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La sesta stagione di Glee conclude un ciclo, segnando per sempre un’epoca

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Ultimo appuntamento con le recensioni delle stagioni di Glee. Oggi mi concentro sulla sesta stagione, ovvero su quello che è stato il gran finale di una Serie Tv che ha avuto alti e bassi, ma che comunque non siamo riusciti a non amare.

Nel corso del nostro percorso tra le varie stagioni (qui trovate una recensione completa della quinta stagione) abbiamo visto come Glee si fosse posto degli obiettivi ben precisi, prendendo piano piano quota ed arrivando all’apoteosi con la terza stagione. L’aver voluto continuare dando alla Serie Tv un altro tono aveva creato una battuta d’arresto con la quarta stagione, ma ha pian piano ripreso quota fino ad arrivare alla perfetta conclusione della storia.

Con questa ultima stagione di Glee si è deciso di fare un lavoro particolare, tornando alle origini della storia, evidenziando i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni e ripartendo proprio da qui, dalla possibilità di ripartire da zero.

Proviamo a pensarci un momento. Nel corso delle varie stagioni Glee ci ha insegnato tantissime cose. Ci ha permesso di accettare le diversità, di accettare noi stessi per come siamo. Ci ha fatto capire che va bene avere degli obiettivi, ma allo stesso tempo va bene anche non averne e provare a mettersi in gioco, per vedere cosa succederà.

In ultimo, Glee decide di darci un’importante lezione sul fallimento. Possiamo cadere, smarrire la nostra strada e fallire lungo la via, ma finché avremo un posto da chiamare casa e degli amici pronti a sostenerci troveremo sempre un modo per rimontare in sella e ricominciare da capo.

Glee

Il fatto che si sia deciso di puntare su questo tipo di argomento per il finale di questa Serie Tv risulta essere abbastanza indicativo, e, forse, autobiografico. Glee, infatti, vuole in un certo qual modo rispecchiare la realtà della vita quotidiana: così come si cresce e si matura, si possono fare degli errori, e ci possono essere delle battute d’arresto.

Questo però non deve fermarci. Dobbiamo solo guardarci intorno, capire dove abbiamo sbagliato e ripartire, facendo magari ammenda sugli errori che abbiamo commesso.

Con l’ultima stagione di Glee, Ryan Murphy decide di fare proprio questo: si scusa per gli errori commessi, rimette in ordine la situazione e ci restituisce lo show e i messaggi che abbiamo amato sin dal primo episodio. 

La voglia di voler riportare in auge il vecchio spirito promulgato dal Glee Club favorisce un ritorno degli spettatori più vecchi e anche di coloro che avevano deciso di non seguire più la Serie Tv. Fidatevi della mia esperienza personale: magari non avete apprezzato poi tanto le ultime due stagioni, ma anche chi ha deciso di riprenderla dopo un po’ ha ammesso che l’ultima stagione sia stata la chiusura perfetta di questo ciclo.

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Questa è anche la stagione di Glee in cui diciamo addio a personaggi che ci hanno accompagnato per sei lunghi anni, ed è difficile ammettere che forse non siamo poi così pronti a questo distacco come pensavamo.

Ritroviamo Rachel Berry per l’ultima volta, in una versione, se possibile, più fragile di quanto non sia mai stata. Come avevo detto nella scorsa recensione, la crescita della sua carriera non ha favorito un suo miglioramento caratteriale, ed anzi è arrivata a fare un gran quantitativo di scelte sbagliate, di cui però si accorge troppo tardi.

Abbiamo visto che è riuscita a sfondare a Broadway, ma dopo una serie di repliche si è resa conto di non voler interpretare uno stesso personaggio per il resto della sua vita. Si è fatta quindi abbagliare da un’offerta di lavoro per l’ambito televisivo, come attrice di punta di una nuova Serie Tv, solo che per lavorare avrebbe dovuto spostarsi a Los Angeles. E questa probabilmente è stata la sua rovina.

Con l’inizio di questa nuova stagione, infatti, capiamo subito che il progetto televisivo creato appositamente per Rachel è stato un totale flop, ed ora lei si trova senza più nulla. Non può tornare a Broadway, né alla NYADA, né può certamente continuare a lavorare a LA. Perciò decide di ritornare a casa, a Lima.

