arrivati mostrano due realtà diverse.

L’ottavo episodio è più drammatico e mostra la mente violenta, brutale e ossessiva di Byron. Il lancio del farmaco è quasi pronto, e quel che sta per fare lo rende molto più di un imprenditore. Con la sua creazione, Byron sente di essere il re del mondo. Di aver salvato gli abitanti donando loro una felicità che in realtà gli appartiene soltanto, frutto di vanità, desiderio di potere e controllo. Pur di manipolare e portare il farmaco al suo punto più alto, Byron decide di somministrare la Beauty ai suoi stessi figli, da lui considerati una vergogna, qualcosa che non potrebbe mai riconoscere in pubblico.

I due sono alienati, totalmente sotto il controllo delle sostanze. Ma Byron non agisce per salvarli. Non è un tentativo disperato di un padre, come abbiamo visto nell’episodio precedente. Al contrario, Byron non accetta il fallimento neanche nel proprio sangue. Per questo decide di agire sui figli: vuole salvare la propria idea di perfezione, vuole rivendicare ciò che non ha avuto in passato, provando meno vergogna per loro. L’amore non ha nulla a che vedere con questa storia: per Byron l’unica cosa che conta è correggere l’errore. E l’errore erano i suoi figli, in carne e ossa, adesso trasformati in vetrine viventi della sua creazione.


Una scena di The Beauty
Credits: FX/Disney+

La nona puntata cambia totalmente registro, allontanando il dramma per far spazio al puro thriller spionistico. In questo episodio incontriamo Diana Sterling, una figura che potrebbe rivelarsi importantissima per il finale dell’undicesima puntata. Byron ha infatti danneggiato il suo progetto scientifico rivale, e per questo lei decide di vendicarsi attraverso l’aiuto di Antonio, Jeremy, Jordan e Cooper. Per cercare di colpirlo dall’interno, Cooper si propone come infiltrato. Prendendo la Beauty – diventando quindi irriconoscibile – potrebbe entrare nel mondo di Byron, così da distruggerlo dall’interno. Il piano viene accettato, ma Cooper decide di farlo solo se la trasmissione avverrà sessualmente con Jordan, con cui finalmente fa davvero coppia.

Nel corso degli episodi, Cooper e Jordan hanno rappresentato una delle parti più umane di The Beauty. Il loro destino è sempre stato in bilico, con Jordan infetta e Cooper ad alto rischio, ma questo episodio – nonostante la tensione e le avvisaglie – è riuscito comunque a dar vita a un colpo di scena che nessuno aveva messo in conto. La trasformazione di Cooper non è come tutte le altre che abbiamo visto fino a quel momento. Non è bellezza, ma ringiovanimento. Da quell’involucro emerge infatti una versione adolescente del detective.


In questo modo si chiude l’episodio. Nessuna spiegazione. Nessun perché. Solo una versione adolescente, imprevista, di una delle poche persone rimaste ancora umane nel mondo di The Beauty. Uno dei pochi ad aver scelto la bellezza come un modo per aiutare chi ama, e non per appagare il proprio ego, guardarsi allo specchio e provare qualcosa. Cooper aveva già tutto. Ma era un tutto a tempo determinato. E per questo ha scelto la via più rischiosa, ma anche la più inevitabile.

Con i prossimi due episodi occorrerà capire perché la Beauty abbia avuto su di lui questo effetto, anche se le ragioni potrebbero essere meno scientifiche e più emotive. Il farmaco risponde anche ai desideri inconsci, e questo apre alla possibilità che Cooper desiderasse inconsciamente ricominciare, avere una seconda possibilità e riscrivere la sua intera vita. Questa regressione potrebbe dunque manifestare un bisogno emotivo più profondo, colto dal virus nel momento esatto in cui ha invaso il corpo di Cooper.

Altri due episodi in grande stile per The Beauty. Da una parte il dramma, dall’altra l’azione. Il racconto e l’adrenalina. La bellezza come imposizione e la bellezza che divora. Perché la Beauty non migliora soltanto ciò che si vede da fuori, ma consuma, altera e ridefinisce l’essere umano. Fino a farlo lentamente scomparire.