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A Man On The Inside 2 – La Recensione della seconda stagione della serie con Ted Danson

Ted Danson è Charles Nieuwendyk anche nella seconda stagione di A Man On The Inside

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla seconda stagione di A Man on the Inside!!

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La prima regola di un detective privato è quella di non farsi coinvolgere emotivamente dal caso. Mantenere le distanze, porre sempre un certo distacco tra se stessi e ciò su cui si sta indagando. Solo che Charles Nieuwendyk questa regola non l’ha mai rispettata, come dimostrano i suoi trascorsi della prima stagione di A Man on the Inside. La serie Netflix di Michael Schur è tornata dopo pochi mesi d’attesa sulla piattaforma. Gli ingredienti sono gli stessi, i personaggi anche, la cornice in cui indagano cambia totalmente. La prima stagione di A Man on the Inside era ambientata all’interno della Pacific View Retirement Residence, una casa di riposo per anziani. Charles era l’investigatore privato chiamato a risolvere il caso all’interno della struttura.

Solo che la sua sfera emotiva ha avuto la meglio sul distacco che il codice deontologico di un detective privato richiederebbe quando si sta indagando su una faccenda importante. Anche in questa seconda stagione, Charles non è cambiato. Ted Danson (che può essere chiunque tu voglia) è tornato a dare il volto al protagonista della vicenda, un ex professore che ha perso la moglie e sta provando a rimettersi in piedi trovando dei curiosi diversivi alla vita da pensionato. Ted Danson resta fedele al suo ruolo e alla sua capacità di esprimere stati d’animo contrastanti, in equilibrio tra l’umorismo raffinato e una certa tristezza che gli si imprime nello sguardo. Michael Schur ha già lavorato con Ted Danson in quel piccolo capolavoro che The Good Place, da vedere assolutamente su Netflix.

I professori del Wheeler College
Credits: COLLEEN E. HAYES

In entrambe le opere c’è quel mix di dramma e commedia che rende veramente coinvolgente la visione. Si ride tanto, ma spesso e volentieri la risata è accompagnata da una piccola venatura di tristezza, che scava nel profondo l’animo dei personaggi.

Ted Danson è il grande protagonista di A Man On The Inside. Divertente, pieno di energia, tenero nella sua goffaggine, a volte un po’ malinconico ed estremamente empatico, il suo personaggio è cresciuto in questa seconda stagione. Più centrato nella parte, con più consapevolezza del proprio ruolo. Come dicevamo, A Man On The Inside cambia lo scenario rispetto agli episodi della prima stagione. Il nuovo fronte delle indagini si sposta al Wheeler College, che era la scuola nella quale ha studiato Emily, la figlia di Charles. Dopo una miriade di casi di infedeltà coniugale, a Charles e Julia si presenta finalmente l’occasione di rituffarsi nella mischia. Il rettore del college si rivolge ai due detective privati per cercare di scoprire chi sta sabotando i finanziamenti del miliardario Brad Vinick.

Il Wheeler College è una realtà che fatica a sopravvivere con le poche risorse di cui dispone. Rettore e professori devono ingegnarsi con il poco che gli viene dato, per cui le laute donazioni di ricchi investitori sono sempre ben accette. C’è però qualcuno che sta sta sabotando Vinick, probabilmente spaventato dalla sua strategia aggressiva nei confronti del college. La missione di A Man On The Inside 2 è quella di scoprire chi sta rovinando i piani del più importante finanziatore della scuola. Charles viene mandato di nuovo all’interno, stavolta nelle vesti di un professore di ingegneria.

Così come piano piano è riuscito era riuscito a entrare in sintonia con gli ospiti della Pacific View, così anche nell’ambiente universitario Charles non fa fatica a stringere amicizia con i suoi colleghi.

Mona, l'insegnante di musica del Wheeler College
Credits: COLLEEN E. HAYES

È così che conosce Andrea Yi (Michaela Conlin), professoressa di economia progressista, lo schietto Max Griffin (Sam Huntington), un professore di giornalismo, e il dottor Cole (David Strathairn), famoso insegnante di letteratura inglese del Wheeler College. Sono queste le new entry di A Man On The Inside 2. E anche tutti i potenziali sospettati. C’è però subito una grossa novità rispetto alla prima stagione. Già dal primo episodio, Charles conosce Mona Margadoff (Mary Steenburgen), una eccentrica insegnante di musica che conquista immediatamente il suo cuore. Non assistiamo a una lunga sequela di tentativi di approccio: Charles e Mona si piacciono subito ed esternano i propri sentimenti senza nessun tentennamento.

È però un problema per Charles, che tra la professionalità richiesta dal suo ruolo e la sincerità nei confronti del nuovo partner, preferisce la seconda, facendo saltare la copertura. È però una componente che arricchisce il personaggio di Ted Danson. Lo vediamo molto più impacciato, preoccupato della forza travolgente dei propri sentimenti, imbarazzato nel cominciare una nuova relazione a 75 anni e poco tempo dopo aver perso sua moglie. Non è però un tipo che si piange addosso, anzi. Charles diventa molto più più frizzante, vivace, allegro, coinvolgente. Mona è una presenza che gli fa dare il giusto peso le cose, che rimette in discussione tutti i valori. Il suo obiettivo di ottenere la licenza di investigatore privato diventa secondario dinanzi a cose importanti come la scoperta di un nuovo amore, l’amicizia, la riconoscenza.

I vecchi personaggi di A Man On The Inside 1
Credits: COLLEEN E. HAYES

I legami sono il grande tema anche della seconda stagione di A Man On The Inside.

