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La classifica dei 10 quiz televisivi italiani più iconici degli Anni 90

quiz anni 90

Non è mai facile stilare una classifica perché si sa, i gusti sono gusti. Oltretutto, nemmeno cercando di essere il più imparziali possibili si riesce del tutto a evitare d’inserire, magari non ai primi posti, qualcosa a cui ci si è affezionati. L’aggettivo iconico dovrebbe esser sufficientemente utile per mettere tutti d’accordo ma qualcuno storcerà sicuramente il naso, magari non convinto che quel quiz dovesse occupare le prime posizioni rispetto a quell’altro che invece giace in fondo.
Gli Anni 90 sono probabilmente il momento d’oro della televisione generalista (ne parliamo anche qui) e i quiz, spesso divertenti e anche istruttivi, ne sono l’immagine più rappresentativa: giochi creati in maniera quasi perfetta condotti da grandi nomi e con ricchissimi montepremi. Spesso erano format comprati all’estero, la televisione americana in questo senso ne ha prodotti a centinaia, riadattati per il nostro gusto ma nel corso degli anni autori e produttori nostrani hanno saputo creare e organizzare dei veri e propri capolavori.
Con questa classifica, seppur parziale, vogliamo raccontarvi un’epoca incredibile che probabilmente non si ripeterà più. Alcuni quiz li conoscerete sicuramente, altri magari vi saranno del tutto estranei ma in ogni caso, cari amici telespettatori, allacciate le cinture di sicurezza perché state per vivere un viaggio nel passato pieno di iconica nostalgia

10 – Il gioco dei 9

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Al fondo della classifica troviamo Il gioco dei 9, una specie di vero o falso unito al più classico tris. Nel cosiddetto condominio, una scacchiera gigantesca tre per tre, posta in verticale con delle vere e proprie finestre, abitavano i VIP dell’epoca, veri e propri personaggi alla stregua degli odierni Ferragnez, i quali, invitati dal conduttore, dovevano raccontare un aneddoto particolare a uno dei due concorrenti che doveva dire se fosse vero o falso. In caso di risposta esatta il simbolo da lui rappresentato, cerchio o croce, illuminava la finestra. Vinceva, ovviamente, il concorrente che per primo facesse tris in verticale, orizzontale o diagonale.
Non era un quiz particolarmente impegnativo ma la sua bellezza era certamente risposta nel conduttore, il mitico e indimenticabile Raimondo Vianello che, con il suo proverbiale aplomb e il suo fine umorismo era capace, insieme alla moglie Sandra Mondaini, ospite fissa, di costruire piccole gag praticamente su qualsiasi aneddoto venisse raccontato.
Il gioco dei 9 andò in onda per quattro stagioni consecutive, dal 1988 al 1992, su Canale 5 e dopo Raimondo Vianello venne condotto da Gerry Scotti. Ne venne fatta una quinta stagione, nel 2004, condotta da Enrico Papi che però non ottenne molta fortuna.

9 – Luna Park

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Nel periodo tra il 1994 e il 1997, nella fascia preserale, su RAI Uno andò in onda un gioco tutto italiano creato da un importante team di autori e fortemente voluto dall’allora direttore artistico Pippo Baudo, determinato a combattere lo strapotere di un altro quiz televisivo trasmesso su Canale 5.
Composto da diverse manche, ciascuna con un gioco diverso tra i quali La Zingara che, visto l’enorme successo ottenne uno spazio tutto suo in un’altra fascia oraria post telegiornale, e condotto ogni giorno della settimana da un conduttore differente tra i quali Fabrizio Frizzi, Mara Venier, Carlo Conti e lo stesso Pippo Baudo, Luna Park fu un vero trionfo tanto da meritare diversi premi e, in certi periodi, prendersi il podio della fascia oraria.
Il format venne venduto in Portogallo che ne produsse, però, una sola di stagione

