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I Peccatori – La Recensione del film che ha stabilito il record di candidature agli Oscar

Michael B Jordan interpreta i fratelli Moore ne I Peccatori

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sul film I peccatori!!

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Se un film ottiene sedici candidature all’Oscar (sedici!!) vuol dire che qualcosa di speciale deve pur avere. Conquistare la critica in un modo in cui non aveva mai fatto nessuno (le nomination sono attualmente un record nella storia degli Oscar) è già un’impresa grandiosa, qualcosa che ha dello straordinario. Sbalordire la critica e conquistare il pubblico è poi una prodezza ancora più stupefacente, qualcosa che non succede così di frequente. I peccatori, il film di Ryan Coogler con Michael B. Jordan, ha fatto proprio questo. Ha compiuto il suo piccolo miracolo, diventando uno dei film più interessanti dell’anno. Perché? Che cosa ha di speciale I peccatori? Bisognerebbe guardarlo per capirlo.

È un discorso che vale per qualsiasi opera cinematografica, ma un po’ di più per questo film, perché ha un’energia che non si racconta: si trasmette. Ambientato nel Mississippi degli anni Trenta, a Clarksdale, I peccatori parla di due fratelli gemelli che, dopo alcuni anni passati lontano da casa, tornano nella propria terra con un sogno da realizzare e un piano per farlo. Smoke e Stack Moore sono stati lontano dalle piantagioni del Sud. Hanno combattuto la Grande Guerra in Europa, hanno vissuto il fronte con i suoi orrori, hanno servito il Paese dall’altra parte del mondo con divisa e fucile in spalla. Tutto pur di allontanarsi dallo spettrale ciglio di una vita senza prospettive. Da diseredati, sfruttati, oppressi, sottomessi.


Tornati dall’Europa, non ci hanno pensato neanche per un attimo a riaffacciarsi a casa. Sono andati a cercare fortuna a Chicago, una città piena di prospettive ma dominata da gang mafiose e criminali.

Smoke e Sammie durante l'attacco dei vampiri
Trailer I peccatori

Sette anni dopo, con l’esperienza del fronte sul groppone e la militanza tra le file della criminalità organizzata della grande città, i due fratelli rimettono piede nel desolato Mississippi. Sono pronti a investire i loro soldi sporchi in un progetto folle, che possa dare alla comunità nera un po’ di spensieratezza in una realtà dominata da segregazione e razzismo. Smoke e Stack arruolano anche il cugino Sammie nel progetto, un giovane che è un prodigio della musica e suona la chitarra con potenza divina. Ma occhio a scomodare le divinità perché I peccatori frequenta più l’abisso che il cielo e ci arriviamo tra un attimo.

La prima metà del film dà una forma al sogno dei fratelli Moore. Riescono a farsi vendere un locale da un vecchio membro del klan e ci installano il loro juke joint. Niente fratelli bianchi. Solo frequentatori neri. C’è Annie, l’ex moglie di Smoke che fa rituali magici, ci sono Grace e Bo Chow, due negozianti cinesi arruolati per il catering, la cantante Pearline e il pianista e armonicista Delta Slim, oltre ai membri della comunità. È un locale pensato per loro, un posto che possa concedere un momento di sollievo da una vita fatta di sottomissione, soprusi e angherie indiscriminate. Quando tutto è predisposto per l’inaugurazione, parte la festa. Ed è un po’ una magia che si libera.

I peccatori diventa una danza carnale ballata sulle note di un blues magnifico, che incanta e irretisce, consumandosi in uno sprazzo di felicità di cui si percepiscono l’euforia, l’energia, la vitalità contagiosa.

Michael B Jordan in una scena de I Peccatori
Warner Bros. Pictures

C’è qualcosa di soprannaturale nelle note che si liberano dalla chitarra di Sammie. Il cuginetto dei gemelli Moore produce note che trascendono la vita e la morte, che fungono da una specie di ponte tra ciò che c’è al di qua e ciò che c’è al di là. Ci si abbandona alle note proibite, ai vizi, al fumo, all’alcol, al sesso. Vibrazioni di libertà si propagano nell’aria, il suono della chitarra di Sammie sembra rievocare gli spiriti degli antenati africani in ascolto. È un canto di liberazione, una rivoluzione della carne che si impossessa di nuovo dei suoi piaceri. Poi, l’intoppo, il colpo di scena. La svolta soprannaturale del film.


Ne I peccatori compare l’immigrato irlandese Remmick con Bert e Joan, due membri del Ku Klux Klan che qualche ora prima gli avevano offerto riparo dagli inseguitori nativi. Remmick vuole solo essere invitato a entrare nel locale per – così dice lui – godersi la musica e spendere un po’ di soldi. Ma i fratelli non li fanno entrare, non sono parte della famiglia. C’è qualcosa di oscuramente sinistro nei modi di Remmick e dei suoi amici e anche la regia si fa più inquieta. Abbandona la frenesia calda e disinvolta di qualche istante prima e abbraccia una calma inquietante, carica di brutti presentimenti. Mary, l’ex fidanzata bianca di Stack che tenta di ricongiungersi con lui, viene mandata a mediare con gli avventori, nel caso abbiano davvero quattrini da spendere.

