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Something Very Bad Is Going to Happen non annoia mai – La Recensione dell’attesissima miniserie horror di Netflix

Camila Morone e Adam DiMarco nella quinta puntata di Something very bad is going to happen

Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su Something Very Bad Is Going to Happen.

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Una sala ben decorata, piena di fiori freschi, gremita di persone elegantemente vestite. Una sposa bellissima che percorre la navata con un’espressione strana, tra il nervosismo tipico di chi sta per pronunciare il fatidico e qualcosa di diverso, tra lo spavento e l’ira. Uno sposo altrettanto bello, prima palesemente emozionato e poi altrettanto palesemente dubbioso. C’è qualcosa che non va, è evidente. Poi un rapido passo indietro – o in avanti, chissà – tra momenti belli e brutti, di tenerezza e rabbia, degli stessi due sposi. Una serie di frammenti di una storia ben più complessa di quanto possano immaginare le persone che li vedono all’altare. E infine la scena di quello che sembra un massacro. No, non sto delirando: quelli che vi ho appena descritto sono i primi due minuti di Something Very Bad Is going to Happen.

Che qualcosa di parecchio brutto prima o poi succederà lo capiamo subito, dal titolo della serie e da quel bagno di sangue che sembra estemporaneo, ma chiaramente non lo è. Sono il cosa, il quando e il come a essere in dubbio, e a costituire il perno attorno al quale il racconto di questa serie horror targata Netflix e giunta sulla piattaforma giovedì 26 marzo si dispiega. Una serie che è stata attesa con non poco interesse, complice il fatto che i Duffer Brothers, creatori di Stranger Things nonché tra i nomi più influenti della serialità contemporanea, ne sono produttori esecutivi. Loro di horror e sovrannaturale ne sanno qualcosa, e il fatto che questa serie fosse legata ai loro nomi ha fatto ben sperare. Ma qui la domanda è: queste speranze erano davvero ben riposte?


La risposta non ve la do ancora. Quello che però posso già dire è che Something Very Bad Is Going to Happen non è quello che sembra.

Amarsi è completarsi a vicenda?

Credits: Netflix

Andiamo con ordine. I due bellissimi ma non sicurissimi sposi delle prime scene sono Rachel e Nicky, una coppia giovane e affiatata. Tra di loro scorre una bella chimica, sono felici. Sono – o sembrano – essenzialmente la rappresentazione della coppia perfetta. Sono due persone dalle radici e dalle personalità completamente diverse: lui è nato in una famiglia ricchissima, è stato messo in una campana di vetro da una madre narcisista e protettiva ed è cresciuto con l’ideale del perfetto – e in quanto tale mai realistico – matrimonio dei suoi genitori. Un ideale che lo porta ad aspirare a un altrettanto perfetto percorso di coppia per se stesso. Un percorso che è disposto anche ad alterare un po’, pur di farlo apparire come tale.

Rachel non potrebbe essere più diversa da lui e più lontana dall’essenza della sua famiglia. Cresciuta senza aver mai conosciuto sua madre e con un padre che ha affrontato il lutto e il dolore in un modo che ha portato sua figlia ad allontanarsi da anni, Rachel è il frutto di una vita familiare complicata e di una solitudine che la rende spesso insicura. È paranoica e ansiosa, e ha trovato in Nicky un appiglio saldo a cui aggrapparsi nei momenti più bui. Dicevo: Rachel e Nicky non potrebbero essere più diversi di così, ma per la serie “gli opposti si attraggono” sembrano anche fatti l’uno per l’altra. Colmano i rispettivi vuoti, si danno manforte. E quando li conosciamo sono in macchina, nel bel mezzo di un lungo viaggio che li porterà in una casa della famiglia di lui per il giorno più bello della loro vita: il matrimonio.


Ma Something very bad is going to happen lo annuncia fin dal titolo: non tutto andrà per il verso giusto. (SPOILER ALERT)

Lungi dall’essere l’idillio auspicato, la settimana che precede il matrimonio è un susseguirsi di piccole inquietudini che diventano concrete paure che si trasformano a loro volta in vero e proprio orrore. Un orrore che non viene però incanalato nel modo che nei primi episodi della serie sembra più naturale. L’impatto tra Rachel e la famiglia di Nicky non è dei migliori: non soltanto ognuno dei membri della famiglia porta con sé un buon livello di stranezze e si relaziona a lei con un distacco a dir poco esagerato, ma tutti danno l’impressione di nascondere qualcosa che potrebbe rendere un inferno la vita della protagonista. Questo primo impatto fa pensare (con tutte le buone ragioni del caso) che la serie sia una sorta di Scappa – Get out di Jordan Peele riadattata al piccolo schermo: una trappola familiare per un partner ignaro della follia della persona con cui sta.

