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Vorremmo dire che così va bene. Che, in fondo, quattro puntate la prima volta e altre quattro la seconda, per un totale di otto, possano bastare ed effettivamente ci bastino: ma il vero scandalo è che ne vogliamo ancora. Bridgerton 4 è già scivolata via, e la magia di un mondo in cui tutto è lecito e perfettamente edulcorato è ufficialmente svanita, almeno fino alla prossima stagione. La seconda parte di Bridgerton 4 ha anche provato a mettere in difficoltà il pubblico, dando vita a una narrazione più drammatica, fatta di appropriazioni indebite, testamenti non rispettati e persino di un funerale. Ha cercato di mostrare che dietro la Londra utopica di Julia Quinn c’è anche una narrazione che sta tentando di alzare il livello, abbracciando un registro più drammatico per dare inizio a una nuova fase.
Un’operazione che avrebbe potuto costare alla serie un po’ di credibilità e che invece riesce a sostenere con sicurezza e controllo assoluto. Non ha esagerato, non ha fatto il passo più lungo della gamba. Per un attimo abbiamo temuto che i momenti più dolorosi potessero essere raccontati secondo la formula ‘RIP, e mo si mangia‘, ma alla fine, fortunatamente, Bridgerton 4 è riuscita sia a ricordare ciò che era accaduto sia a mantenere lo stile e la leggerezza che hanno decretato la fortuna di un prodotto in cui tutto è lecito.
E lo è stato anche in questa stagione. Anche in questo secondo volume, in cui i personaggi dicono sempre le solite cose, partecipano alle stesse feste e sorridono con la medesima impeccabile compostezza. La delicata, rassicurante e necessaria monotonia di una Serie Tv che vince anche questa volta e che probabilmente ha appena spalancato le porte a una seconda fase della serie più drammatica, seppur sempre con i toni che ci si aspettano.
Lady Whistledown ha cambiato identità. E questa è solo una delle tante cose che silenziosamente sono cambiate dopo questo secondo volume di Bridgerton 4

Le cose in Bridgerton 4 sono cambiate silenziosamente sotto gli occhi di tutti. Il primo grande passo è avvenuto tra Sophie e Benedict, che in questa seconda parte hanno potuto coronare il loro sogno d’amore, scoprendo tutti i segreti custoditi fino a quel momento. A dispetto della prima parte questa scivola via in modo ancor più fluido, trovando soluzione a ogni perplessità e dando finalmente risposta alle domande che il primo volume reiterava senza mai generare conseguenze. A ogni domanda giunge una risposta, a ogni conflitto segue un’azione. Benedict affronta la famiglia, ottiene il sostegno della madre e cerca di capire come poter vivere il suo amore con Sophie, mentre lei viene a conoscenza dell’eredità lasciatale dal padre. Dopo aver ottenuto il benestare della Regina, la quarta storia d’amore di Bridgerton 4 può dunque convolare a nozze e, anche questa volta, ‘ tutti vissero felici e contenti’.
Ma a questa spasmodica e virale felicità, Bridgerton 4 decide di aggiungere ulteriore pepe, preparando il terreno al futuro della Serie Tv. L’impressione, osservando questo secondo volume, è che la Serie Tv di Netflix voglia sì proseguire la tradizione, ma anche rinnovarsi. È come se Bridgerton 4 avesse tracciato una linea netta, separando due epoche della serie: da una parte ciò che va dal primo capitolo al quarto, dall’altra ciò che verrà. Sebbene la ricetta continui a funzionare anche grazie alla rassicurante struttura che si ripresenta ogni stagione, Bridgerton non sembra più limitarsi a replicare se stessa: resta rassicurante nei lieto fine, ma meno nelle dinamiche e nelle scelte che attendono i personaggi. Ambisce a un’imprevedibilità laterale, e questa seconda parte sembra dimostrarlo con decisione.
La prima vera rottura degli schemi arriva con la morte di Lord John Stirling (di cui avevamo parlato qui) marito di Francesca. La sua non è una scomparsa annunciata: il pubblico non viene preparato a condividere il dolore della ragazza. Tutto accade da un giorno all’altro, dopo una notte che non tornerà mai più. Chi aveva letto i libri conosceva il destino di John, ma non era mai stato chiarito quando sarebbe giunto. L’opera madre in questo caso c’entra solo in parte, perché Bridgerton ha scelto di cambiare rotta, sfruttando questa frattura narrativa per andare oltre i romanzi e raccontare la storia tra Francesca e Michaela.

In questo secondo volume, Bridgerton 4 stupisce proprio quando decide di non rendere l’evento tragico l’inizio della loro storia, ma piuttosto il momento in cui Francesca comincia a ricomporre i pezzi di sé. Il suo è infatti uno dei personaggi più realistici della Serie Tv: una di quelle figure che si interrogano costantemente, colme di se, dubbi e tormenti. Bridgerton riesce a essere credibile anche qui, perché il personaggio di Francesca viene gestito con coerenza e misura, mettendo per un attimo in pausa il glamour per lasciare spazio all’autenticità di un racconto che, pur restando leggero, riesce dimostra di sentire.
Il punto centrale della quarta stagione di Bridgerton 4 sono stati Benedict e Sophie, ed è evidente. Ma sarebbe riduttivo considerarli l’unico fulcro, come accaduto in passato. Questa volta c’è stato maggiore spazio per il contesto, per ciò che accade ai margini. C’è stato spazio per il trattamento riservato alla servitù, per il tema dell’infertilità. Anche mantenendo lo spirito delle stagioni precedenti, Bridgerton 4 è riuscita ad aprire una nuova fase della propria storia. E per farlo nel modo più efficace possibile, conservando gli elementi più rassicuranti, ha ceduto la parola a un’altra Lady Whistledown, la cui identità resta ignota.
Un cambiamento decisivo che Bridgerton 4 ha scelto di introdurre per allontanarsi dai libri, farsi più imprevedibile e giocare finalmente con il pubblico. Questa volta non si hanno risposte su a chi appartenga la penna che continuerà a raccontare i pettegolezzi dell’alta società: si leggerà nell’ombra, tentando di rintracciare tra le righe l’identità di volti che conosciamo da tempo. Un nuovo gioco orchestrato da Bridgerton 4. Un nuovo scacco matto di una Serie Tv che ha compreso perfettamente come giocare le sue carte migliori, ricentrando l’attenzione su di sé e chiudendo la quarta stagione nel più simbolico dei modi: guardando al futuro, chiudendo le prime porte del passato.
Con il calare del sipario su questa stagione, non si chiude soltanto un ciclo ma si incrina un equilibrio, si accende una promessa. Nulla sarà più come prima, anche se tutto conserverà il sapore di ciò che c’è sempre stato. Adesso un volto ignoto, celato dietro l’inchiostro e la carta, è pronto a farsi custode di segreti taciuti e desideri inconfessati per rivelare ciò che davvero pulsa sotto la superficie levigata dell’alta società. Perché l’ordine, ora lo sappiamo, non è che un’illusione sapientemente orchestrata. E mentre le maschere restano al loro posto e i brindisi risuonano nelle sale dorate, il nuovo gioco muove già le sue pedine. Silenzioso. Elegante. Inevitabile.