Questo è, solitamente, quello che si fa nei momenti di confusione. Quando una persona si sente persa ed emotivamente distrutta, infatti, ritorna alle sue origini, cercando di ritrovare i pezzi di se stessa che la facevano stare bene. Ed ecco spiegato il motivo per il quale Rachel Berry decide di riprendere in mano il Glee Club, ormai chiuso da tempo dopo la sconfitta dell’anno precedente alle Nazionali.

Glee

È qui necessario tornare a menzionare anche dei personaggi che non abbiamo citato poi così spesso.

Sue Sylvester è una di questi. Abbiamo sempre avuto con lei uno strano rapporto di amore/odio, ed è stato tanto strano quanto potenzialmente divertente vederla diventare preside del Mckinley. Ovviamente, con l’arrivo di questa nuova stagione lei ricopre ancora questa carica, e il ritorno di Rachel Berry e dell’idea del Glee Club riapre, inevitabilmente, le antiche faide.

Nell’arco di una stagione, in ogni caso, vediamo quanto Sue abbia nascosto tutte le sue fragilità, concentrandosi sul suo odio verso le arti e sul tentativo di mandare avanti la scuola secondo regole da lei considerate progressiste, che in realtà nascondono solo una discreta mancanza di cultura.

Non sorprende, quindi, se verso la fine della stagione venga destituita dal suo incarico. L’obiettivo degli autori era probabilmente quello di far tornare una Sue Sylvester fragile, senza più nulla a cui appigliarsi, e bisogna ammettere che ci sono riusciti. La storia dell’armadio della sofferenza, per quanto mantenesse intatta l’idea di trash che questa Serie Tv ci ha fornito, è stato solo l’apice.

I casi sono due: si volevano punire i cattivi e si voleva portare avanti con un diverso punto di vista il tema di distruzione e rinascita, caratterizzante di questa ultima stagione. Caso vuole che entrambe queste idee siano state rispettate, dal momento che, benché Sue si trovi ad affrontare un momento difficile, riuscirà entro la fine della stagione a risollevarsi e a ritrovare tutta la sua determinazione che da sempre l’ha caratterizzata.

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Rachel Berry però non è la sola a fare ritorno a Lima per rimettere insieme i pezzi della sua vita. Kurt la raggiungerà dopo breve tempo, e prima ancora di incontrare lui, la nostra stella incontrerà Blaine. Già nella prima puntata capiamo cos’è successo alla coppia, e quello che credevamo di aver visto riparato nella scorsa stagione è stato distrutto un’altra volta.

Insomma, sempre per tenere il tema della ricostruzione e del ritorno alle origini, Ryan Murphy ha deciso di far lasciare di nuovo Kurt e Blaine, solo che questa volta non ce lo fa vedere, ci mette solo di fronte al fatto compiuto che il loro matrimonio è saltato. Una cosa utile, in effetti. E si, sono di nuovo sarcastica al riguardo.

Soprattutto perché, in quanto ad idee trash, il caro Murphy non si è risparmiato nemmeno stavolta, e prima di far rimettere insieme una della coppie più amate di Glee ha deciso di dare loro nuova vita dandogli delle nuove storie: Blaine con Karofsky e Kurt con un ultra cinquantenne. Tranquilli, lo schifo è normale, e sappiate che vi capisco. 

Però tutto è bene quel che finisce bene, ed anche i nostri idoli avranno il loro lieto fine. Direi che è stato abbastanza importante mantenere in qualche modo intatta l’idea che il vero amore vince sempre, perciò, anche se abbiamo dovuto aspettare per rivedere i due ragazzi insieme, sapevamo già che sarebbe successo.

Arriveranno finalmente al matrimonio, forse inserito un po’ troppo alla rinfusa per i miei gusti, ma su questo non possiamo fare nulla. E non saranno i soli a raggiungere questo traguardo.

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Brittany e Santana, che al contrario degli altri due non hanno avuto nessun problema di coppia da quando si sono rimesse insieme nella stagione precedente di Glee, arriveranno a vivere il loro grande giorno, e a dirla tutta sarà grazie a loro che anche Kurt e Blaine potranno fare lo stesso.

