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Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo 2×03 – Faccia a faccia col nemico

Percy Jackson e gli dei dell'Olimpo 2x03

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler su Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo 2×03 e sui precedenti episodi della serie tv Disney+

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Dopo il buon esordio di settimana scorsa – di cui qui potere recuperare la recensionePercy Jackson e gli dei dell’Olimpo 2×03 continua a lanciare segnali incoraggianti. L’impresa ha avuto effettivamente inizio e Percy, Annabeth e Tyson si trovano di fronte ai primi imprevisti. La nave che abbordano è infatti quella di Luke e in questo modo avviene un interessante faccia a faccia col nemico, che si risolve con una fuga propiziata dalle notevoli capacità del fin troppo sottovalutato Tyson.

Gran parte della puntata si consuma così, ma ci sono anche altri spunti da considerare. Il riferimento alla grande profezia, destinata a ricoprire un ruolo di spicco nel prosieguo della stagione. L’utopia suggerita da Luke, che si riflette soprattutto sull’emarginato Tyson. E poi ci sono l’impresa di Clarice e il fantasma di Talia, due personaggi – uno visibile e l’altro invisibile – la cui portata promette di essere importante in questa storia.


Luke in Percy Jackson e gli dei dell'olimpo 2x03
Credits: Disney+

Percy Jackson e gli dei dell’olimpo 2×03: la grande profezia e l’utopia di Luke

Partiamo da due degli elementi più interessanti di questa puntata. Nel finale di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo 2×03 Annabeth svela a Percy il contenuto della grande profezia: un figlio di uno dei tre dei maggiori (Zeus, Poseidone e Ade) si troverà a dover salvare o distruggere l’Olimpo. Un destino che pare segnato per Percy, ma forse appunto solo all’apparenza. Intanto c’è da dire che – come ha sottolineato Annabeth – il significato delle profezie è volutamente oscuro e per afferrarlo in pieno occorrerebbe conoscerne la formula precisa. Cosa che – in questo caso – manca.

Inoltre non è detto che quel figlio di un dio maggiore sia proprio Percy. Talia è figlia di Zeus e la sua trasmutazione in albero non implica che la profezia non potesse riferirsi a lei. Se c’è una cosa di cui possiamo essere certi è che le fila del destino non sono mai lineari e questa grande profezia può nascondere diverse sfumature e significati celati. È indiscusso che sarà grande argomento di dibattito e che – d’ora in poi – finirà per condizionare le azioni di Percy. Perché la conoscenza in fin dei conti è un peso e ora il figlio di Poseidone ha su di se un macigno.

L’altro elemento interessante di questa Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo 2×03 è quell’utopia che Luke tratteggia parlando a Percy. Semidei e mostri che vivono in armonia in un mondo senza più divisioni.

Uno scenario suggestivo, che però non tiene conto dell’enorme costo da pagare: il sacrificio di chiunque non sposi la causa. È evidente che Luke creda però in un disegno fin troppo ingenuo per essere sostenuto da Crono. Lui è convinto della propria utopia, la quale può ingolosire uno come Tyson, un outsider che troverebbe così il proprio posto nel mondo.


Ed è proprio a lui che va il pensiero quando Luke parla della sua idea di avvenire. Non possiamo non metterci nei panni del ciclope e lasciare cullare da un’idea che pare così confortante. Tyson però non cede, fabbrica la bomba e libera i suoi compagni d’impresa. Tuttavia quell’utopia si è palesata e come un germe può infilarsi nella mente provata del povero Tyson, specialmente qualora le cose dovessero mettersi male e lui tornasse ad accusare il pregiudizio che ha accompagnato tutta la sua vita.

Clarice e l’antitesi degli argonauti

I pochi passaggi della puntata non dedicati ai protagonisti e al loro confronto con Luke sono destinati a Clarice. La figlia di Ares ha deciso di sobbarcarsi da sola l’onere dell’impresa dopo la defezione di Annabeth. Ha ricevuto sostegno – e anche minacce – da suo padre ed è partita con una ciurma di morti sconfitti da Ares. Qui ci piace sottolineare il contrappasso che si crea con quello che è il mito degli argonauti, cui l’intera seconda stagione di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo si rifà.


Nella mitologia greca, gli argonauti erano un leggendario gruppo di eroi che, sotto la guida di Giasone, partirono alla ricerca del Vello d’oro. Il viaggio di questo eroi è raccontato da Apollonio Rodio ne Le Argonautiche, un poema fondante dell’epica ellenica. Ora, Clarice si sta imbarcando nello stesso identico viaggio, alla guida però di un esercito di sconfitti. Un gruppo di perdenti che si trova lì solo per aver contatto un debito con Ares. Il viaggio di Clarice è un po’ l’esatto opposto di quello di Giasone. Un’antitesi decisamente interessante, che conferma la bravura della serie di Disney+ di giocare con i numerosi riferimenti mitologici che sottendono la storia principale.

Annabeth svela la grande profezia a Percy
Credits: Disney+

Il nodo Talia

Clarice si sta prendendo il suo spazio in questa stagione di Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo e il suo personaggio ci sta pienamente convincendo. Un’altra figura che sta però emergendo con forza sempre crescente è quella di Talia. Forza invisibile che già attrae attorno a se snodi concettuali importantissimi. Chi era veramente Talia? Qual è il suo effettivo peso specifico nella vicenda? L’essere figlia di Zeus la pone di per sé in una condizione di preminenza, ma è la sua scomparsa a essere particolarmente interessante.

Non potendo esporsi, Talia è al centro di supposizioni e la sua figura diviene riflesso di chi vuole – in qualsiasi modo – strumentalizzarla. Da qui la visione opposta di Luke e Annabeth sulle sue convinzioni. Secondo il primo lei sarebbe stata ben lieta di rovesciare l’Olimpo. La seconda vuole preservarne il ricordo e nel farlo ne immagina uno spirito che è affine al suo. Chi era veramente Talia e cosa avrebbe desiderato però non lo sappiamo e la lotta tra Luke e Percy si gioca anche su questo campo.


Insomma, come abbiamo avuto modo di vedere Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo 2×03 ha offerto diversi spunti di riflessione. Al netto della mono-ambientazione che non ha permesso chissà che passi in avanti nella trama, la puntata ha lavorato sull’aspetto concettuale, delineando ancora meglio il contesto entro cui avverrà lo scontro tra Percy e Luke. Le motivazioni di una parte e le ragioni dell’altra. Lo ha fatto esaltando le sfumature, così da rendere più complicato schierarsi e favorendo la caratterizzazione di personaggi destinati a crescere e ad aumentare la coralità della trama generale.

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