Ogni giorno proviamo a raccontare le serie TV con la stessa cura e passione che ci hanno fatto nascere.
Se sei qui, probabilmente condividi la stessa passione anche tu.
E se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, allora Discover è un modo per farci sentire il tuo supporto.
Con il tuo abbonamento ci aiuti a rimanere indipendenti, liberi di scegliere cosa raccontare e come farlo.
In cambio ricevi consigli personalizzati e contenuti che trovi solo qui, tutto senza pubblicità e su una sola pagina.
Grazie: il tuo supporto fa davvero la differenza.
➡️ Scopri Hall of Series Discover
A dicembre mi succede una cosa piuttosto strana. La mia usuale passione per film e serie tv in grado di tenermi attaccata allo schermo con una buona dose di sana ansia si riduce drasticamente per fare spazio alla leggerezza, a prodotti che non mi facciano pensare a niente. Preferibilmente ambientati in un contesto natalizio con neve e lucine, ça va sans dire. Tradotto: sono una grande appassionata delle commedie romantiche natalizie tutte uguali a loro stesse. Insomma, quelle il cui unico scopo è far baciare sotto il vischio due persone dai volti piallati dalla luminosità delle eccessive decorazioni messe in casa. Ecco, ora che avete una panoramica completa sulla persona che sono, potete immaginare quanto le mie antenne si siano drizzate quando ho visto che su Sky e NOW sarebbe approdata una serie intitolata Mistletoe Murders.
Realizzata da Hallmark – una vera e propria garanzia quando si tratta di commedie romantiche natalizie – sulla base dell’omonima serie Audible, la prima stagione di Mistletoe Murders è arrivata su Sky Investigation domenica 7 dicembre con i primi due episodi, Veleno nel pero parte 1 e parte 2. Episodi che compongono una storia mystery autoconclusiva (o almeno così pare) all’interno di una più ampia narrazione orizzontale che vede anche la componente sentimentale fare più che capolino. Che Natale sarebbe altrimenti?.
Le sei puntate della prima stagione devono aver convinto il pubblico di Hallmark Channel, considerato il fatto che la serie, cominciata l’anno scorso, ha già all’attivo una seconda stagione che da noi arriverà a fine mese. Ma non c’è bisogno di correre: cominciamo dal principio.
Veleno nel pero parte 1 e 2: la trama

Emily Lane è una donna arrivata da non troppo tempo nella cittadina di Fletcher’s Grove (questo nome non vi ricorda nessuno?), dove gestisce un negozio a tema natalizio 365 giorni l’anno. È una persona di cui sappiamo poco, a parte il fatto che è troppo curiosa e che sa come trasformare la sua curiosità in indagini. Cominciamo però a intravedere che nella sua vita passata, quella precedente al classico trasloco nel paesello tipico delle commedie natalizie, sono nascosti dei segreti belli grossi che la allontanano dall’immagine della donna affabile dallo spirito natalizio spropositato che dimostra di essere a Fletcher’s Grove, anche se non sappiamo quali siano. Segreti dai quali, cambiando città, avrebbe voluto allontanarsi.
La vita passata di Emily diventa però più presente che mai nella trama di Mistletoe Murders quando un omicidio sconvolge la quiete cittadina. Marcus, il fidanzato della sua cara amica June, viene ucciso e a essere incriminata per l’omicidio è proprio la sua compagna. È così che Emily entra in modalità Jessica Fletcher (ecco, vi ho spoilerato la risposta alla domanda del paragrafo precedente). Per scagionare la sua amica, comincia delle indagini parallele che non sono troppo apprezzate da Sam Wilner, il detective della città. Anche se, diciamocelo, non è che lui faccia davvero qualcosa di concreto per tenerla lontana da indizi e tracce. Indovinate un po’ chi è il papabile interesse amoroso della protagonista? Lascio a voi l’indagine.
Delle commedie romantiche natalizie in Mistletoe Murders non manca proprio niente.
Abbiamo una tranquilla cittadina in cui teoricamente non succede mai nulla, un’attività commerciale basata sul Natale, una donna single e un uomo affascinante con figlia a carico che casualmente non sta più con la moglie. In questo caso almeno Hallmark ha deciso di non ucciderla precocemente, preferendo puntare su un più semplice divorzio. Abbiamo dialoghi dai quali sappiamo di non doverci aspettare troppo e incontri casualissimi che terminano in momenti para-romantici. Abbiamo anche una protagonista onestamente un po’ fastidiosa, una Sarah Drew che ci porta molto più alla mente la sua April Kepner nelle prime stagioni di Grey’s Anatomy alle quali prende parte rispetto alla versione evoluta che esce dalla serie.

