ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Sicilia Express, la miniserie di Ficarra e Picone disponibile su Netflix!!
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Ficarra e Picone sono tornati su Netflix in formato serie tv. Dopo l’esperienza di Incastrati (il giusto compromesso tra il pubblico generalista e quello delle piattaforme), che ha avuto il suo successo ed è andata avanti per due stagioni, il duo comico torna con un nuovo lavoro – stavolta una miniserie – che porta il loro caratteristico marchio di fabbrica. Un’ironia leggera, un ritmo vivace e tanti messaggi da leggere sottotraccia: sono questi gli elementi che fanno parte della comicità di Ficarra e Picone, i punti di forza su cui hanno costruito la loro cifra stilistica. Sicilia Express è la loro ultima produzione, un progetto al quale hanno lavorato sia come interpreti che come registi e sceneggiatori. Un titolo che quindi appartiene totalmente a loro, anche affettivamente.
In Sicilia Express si parla dell’Italia e degli annosi problemi che da decenni non trovano soluzione. Ma parla soprattutto di quella Sicilia alla quale i due comici sono affezionatissimi e quel legame viscerale con la propria terra si percepisce in ogni sequenza. Dalle tirate più moraleggianti alla solita autoironia che li contraddistingue, Ficarra e Picone raccontano ancora una volta la terra che amano, con tutti i suoi cliché e le sue contraddizioni. Chi ha seguito negli anni il duo comico riconoscerà perfettamente lo stile, che ricalca quello di opere precedenti (a partire da Incastrati, che ci ha dimostrato che la serialità italiana è in grado di evolversi, ma anche guardando le esperienze cinematografiche degli scorsi anni).
Sicilia Express è però anche una favola natalizia.
L’elemento di novità è l’introduzione della componente magica che sposta la narrazione su un piano più surreale e favolistico. Salvo e Vale sono due infermieri siciliani trapiantati al Nord. Lavorano in un ospedale di Milano, ma entrambi hanno la famiglia in Sicilia. Un po’ a causa del dispotismo del loro direttore (che è un calabrese emigrato che disprezza i meridionali trapiantati al Nord), un po’ per la mancanza di collegamenti efficienti tra Nord e Sud, i due protagonisti riescono a tornare molto raramente a casa, cosa che causa spesso problemi e incomprensioni con la famiglia. Sicilia Express riflette su problemi comuni a tanti meridionali che, per rientrare a casa, devono scontrarsi quotidianamente con mille difficoltà.
In un periodo in cui si parla a reti unificate del Ponte sullo stretto, Ficarra e Picone puntano il dito contro le innumerevoli carenze di un territorio che, in certi casi, diventa isolato dal resto del Paese. Tornare al Sud per le feste si trasforma così in una vera e propria odissea, in cui bisogna tener conto di problematiche come i frequenti disservizi delle compagnie aeree, il caro prezzo dei biglietti (per cui sarebbe più comodo fare scalo in Marocco per arrivare a Milano), l’improponibile traversata della Palermo-Catania e così via. Non è difficile credere che molti dei siciliani emigrati al Nord si riconosceranno facilmente nei racconti surreali di Sicilia Express. Ma come rimediare a una problematica del genere? Esiste un modo per abbattere le distanze che non sia farsi paracadutare su Malta e risalire a piedi la Sicilia?
È qui che il duo comico inserisce l’elemento magico. Che, come nelle migliori favole di Natale, porta il tocco di una bambina.
La figlia di Valentino, che vive di riflesso le difficoltà del padre, chiede a Babbo Natale di creare una porta magica tra Milano e la Sicilia per far sì che il suo papà non debba imbarcarsi ogni volta in viaggi interminabili e pieni di complicazioni. Così i due protagonisti si imbattono in un cassonetto magico che è una sorta di portale di collegamento tra Nord e Sud. Ci cascano dentro per sbaglio in Sicilia e si ritrovano un secondo dopo davanti al Duomo di Milano. È la soluzione a tutti loro problemi. Chi non vorrebbe lavorare tutto il giorno a Milano e tornare la sera a casa in Sicilia? Il cassonetto magico rappresenta per i due protagonisti la svolta della loro vita. Ma Sicilia Express deve complicare la trama e rendere tutto più arduo per i protagonisti che, invece di sfruttare appieno le funzionalità del portale, se ne servono inizialmente per risolvere le proprie questioni personali.
Come in ogni favola natalizia, anche in Sicilia Express i protagonisti all’inizio non recepiscono appieno il senso della magia. Il portale diventa prima un’occasione per spiare le proprie mogli (Katia Follesa e Barbara Tabita), poi una forma di business con cui fare concorrenza ai servizi di trasporto. Per poi rendersi conto, nel finale, di quali siano le priorità a cui dare davvero importanza. In Sicilia Express c’è quella comicità un po’ moraleggiante tipica di Ficarra e Picone. I due comici sanno prendere in giro e prendersi in giro. Giocano sui cliché e sui luoghi comuni per ridere delle tante incongruenze di noi italiani. La loro è fondamentalmente una satira bonaria, ma che quando deve va dritta al punto senza girarci troppo intorno.
Sicilia Express parla di problemi attuali e della scarsa volontà di risolverli.
Il divario tra Nord e Sud, i problemi della sanità meridionale, l’emergenza idrica, la scarsa efficienza dei trasporti, le difficoltà delle piccole imprese nate sul territorio e così via diventano tematiche estranee all’agenda politica, se non come vuote proclamazioni di facciata. C’è anche tanta satira politica in Sicilia Express. Il volto del potere è rappresentato da Max Tortora, nei panni del Presidente del Consiglio, e dei suoi ministri – tra cui Jerry Calà – che piuttosto che risolvere i problemi, si adoperano per far sì che siano sempre là. Perché, come dice una battuta della serie, “ogni Paese ha bisogno del suo meridione”.
La satira politica non è quindi così velata. Ficarra e Picone pongono l’accento sulla distanza che esiste tra i cittadini comuni, costretti a misurarsi quotidianamente con infinite difficoltà, e i palazzi della politica, nei quali ogni cosa viene percepita con distacco e quasi con menefreghismo. I due comici introducono il personaggio di Giorgio Tirabassi (un poliziotto demansionato con un passato glorioso alle spalle) per mostrare l’inefficienza e l’inettitudine delle forze politiche, additate come responsabili non solo dell’arretratezza e dei disservizi del Paese, ma anche dei grandi misteri irrisolti d’Italia, dalle stragi di mafia ai depistaggi sul terrorismo.
C’è quindi sempre un messaggio (o più di uno) da lanciare al pubblico. Che, mentre si diverte guardando un prodotto leggero e scorrevole, ha anche modo di riflettere sulla situazione attuale dell’Italia.
Ogni lavoro di Ficarra e Picone vuole tramandare la loro visione del mondo, quasi sempre con fine moraleggiante. Il lietofine fa riappacificare tutti, ma lascia anche un po’ di amarezza in chi i problemi vissuti dai protagonisti li vive quotidianamente. Non si tratta comunque di un racconto di critica sociale. L’intento principale dei due comici è quello di far sorridere e divertire il pubblico con un racconto spensierato e all’insegna del divertimento. Per chi è abituato alla loro comicità, Sicilia Express sarà una piacevole conferma.