8 – Telemike

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Negli anni 90 i quiz televisivi erano così importanti da occupare addirittura la prima serata. È il caso di Telemike, gioco a premi andato in onda su Canale 5 tra il 1987 e il 1992 ideato e condotto, ovviamente, dal celeberrimo Mike Bongiorno.
Definire Telemike soltanto come un quiz televisivo è piuttosto riduttivo dato che tra un gioco e l’altro c’erano momenti dedicati agli sponsor, agli inviati in Italia e all’estero e momenti musicali durante i quali si esibirono tra gli altri, Eros Ramazzotti e gli Spandau Ballet.
Per duecento puntate a condurre la trasmissione fu Mike Bongiorno, punta di diamante di Canale 5, accompagnato ogni anno da una valletta differente e nell’ultimo da Vittorio Sgarbi che commentava le notizie di attualità. Tra il conduttore e il critico d’arte vi fu una lite piuttosto accesa, durante una puntata, facilmente reperibile nel web. Inoltre, è celebre il momento in cui Mike Bongiorno riuscì a scoprire una concorrente che si era portata da casa dei fogli di carta come promemoria e che cercò di nasconderli in maniera piuttosto goffa.
Il gioco consisteva in diverse manche durante le quali i concorrenti erano chiamati a rispondere a domande di cultura generale e di attualità oltre che su una materia presentata dal concorrente stesso. Per l’epoca Telemike fu un appuntamento imperdibile il giovedì sera alle 20.30 capace di riunire giovani, adulti e anziani davanti alla televisione curiosi di mettersi a confronto con i concorrenti per immaginare di vincere premi strepitosi

7 – Tira & Molla

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Canale 5 e RAI Uno hanno lungamente combattuto per primeggiare nella fascia oraria precedente il telegiornale. Il trono venne retto lungamente da Canale 5 salvo il periodo fortunato di Luna Park per RAI Uno. Decisi a riprendersi il posto che ritenevano proprio gli autori delle reti Mediaset, tra i quali il grande Corrado, crearono questo fortunato quanto esilarante gioco la cui conduzione venne affidata al collaudatissimo duo composto da Paolo Bonolis e Luca Laurenti i quali vennero affiancati dalla modella tedesca Ela Weber, soprannominata la sellerona.
Il gioco in sé non era niente di particolarmente innovativo: due coppie, uomo e donna per lo più fidanzati o giovani sposi, impegnate a contendersi il posto di campione per ripresentarsi il giorno successivo attraverso una serie di giochi simpatici e poco impegnativi. Ciò che realmente decretò il successo della trasmissione furono le telefonate da casa: gli spettatori, infatti, potevano partecipare quando una delle due coppie sbagliava la risposta al Tira & Molla musicale. La capacità di Bonolis di intrattenere prendendosi elegantemente gioco di coloro che telefonavano in trasmissione per cercare di vincere cinquecentomila lire ha creato momenti televisivi incredibilmente comici. Le sue faticacce per cercare di far indovinare i telespettatori al telefono sono scolpite nella memoria di chi le ha viste in televisione. Alcune di queste si trovano facilmente sul web e vale la pena di rivederle per riderne nuovamente.
Dopo due stagioni stratosferiche (1996-1998) culminate con la vittoria di due Telegatti la conduzione venne affidata a Giampiero Ingrassia per una edizione estiva e poi un’altra che venne trasferita, dato il drammatico calo di ascoltatori, dal preserale all’ora di pranzo.