Per le due ragazze questa stagione risulta essere davvero importante. Al di là della proposta di Santana, che arriva già nelle prime puntate, vediamo che sono entrambe talmente coscienti del loro modo di essere e talmente innamorate che non c’è più nulla in grado di far loro paura.

Sono piuttosto sicura che questo fosse uno degli obiettivi fondamentali di Glee sin dall’inizio, ed è fantastico vedere che l’obiettivo è stato finalmente raggiunto. 

Santana, tra l’altro, si troverà a vivere una situazione particolare e positiva, quando avrà la possibilità di riconciliarsi con sua nonna. Ricordate la terza stagione? L’anziana signora aveva deciso di non parlare più con sua nipote perché non accettava il suo orientamento sessuale ed il modo in cui la giovane ispanica lo rivendicava con orgoglio.

In realtà, nemmeno in questa stagione le due partono sotto una buona stella, dato che l’intervento di Brittany per farle riconciliare prima del matrimonio sia una perdita di tempo. Ma l’intervento di Sue sistemerà la situazione: nonna e nipote si riappacificheranno e finalmente Santana si sentirà accettata anche da lei. E così abbiamo fatto un altro passo avanti per abbattere il bigottismo. Molto, molto bene!

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Rachel non avrà solo l’appoggio dei suoi amici, nel corso della stagione, per tornare alla sua strada. A darle man forte una volta tornata a Lima c’è anche Will. Il suo professore ora dirige un’altro coro, ma il suo atteggiamento nei confronti dell’arte, della competizione e dell’insegnamento non è certo cambiato. 

Will risulta essere un uomo talmente radicato nei suoi ideali e nei suoi principi che, rendendosi conto che i Vocal Adrenaline non possono modificare la loro mentalità, per quanto lui si sforzi ad aiutarli, decide di lasciarli per tornare a lavorare nel suo vecchio liceo. Ritorna quindi anche lui alle origini, alla paga che aveva sempre avuto e ai problemi di sempre.

Ma i suoi ideali sono così forti che per lui questo è tutto meno che una fatica. Ammettiamolo, anche in questo Glee ha ottenuto un ottimo risultato. Portare avanti per sei stagioni la tematica del non tradire mai le cose in cui si crede davvero non era certo facile, ma anche qui questa nostra amata Serie Tv deve davvero segnare un punto.

Quando arriva a Lima, in ogni caso, Rachel si trova costretta a ricominciare da zero con il Glee Club. Dal momento che il programma era stato cancellato, è il momento di trovare nuove reclute. Per quanto passino gli anni, l’opinione scolastica nei confronti del canto corale coreografato non è cambiata: resta per tutti un corso da sfigati. Ma abbiamo comunque l’inserimento di nuovi personaggi che meritano di essere ricordati.

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In questa foto ne mancano un paio, ma qui ci sono davvero tutti quelli che contano.

Innanzitutto ritroviamo Kitty. L’abbiamo già conosciuta nelle scorse stagioni come la copia di Quinn Fabray, ma in quest’ultima stagione riceve la sua buona dose di riscatto. Inizialmente è riluttante a tornare nel Glee Club, e ha tutte le ragioni del mondo: dalla sconfitta alle Nazionali il gruppo è stato distrutto, lei è l’unica rimasta e nessuno si è mai premurato di chiederle nemmeno “Come stai?”. Insomma, un po’ di umanità!

Se non fosse che, durante una gara, decide di aiutare Rachel e le nuove leve, ed entusiasta di sentirsi di nuovo parte del gruppo, si riunisce alla banda.

Spencer è un giocatore di football, nonché il giovane gay più progressista che finora si sia visto in Glee. Non rispecchia nessuno stereotipo, come invece si era fatto con il personaggio di Kurt. Ha l’aria del ragazzo normale, ed è esattamente così che una persona omosessuale andrebbe rappresentata: per quello che è, ovvero una persona tale e quale alle altre. 

La cosa forse ha stupito, visto che eravamo abituati con Kurt all’immagine del classico gay effeminato. Ma lasciatemi dire che questo cambio di rotta mi ha reso solo felice!