Charles è un uomo che è riuscito a ritrovare se stesso grazie alla collaborazione di Julie (Lilah Richcreek Estrada), che gli ha dato fiducia e un nuovo lavoro, della famiglia e dei vecchi amici della Pacific View. I personaggi che abbiamo conosciuto nella prima stagione di A Man On The Inside tornano anche nei nuovi episodi. Il rapporto del protagonista con il pensionato Calbert Graham è quello che più ci ha scaldato il cuore nel primo capitolo della serie. Stephen McKinley Henderson torna a interpretare il suo vecchio personaggio con la stessa dolcezza e la stessa simpatia della scorsa stagione. C’è anche Didi Cordero (Stephanie Beatriz), la psicologa che si occupava degli inquilini della Pacific View spronandoli a ricercare il meglio in se stessi e negli altri. Il suo personaggio trova spazio anche in questa nuova trama, per quanto in maniera più defilata.

Michael Schur ha fatto fare un balzo in avanti al suo prodotto. La familiarità ormai acquisita con i personaggi gli ha consentito di tralasciare le presentazioni superficiali e di andare un pochettino più in profondità. Così esploriamo aspetti inediti della vita privata di Julie, ad esempio, a cominciare del suo rapporto difficile con la madre – ed ex truffatrice – Vanessa (Constance Marie), new entry di questa stagione. Ma è anche il personaggio di Emily a essere approfondito.
Nel suo rapporto con il padre, ma anche in relazione a se stessa e a ciò che è della sua vita non la soddisfa appieno. A Man On Th Inside 2 resta quindi molto focalizzato sui personaggi e sui loro legami piuttosto che sul caso da risolvere, che diventa quasi secondario.

Il mistero non è neanche poi così coinvolgente. Rispetto agli intrighi della prima stagione, nei nuovi episodi ci si perde spesso tra le scoperte “investigative“ di Julie e Charles, quasi che la serie abbia deciso volutamente di dedicar loro poca attenzione.

Il dottor Cole è una delle new entry di A Man on The Inside 2
Credits: COLLEEN E. HAYES

Il giallo è dunque un elemento accessorio, una veste di cui la storia si ricopre senza però restarne avvolta. Ci interessano di più gli sviluppi nel rapporto tra madre e figlia nella vita privata di Julie. Scalpitiamo per sapere dove andrà a parare la relazione tra Charles e Mona, ci appassioniamo alle nuove conoscenze di Calbert, vogliamo saperne di più del legame di fratellanza all’interno del Wheeler College e così via. È nelle vite dei personaggi dunque, nei loro sentimenti e nel reciproco aver bisogno l’uno dell’altro che sta la parte più interessante di A Man On The Inside. Questo era il principio già della prima stagione, ma con i nuovi episodi l’idea di base di Schur si rafforza.

L’introduzione del personaggio di Mona poi, rende ancora più spontanea e autentica l’interazione tra i protagonisti. Mary Steenburgen, l’attrice che interpreta la stravagante insegnante di musica, è nella vita reale la moglie di Ted Danson. Per chi si fosse chiesto come mai la relazione tra i due apparisse tanto naturale, ecco spiegato il motivo. Gli attori sono una coppia nella vita, da oltre trent’anni, e il loro modo di interagire sul set conferma il grande affiatamento e la naturale complicità tra i loro personaggi. Mona è una figura così sui generis da diventare subito un elemento in grado di spostare gli equilibri della trama.

Così piena di vita, così schietta e sregolata, così diretta, Mona non crea solo grande per il suo personaggio, ma spinge tutti quelli che le stanno attorno a rimettere in discussione le proprie vite e le proprie scelte.

Emily Neuwendyk in una scena di A Man On The Inside 2
Credits: COLLEEN E. HAYES

Come sempre, tra una battuta e l’altra, A Man On the Inside induce a riflettere. Sui valori fondamentali della vita, sulle priorità dei legami, sulla vita che sfugge via, sulla ricerca ostinata della felicità. In fondo, tutti i personaggi anelano a questo: trovare la propria serenità in un mondo in cui si sta perdendo il senso delle cose importanti. È un discorso che vale soprattutto per i personaggi più anziani, consapevoli di essere approdati in una fase della propria esistenza in cui non si può più rimandare la felicità al domani. Ma è vero anche per gli altri personaggi, che riscoprono piano piano il valore delle cose belle. Un altro personaggio ben scritto in questa seconda stagione di A Man On the Inside è quello del dottor Cole, l’anziano professore di letteratura che sottolinea con sarcasmo ogni pensiero, specie quelli che non andrebbero pronunciati ad alta voce.

È un personaggio scritto sulla falsariga di quelli della stagione precedente – e che infatti ha più di un elemento in comune con gli inquilini della Pacific View. Il suo destino personale ci appassiona, la sua solitudine ci atterrisce, sebbene l’ironia dello show porti a mascherare queste sensazioni con il sarcasmo.

Il finale di stagione ci riporta – e porta anche Cole – proprio alla Pacific View, dove tutto era iniziato, in una cerchia di amici che è diventata una famiglia e che, poco alla volta, si allarga ad accogliere nuove anime perse. A Man On The Inside 2 è, in definitiva, una serie molto scorrevole e divertente. Un vero e proprio dramedy moderno, che alterna sketch divertenti a momenti strappalacrime. È uno show leggero e molto tenero, animato da personaggi divertenti con cui riusciamo a entrare subito in connessione. Michael Schur, avvalendosi della affidabilità di Ted Danson, riesce ancora una volta a creare un prodotto scorrevole, spassoso e delicato, che a questo punto speriamo possa andare avanti ancora per un po’.