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All Her Fault 1×03/1×04 – Essere genitori, raccontato senza filtri

Sarah Snook in una scena di All Her Fault

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La stanchezza, il dover decidere ciò che è giusto e non ciò che è più semplice; proteggere ma non interferire, stare attenti ma senza privare la libertà: essere genitori è un lavoro complicatissimo, tra i più spaventosi al mondo. Devi trovare l’equilibrio, essere una sfumatura anche quando preferiresti essere un colore deciso. Ma non puoi, non sempre almeno. A volte devi cedere alle decisioni più giuste anche se non sono semplici, e allo stesso modo devi proteggere ma senza diventare un colpevole quando tuo figlio viene comunque esposto al rischio, perché in questo mondo tutti lo siamo. Su questi aspetti si concentrano le due nuove puntate di All Her Fault, la nuova miniserie thriller approdata su Sky e NOW con nuovi episodi che mescolano le carte ma senza mai chiarire fino in fondo cosa si stia nascondendo dentro l’incubo di Marissa e Peter.

Le prime due puntate – qui recensite – avevano presentato i primi personaggi della miniserie, ma avevano sfruttato questa apertura anche per mostrare i pregiudizi e i preconcetti di una realtà mostruosa in cui l’unica colpevole della scomparsa di un figlio è la madre. Come dal titolo: è tutta colpa di lei. Questi nuovi episodi proseguono quella linea ma la ampliano ancora di più, permettendo anche ad altri personaggi di raccontare la fatica d’essere genitori.


Come avviene con il detective McConville, il personaggio più interessante fino a questo momento. Un padre che sa cosa significhi prendere la decisione più giusta anche quando è difficile. Un genitore che osserva suo figlio crescere provando a capire come aiutarlo nel migliore dei modi, come essere una risorsa per un figlio che ha già conosciuto il dolore. Anche se ancora non lo sa. Ed è a quel punto che McConville vuole essere presente: quando gli anni saranno passati, l’ingenuità sarà andata via e sarà rimasta solo la consapevolezza, la percezione delle cose. Di ciò che è doloroso, e di ciò che invece è felice. E a quel punto no: non basteranno più le caramelle.

All Her Fault prosegue la sua narrazione dall’esatto punto in cui l’abbiamo lasciata. Raccoglie indizi, introduce nuovi personaggi e, soprattutto, ci permette di fare delle teorie guardando al futuro. E la domanda, ancora oggi, resta sempre la stessa: chi, tra le persone che conosciamo, è coinvolto nella scomparsa di Milo?

Sarah Snook in una scena di All Her Fault
Credits: Carnival Films

Nel corso delle precedenti puntate, abbiamo scoperto che dietro al rapimento di Milo si nasconde in bella vista Carrie, la tata della famiglia di Jenny. Nel corso degli stessi episodi abbiamo però acquisito anche altri due indizi chiave: Carrie non sta agendo da sola, e il complotto a quanto pare potrebbe essere interno, e quindi uno dei colpevoli potrebbe nascondersi proprio tra gli amici e familiari di Peter e Marissa. In questo episodio il primo indizio trova una conferma più solida, mentre il secondo resta ancora un’incognita, ma forse possiamo cominciare a capire cosa potrebbe star accadendo.

Nel corso di questi episodi abbiamo infatti scoperto che Carrie sarebbe aiutata dal figlio affidatario della signora da cui erroneamente Marissa cercò Milo: il ragazzo avrebbe infatti mandato Marissa a cercare il figlio proprio da sua madre, ‘l’unica persona che l’abbia mai amato’, ci ricorda il detective. Questo potrebbe suggerirci che, in qualche modo, lui sia solo vittima del condizionamento di Carrie e che abbia tentato di aiutarla nella ricerca.


Verosimilmente, è possibile che il cadavere trovato sul fondo alla fine del quarto episodio sia proprio il suo, e questo confermerebbe il suo ruolo passivo nella vicenda. Una teoria che, attualmente, sembrerebbe essere tra le più convincenti se consideriamo il secondo indizio delle precedenti puntate: il complotto è interno. A questo proposito, le nuove puntate non hanno aggiunto niente, se non piccoli e taciti suggerimenti che potrebbero o gettare le prime ombre su un personaggio o depistare il pubblico.

La terza puntata di All Her Fault sembrerebbe infatti suggerirci che il socio di Marissa possa in qualche modo essere collegato a quanto stia avvenendo. Non è un’informazione esplicita, ma alcuni montaggi – come la sua comparsa poco dopo che si è parlato della possibilità di un coinvolgimento da parte di un membro della finanza – e il suo ruolo spesso estremamente invadente, sembrerebbero voler lanciare un messaggio al telespettatore: prestargli attenzione.


Dakota Fanning e Marissa in una scena di All Her Fault
Credits: Carnival Films

Quanto avvenuto nel corso di queste puntate potrebbe aver semplicemente depistato lo spettatore, oppure aver iniziato a offrirgli i primi indizi decisivi su un puzzle complicatissimo. Burattini e burattinai: sappiamo che Carrie — a conti fatti — fa parte della seconda categoria. Ma perché sta facendo ciò che sta facendo? Si tratta davvero di soldi o, in qualche modo, ciò che la lega a Marissa e Peter è qualcosa di ancora più profondo?

Le domande sono tante, e All Her Fault promette di rispondere a tutto questo, ma senza mai dimenticare di non essere qui solo per raccontare un caso da risolvere, bensì per parlare di tutto ciò che avviene tra le mura e le strade di casa, tra la fatica d’essere genitori e un mondo che ti schiaccia ogni volta che può, rendendoti il cattivo di una storia che sembra scrivere da solo.

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