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C’è qualcosa di profondamente bello nelle persone, e nei fili che ci collegano a loro. Vi è uno spazio tra ciò che non abbiamo più e ciò che ci manca che a volte può essere colmato solo da un ricordo, e quel ricordo spesso assume le sembianze di una persona che diventa casa, come accade in questa puntata di Grey’s Anatomy 22. Nel corso del quinto episodio, il medical drama si concentra sul personaggio di Simone, affrontando una delle sue più grandi nostalgie, la mancanza che più di tutte sembra ogni giorno pronta a spezzarle la schiena con il suo peso: quella di sua madre. Tutto diventa buio in questa equazione. Alla fine, l’unica cosa che resta sei tu, con in mano un pugno di mosche e dei ricordi che, per quanto meravigliosi, porteranno sempre il profumo di ciò che non potrai mai più toccare.
E così arrivano il primo Natale, il primo compleanno, la prima giornata senza qualcuno: un susseguirsi di piccole prime volte che dovrai imparare ad affrontare da sola, leggendo ciò che ti manca nel mondo esterno. Un mondo in cui potrai ritrovare ciò che ora è andato via. Ed è il caso di Simone, che riesce a ritrovare sua madre negli occhi di una paziente di sua madre. È ritratta in delle foto posate sulla scrivania, e lei lo percepisce prima ancora di entrare in stanza.
Sua madre era lì, attraverso un nuovo ricordo, e aveva ancora qualcosa da raccontare, anche adesso che non c’è più. Ed è in quel momento che Simone sente di essere fortunata, scoprendo qualcosa di nuovo su sua madre. Per un attimo, con quei racconti, lei sarà ancora viva, come se non fosse mai andata via, presenziando a tutti i Natali e compleanni, senza mai lasciare alcun vuoto.
Grey’s Anatomy 22 torna su Disney+ con una puntata che ci ricorda che la malinconia ha la forma di una persona, ed è tutto ciò che sappiamo su questa sensazione

I ricordi sono le persone, e questa quinta puntata (disponibile su Disney+) di Grey’s Anatomy 22 lo ricorda incessantemente. Ci travolge con una quantità indefinita di malinconia, costringendoci a guardare indietro nel tempo: cosa è successo prima, durante, dopo. Ed ecco che adesso Simone è qui: immersa nei ricordi di chi ha conosciuto sua madre, accedendo a quel mondo segreto che può essere svelato.
Perché sua madre non può più raccontare nulla di nuovo, ma lei può ancora conoscerla e riconoscerla. Ha questo privilegio, ora affidato a una nuova paziente, che diventerà presto un viaggio tra memoria, conoscenza e responsabilità: Simone sente di doverla salvare a tutti i costi, di dover fare con lei ciò che non ha potuto fare con sua madre. Ma il destino non si accontenta di ferire una sola volta, e così reagisce. Segna. Affonda la lama. Non si cura del perché, e porta via tutto, come l’ultimo ricordo nuovo di sua madre.
Seppur dilaniante, questa non è l’unica trama affrontata in questo quinto episodio di Grey’s Anatomy 22. Nel corso della puntata, infatti, si affrontano più temi che spaziano dalla fede alla responsabilità medica. Jo è impegnata in un parto complicato a causa della posizione del bambino, ma la paziente rifiuta l’uso di farmaci per paura di complicazioni. È a questo punto che Jo deve bilanciare la sua conoscenza con le volontà della madre, cercando di fare ciò che è meglio senza scegliere al posto suo. Una lotta continua tra regole, scelte ottimali e rispetto per chi sta lottando per la propria vita e quella del figlio.
Tra le corsie dell’ospedale, un altro scontro mentale prende forma: ancora una volta troviamo Jo al centro della scena. Link e lei non sono d’accordo sulla religione e sul futuro battesimo dei figli. Questa trama restituisce a Grey’s Anatomy 22 un tono moderno e realistico, perfettamente ancorato al presente: essere una famiglia non significa condividere le stesse convinzioni, ma custodire proprie speranze e una fede personale. Non si diventa un unico suono, ma un’infinità di note, a volte discordanti, che Grey’s Anatomy mette al centro della narrazione con sorprendente naturalezza.

A mancare in questo episodio è stata Meredith (partita nella precedente puntata qui recensita), ma le nuove trame, i destini dei personaggi, le loro tensioni e i ricordi hanno fatto sì che questa assenza non si facesse particolarmente sentire. Grey’s Anatomy 22, come hanno dimostrato anche altre stagioni, è pronta da tempo a essere autonoma, non più dipendente dal suo pilastro più grande. La sua presenza arricchisce, ma la sua assenza non compromette la riuscita di una stagione che, anche in questa puntata, ha dimostrato di avere ancora molto da raccontare.E non solo sui personaggi, ma su tutto ciò che si trova dietro la telecamera, qui dove siamo noi.