Credits: Netflix

I primi due episodi della serie presentano un po’ tutte le dinamiche tipiche dell’horror tradizionale: luoghi sperduti, personaggi inquietanti che spuntano inaspettati e situazioni sospette (anche troppo sospette) che si susseguono con una frequenza talmente importante da farci pensare che forse così è anche un po’ troppo. Alcuni elementi di contesto vengono raccontati e poi mai più considerati, e non c’è praticamente nessuno che non sembri avere qualcosa da nascondere. Effettivamente è così, anche se il segreto familiare non è quello che immaginiamo come ignari spettatori. E una volta svelato, nel terzo episodio di Something Very Bad Is Going to Happen cambiano le carte in tavola.


La famiglia inquietante lascia spazio a una problematica normalità.

Parecchio problematica, c’è da dirlo. Eppure – per l’appunto – normale. La vera minaccia, per Rachel e anche per tutti gli altri, è un’altra. Qualcosa di più profondo e oscuro che affonda le sue radici in un passato familiare diverso e non meno problematico. Ed è con questa scoperta, con questo cambio di prospettiva, che Something Very Bad Is Going to Happen cambia, diventa altra da sé. Una serie che, in un solco ancora horror ma di approfondimento più che di jumpscare, comincia a porsi (e a farci porre) domande nuove.

Esiste davvero, tra miliardi di persone, l’anima gemella? Cosa siamo disposti a fare per trovarla? Siamo destinati a qualcuno o siamo noi a sceglierci? E cos’è, in ultima istanza, che rende due persone davvero perfette l’una per l’altra? Potrà sembrare un paradosso, eppure a pensarci bene Something Very Bad Is Going to Happen non è altro che un horror che parla d’amore. E dell’ossessione che abbiamo nei suoi confronti.

Detto questo, è il momento di tornare alla domanda iniziale: le speranze che avevamo su Something very bad is going to happen erano davvero ben riposte?

La mia risposta, anche se non priva di dubbi sottostanti, ètendenzialmente sì. L’horror è uno dei generi più complessi da realizzare. Vale per la letteratura, per il cinema e chiaramente anche per la serialità. Anzi, soprattutto per la serialità. Le tempistiche dilatate delle serie tv rispetto a quelle del grande schermo impongono una scrittura ancora più densa, ritmi più serrati, i colpi di scena giusti posizionati al momento giusto. Non è difficile deludere le aspettative, quando si tratta di horror. Non è difficile colpire troppo poco, o dall’altra parte esagerare tanto da rendere il tutto troppo. In quest’altalena tra troppo e troppo poco, tra tutto e niente, Something Very Bad is Going to Happen si piazza in una posizione strana. Una posizione intermedia che in alcuni momenti sembra uscire da questa classificazione per diventare semplicemente qualcos’altro.


Una scena di Something very bad is going to happen
Credits: Netflix

Gli elementi horror portati allo stremo dei primi due episodi vengono compensati dal colpo di scena inaspettato che dà il via alla trama centrale della serie. E anche nella seconda parte del racconto la fastidiosa nonchalance con cui alcuni elementi sovrannaturali vengono dati senza problemi per assunti dai personaggi viene mediata dal fatto che, alla fin fine, lo spettatore continua a restare lì, ancorato allo schermo, con la curiosità dell’inizio.

A prescindere dagli eccessi e dai buchi di trama che qua e là si incontrano, se devo scegliere un metro di giudizio preferenziale per la valutazione di un horror non ho dubbi: punto tutto sulla curiosità, sulla voglia di sapere come andrà a finire. E in questo Something Very Bad is Going to Happen non delude. Non annoia mai. La curiosità comincia alla lettura del titolo, viene portata avanti da interpretazioni su cui personalmente non ho nulla da ridire e arriva esattamente dove vuole portarci, alla fine della puntata otto.

Se questa serie ci insegna qualcosa, è che la perfezione non esiste.

Dietro la sua apparenza si nasconde sempre qualcosa che non vorremmo vedere. E allora, proprio su questa scia, non sarò certo io a pretendere un’inarrivabile perfezione da una serie che non la ha e non può averla. In una contemporaneità che sforna serie horror più sulla carta che nella pratica, Something Very Bad Is Going to Happen è un interessante esercizio narrativo. Se siete persone che amano l’amore e sognano il Per sempre felici e contenti forse non ve la consiglio. Ma se siete ben disposti alla critica sociale sulla differenza tra l’amore sognato e l’amore reale, allora questa può essere una serie che fa per voi. Dietro ogni Sì, lo voglio c’è molto più di quanto immaginiamo: siete pronti a scoprirlo?