2 – Il pranzo è servito

Medaglia d’argento a un gioco tutto italiano ideato e condotto, tra gli altri, dall’incommensurabile Corrado, considerato insieme a Raimondo Vianello e Mike Bongiorno come uno dei padri fondatori della televisione italiana. Il gioco venne trasmesso da Canale 5 e poi da Italia Uno tra il 1982 e il 1992 in orario di pranzo, un momento televisivo fino a quel momento molto poco sfruttato, ed è stato poi ripreso a RAI Uno nell’estate del 2021.
Era un gioco piuttosto semplice composto da due parti: una prima durante la quale i concorrenti dovevano rispondere a domande oppure cimentarsi in giochi di abilità non troppo difficili ma piuttosto divertenti; la seconda consisteva nello rispondere a tre domande finali solitamente di cultura generale. A ogni punto aggiudicatosi il concorrente doveva girare, premendo un bottone, una grande ruota posta alle sue spalle la quale terminava la sua corsa su una portata del pranzo tipico degli italiani di allora: primo, secondo, formaggio, dolce e frutta la cui conta calorica corrispondeva a un certo premio in denaro.
Fino al 1990 a condurre ci fu Corrado, poi nelle successive si alternarono Claudio Lippi e Davide Mengacci i quali non riuscirono mai a eguagliare il successo del conduttore romano. Seppure ideato e giocato per la maggior parte negli anni ’80 Il pranzo è servito ha rappresentato una tipologia di gioco e di fare televisione che fece da trampolino di lancio per tutto quello che venne successivamente. Tra i tanti suoi concorrenti vi partecipò anche un giovanissimo Matteo Salvini.
1 – La ruota della fortuna

Il gradino più alto del podio spetta a questa trasmissione andata in onda per 3501 puntate, seconda per longevità soltanto all’Eredità, gioco tutt’ora in produzione. Come molti altri anche La ruota della fortuna è un format americano riadattato per il pubblico italiano e condotto per più di 3200 puntate dall’impareggiabile Mike Bongiorno, probabilmente il conduttore Re dei quiz a premi televisivi.
I diritti di questo gioco vennero acquista inizialmente da una televisione regionale, Odeon TV, la quale ne trasmise quasi un centinaio di puntate tra il 1987 e il 1988. Successivamente fu Canale 5 a comprare i diritti e a renderlo il gioco che tutti conosciamo. Di per sé il gioco è molto semplice e intuitivo e ricorda un po’ quello dell’impiccato solo che anziché indovinare una parola si devono completare frasi intere distribuite su un tabellone le cui caselle venivano girate dalla valletta presente in studio (tra le quali ricordiamo Paola Barale e Antonella Elia). Mike Bongiorno supervisionava i vari giri di ruota accompagnando i concorrenti e, molto spesso, prendendoli in giro con il suo tipico savoir faire piuttosto fumantino.
A questo riguardo, per esempio, è famosa la lavata di testa che il presentatore fece alla povera Elia colpevole di aver sostenuto le idee di una campionessa che, al termine dell’ultima frase, si era rifiutata di accettare la pelliccia in premio perché animalista. Ma gli aneddoti inerenti questo gioco sono tanti, e tra i concorrenti partecipanti vi fu anche un giovanissimo Matteo Renzi.
La ruota della fortuna andò in onda su Canale 5 e poi su Rete 4 dal 1989 al 2003. Nel 2007 e fino al 2009, ne vennero fatte due stagioni condotte da Enrico Papi e trasmesse da Italia 1. Il format venne svecchiato ma non ottenne lo stesso successo del passato, segno inequivocabile che la fortuna dei giochi televisivi, molto spesso, è tutta nei suoi conduttori. Tuttavia, la Ruota è tornata in onda proprio nell’ultimo periodo con Gerry Scotti e Samira Lui, e ha trovato una resurrezione televisiva semplicemente clamorosa.