Quando torna però, qualcosa è cambiato.

Sammie suona un blues magnifico in I peccatori
Warner Bros. Pictures

Uccide Stack mordendolo alla clavicola. Ma, sotto i colpi della pistola di suo fratello, Mary non muore. Perché? Di che razza di creatura si tratta? È a questo punto che I peccatori si tramuta in un horror d’azione con vampiri assetati di sangue che sgomitano per essere invitati a entrare nel locale. La seconda parte del film è impegnata dalla battaglia tra esseri umani e vampiri, creature del diavolo che vogliono strappare a Sammie la sua chitarra e il suo dono. Suo padre, un prete cattolico e severo, glielo aveva detto milioni di volte: la chitarra è uno strumento del diavolo, emblema di vizi capitali e peccati imperdonabili. I superstiti cercano di fare squadra e di resistere all’assalto dei vampiri almeno fino all’alba.


Al sorgere del sole, quelle creature si sarebbero dileguate, quindi è tutta una battaglia di resistenza che si consuma in una notte. I peccatori è un film che si svolge nell’arco di ventiquattr’ore. Sammie si prende una piccola boccata d’aria dal lavoro e si imbarca nell’avventura più sconvolgente della sua vita. Dal mattino all’alba successiva: è questo l’arco temporale che I peccatori racconta nelle oltre due ore di visione. Alla fine tutto si riassume nella scelta del giovane Sammie: consegnare la chitarra, strumento del peccato, oppure continuare a vivere con l’ombra dei demoni accanto?

È la musica che ha attirato i vampiri, è il blues che ha risvegliato le forze maligne.

I fratelli Stack e Smoke Moore
Warner Bros. Pictures

Le note della chitarra di Sammie hanno liberato la gioia del peccare. A una vita fatta di abusi, angherie, sfruttamento e sacrificio non ripagato, la comunità risponde con un grande ballo. Una danza che risveglia il piacere di abbandonarsi ai vizi, che siano le note del blues o una bottiglia di whisky. È poi così diverso l’inferno della Bibbia da quello che vive la comunità di immigrati nell’America del Sud? La proposta di Remmick diventa quasi allettante. Il vampiro offre ai peccatori la possibilità di entrare a far parte di un mondo dove tutti – neri, irlandesi, cinesi, sfruttati e sfruttatori – siano sullo stesso livello. Dove tutti possano godere di una libertà che il mondo reale concede solo ad alcuni.

E infatti, nonostante tutto il caos della notte precedente, arrivato davanti all’altare della chiesa, Sammie sceglie di non abbandonare del tutto quello “strumento del diavolo” che risveglia i vampiri e le creature dell’inferno. Perché, malgrado i morti e il dolore, quella resta la giornata più bella della vita del ragazzo. I peccatori è una storia che si riserva la capacità di scuotere e sorprendere. È un film che travalica i confini dell’horror, che non può essere catalogato solo come tale. È qualcosa di estremamente coinvolgente, nel quale lo spettatore si immerge come fosse parte di quel flusso vitale che viene liberato dalle note della musica. La colonna sonora è di Ludwig Göransson, che ha messo insieme blues e gospel e ha restituito a livello musicale quel connubio di folklore, tradizione e soprannaturale che è la base su cui si muove I peccatori.


Ryan Coogler ha appena scritto un pezzettino di storia del cinema.

I gemelli Moore ritornano in Mississippi
Warner Bros. Pictures

Le sedici nomination agli Oscar (ecco tutte le candidature della 98ª edizione) sono un record che nessuno aveva mai fissato finora (a proposito di Oscar: ci sono 6 film che secondo noi l’avrebbero meritato, ma non l’hanno mai vinto). Il film è in lizza per le categorie Miglior film, Miglior regia, Miglior sceneggiatura originale, Miglior attore protagonista a Michael B. Jordan, Miglior attrice non protagonista a Wunmi Mosaku, Miglior attore non protagonista a Delroy Lindo, Miglior casting, Miglior fotografia, Miglior montaggio, Miglior scenografia, Migliori costumi, Miglior trucco e acconciatura, Miglior sonoro, Migliori effetti visivi, Miglior canzone originale per 1 Lied to You e Miglior colonna sonora originale. Un bottino che fa impressione solo a citarlo (anche Una battaglia dopo l’altra non è andato male).

Michael B. Jordan (che per fare Creed si è ispirato a Dragon Ball) ha avuto l’arduo compito di interpretare in questo film due diversi personaggi, i fratelli Moore. Esteticamente è difficile distinguerli, ma l’attore ha saputo caratterizzarli entrambi in maniera così differente che sembra siano effettivamente due persone diverse. Non sappiamo quale sarà il destino de I peccatori alla cerimonia degli Oscar (almeno un paio di statuette le riceverà sicuramente), ma è un film che comunque vale la pena guardare anche per chi non ama particolarmente il genere. Dopo l’uscita nelle sale, in Italia è disponibile sul piccolo schermo su Sky e NOW (su cui intanto potreste recuperare le migliori serie tv Originali del 2025).