Ad accompagnare questi elementi ci sono quelli del mystery in stile Don Matteo o La signora in giallo. La polizia in Mistletoe Murders scopre poco o niente: è un’umile cittadina dall’intuito di ferro a far svoltare le indagini. Non esistono prove serie, analisi del DNA o test scientifici. La polizia va avanti più a intuito che a concretezza, e le prove sono praticamente tutte circostanziali (si vede che mi piacciono i gialli, eh?), anche quelle considerate attendibili da chi di dovere. In un contesto del genere è facile che una donna più o meno qualsiasi – perché di lei, per l’appunto, c’è ancora molto che non sappiamo – riesca a tenere il passo e a superare la polizia. E alla fine, per quanto intricato possa essere il cerchio che ha portato all’omicidio, andando avanti a intuito e supposizioni la protagonista svela il misfatto.
Una protagonista che, così saccente, non risulta proprio piacevolissima.
Emily è il classico personaggio che non sa cosa significhi l’espressione “farsi i fatti propri”. Va ovunque le si dica di non andare, indaga su tutto ciò per cui le viene richiesta riservatezza. E alla fine, ovviamente, ha ragione. Si mette in pericolo anche se per lei non temiamo mai: come ogni mystery leggero che si rispetti, la protagonista ha una sorta di immunità. Per quanto male le possano andare le cose, se la cava sempre. Se la cava talmente tanto da avermi fatto sperare, a un certo punto, che smettesse di farlo. Non nego che guarderei con interesse un episodio di Mistletoe Murders in cui è qualche altra detective mancata a indagare su di lei.

Empatizzare con lei è un po’ complesso anche se siamo letteralmente nella sua testa. Il narratore in prima persona ci porta dritti nei suoi pensieri e, comparendo qua e là, ci ricorda l’origine della serie come audiolibro. Piccola curiosità: la voce della narratrice nella versione originale dell’audiolibro appartiene a Cobie Smulders, meglio conosciuta come Robin Scherbatsky in How I Met your Mother. Sarebbe stato divertente vederla in veste di Emily, anche se forse la sua impronta decisa avrebbe un po’ cozzato con il mood del personaggio.
Ma quindi, alla fine, Mistletoe Murders ha senso oppure no?
La risposta non è univoca, dipende da chi siete e soprattutto da cosa cercate. Se siete alla ricerca di un thriller senza buchi di trama in cui tutto alla fine ha perfettamente senso, allora non fa per voi. Se invece siete alla ricerca di un po’ di compagnia televisiva, o se come me siete attratti dalle commedie romantiche tipiche del periodo natalizio come un bambino davanti alla vetrina di un negozio di dolci, allora forse potete darle una chance. La verità è che Mistletoe Murders – nella traduzione completa con il sottotitolo Delitti sotto l’albero – non è niente più e niente meno di ciò che il suo titolo fa presagire. È una commedia romantica natalizia dal tono leggero, condita da qualche omicidio qua e là a dare un pizzico di brio. E per quanto non ci piaccia ammetterlo, alla fine lo sappiamo: prima o poi le guardiamo tutti.