Jane inizialmente non era prevista nel Glee Club. Doveva entrare negli Usignoli, ma dato che, nonostante la sua evidente bravura, non è stata ammessa in un coro totalmente maschile, ha deciso di cambiare scuola e di unirsi alla squadra del Mckinley. Mai acquisto fu più felice! Purtroppo di lei non si sa molto, se non che ha una voce da paura ed è davvero dolcissima. Sono certa che con più puntate a disposizione si sarebbe potuto fare di più.

Roderick è il classico ragazzo sfigato, preso di mira dalla maggior parte delle persone per il suo fisico non esattamente asciutto. Non che questo sia motivo di disperazione per il ragazzo, dato che si accetta così com’è ed è ormai talmente assuefatto dai bulli da mettersi in posizione fetale ancor prima di sapere cosa le persone vogliono da lui.

Il Glee Club lo aiuterà a tirare fuori la sua voce portentosa e ad avere dei nuovi amici. È anche su questo che questa Serie Tv si basa, ed è uno di quei temi che è sempre stato trattato alla perfezione.

In ultimo, troviamo Mason e Madison, due gemelli che fanno parte dei cheerleader. Detti anche i “gemelli incestosi” per la loro caratteristica a fare sempre tutto insieme, dimostreranno di avere delle doti eccezionali, e cresceranno moltissimo come individui. La storia tra Mason e Jane ne è un esempio.

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Non si può però concludere questa recensione senza considerare l’ultimo sviluppo che è stato fatto per la storia di Rachel Berry, ovvero il ritorno di Jesse.

Fidanzato di Rachel durante la prima stagione e leader del coro avversario, i Vocal Adrenaline, il ragazzo tornerà a Lima per rivedere Rachel e comunicarle di aver ottenuto un ruolo in un musical a Broadway. La ragazza aveva fatto il provino per il ruolo femminile, ma non era sicura di voler accettare la parte. Ecco, Jesse è qui proprio per riportare Rachel al suo posto. 

La ragazza ha fatto una lunga strada nel corso di questa stagione: si è persa, ha affrontato i suoi errori ed i suoi demoni, si è redenta sugli errori del passato, ha ritrovato sé stessa… Ma ancora non è sicura di voler tornare nel mondo del teatro, dopo la dura sconfitta che ha avuto con Funny Girl.

Ma si sa, dagli errori del passato si può solo che imparare, e questo lo sa anche Rachel. Per quanto non sia inizialmente convinta di rilanciarsi nel mondo di Broadway, dopo aver parlato con Jesse decide di rifare questo grande salto. Una volta che si è rimasti scottati è più che normale avere paura, ma l’importante è non dimenticare mai chi si è e le proprie radici. E questo Rachel l’ha finalmente capito.

Se dovessi tentare di spiegare in poche parole cosa è stata quest’ultima stagione di Glee per me probabilmente non ci riuscirei. Questa Serie Tv è un vero viaggio di crescita, con tutti i pro e i contro che può portarsi dietro. La vita non è semplice, né facile, ma se si hanno degli ideali e si crede in sé stessi e in ciò che si fa si può davvero diventare inarrestabili.

Nel finale, Glee ci ricorda tutto questo. Sceglie una canzone perfetta per immortalare un momento perfetto, quello in cui tutti hanno finalmente raggiunto i loro sogni. Ce la si può davvero fare, sempre e comunque.

With every broken bone, I swear I lived.

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Scritto da Elena Di Stasio

Ho studiato presso la Constance Billard School for Girls, e sono stata proprio io a scegliere Blair Waldorf come mia erede in quella scuola. In effetti, era la migliore delle mie tirapiedi.
All'università ho scelto di studiare per un periodo alla NYADA, ed ero l'allieva preferita di Cassandra July! Ma ho scoperto che scrivere e recensire sono le mie vere passioni. Ultimamente ho viaggiato fino a Westeros, e da poco mi sono appassionata ai viaggi nel tempo e nello spazio. Non so dove mi porterà il futuro, ma sarò lieta di tenervi aggiornati, dovunque andrò!

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