6 – Furore

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Finora abbiamo parlato di Canale 5 e RAI Uno ma uno dei più iconici quiz televisivi degli anni 90 andò in onda, in prima serata, su RAI Due: Furore, un gioco musicale fortemente voluto dall’allora direttore di rete, il visionario Carlo Freccero, e condotto dal semisconosciuto Alessandro Greco.
Il gioco venne importato dalla Francia e riadattato alle esigenze italiane da un team di autori tra i quali niente meno che Raffaella Carrà e Sergio Japino, reduci dall’enorme successo di Carramba, che sorpresa. In ogni puntata si sfidavano due squadre, una maschile e una femminile, composte entrambe da VIP dell’epoca (l’elenco è davvero smisurato e citarne alcuni farebbe torto agli altri) in una gara tutta basata sulla musica.
La trasmissione, la cui sigla iniziale era davvero incalzante e capace di introdurre fin dalle prime note lo spettatore nel clima del gioco, durò per un quinquennio, dal 1997 al 2001, condotto da Alessandro Greco. Poi venne riproposta in seguito un paio di occasioni negli anni 2000 senza però ottenere più lo stesso, straordinario successo.

5 – Passaparola

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Ullalà, ullalà, ullalà là! È questa la sigla del gioco che dal gennaio del 1999 al gennaio del 2008 è entrata nelle case di milioni di italiani. Condotto inizialmente in tandem con Claudio Lippi, il quiz venne affidato completamente a Gerry Scotti affiancato nei primi anni dalla bellissima Alessia Mancini, ex velina di Striscia la Notizia.
Il gioco, un format inglese, era basato essenzialmente sulla conoscenza delle parole e sulla cultura generale. I concorrenti, due, erano affiancati da una squadra composta da tre VIP che li accompagnava durante tutto il gioco a eccezione della “Ruota Finale”, l’ultimo step prima di diventare campioni, dove i concorrenti, che nel corso della puntata avevano accumulato preziosi secondi, si sfidavano in una serratissima battaglia dalla A alla Z, letteralmente. Ovviamente vinceva chi era in grado di indovinare più definizioni tra le 21, tante sono le lettere dell’alfabeto, proposte dal conduttore.
Sebbene sia andato in onda a partire dal 1999, Passaparola è impregnata di anni 90: un cast di VIP sempre eccezionale, un conduttore brillante, affabile e mai volgare, un montepremi sempre molto cospicuo ma soprattutto le Letterine, il corpo di ballo che allietava con i suoi stacchetti coreografati gli spettatori tra un gioco e l’altro. Tra le Letterine sono presenti nomi illustri ma uno tra tutti spicca: Ilary Blasi che all’epoca non era ancora fidanzata con l’allora capitano della Roma Francesco Totti.

4 – Ok, il prezzo è giusto!

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La medaglia di legno di questa classifica viene assegnata a uno dei tre giochi a premi più longevi della televisione italiana. Basato su un format americano degli anni ’60 e ancora oggi in produzione, Ok, il prezzo è giusto è l’unico quiz andato in onda sulle tre reti Mediaset con successo sempre costante anche grazie alla tipologia di gioco capace di aggiornarsi e stare al passo coi tempi. Infatti, non era necessario possedere conoscenze da Pico della Mirandola: occorreva semplicemente avere occhio e avvicinarsi il più possibile al prezzo degli oggetti esposti dal conduttore, oggetti che poi il concorrente si sarebbe portato a casa. Dopo una serie di manche a eliminazione i concorrenti rimasti in gioco si sfidavano alla ruota: i due che si avvicinavano di più al 100 accedevano alla finale consistente nell’indovinare o andarci il più vicino possibile il prezzo di una vetrina nella quale erano esposti diversi oggetti, anche di grande valore come per esempio automobili, spesso sponsor del gioco. Una delle peculiarità di questo gioco era il pubblico partecipante: tra gli spettatori, infatti, venivano selezionati i partecipanti, inoltre potevano suggerire i prezzi e nella ruota finale incitavano in concorrente scandendo “Cento, cento, cento!” il punteggio più alto ottenibile.
Le prime edizioni, dal 1983 al 1986, vennero condotte da Gigi Sabani. In seguito la conduzione venne affidata a Iva Zanicchi (1987-2000) sostituita nelle ultime due edizioni da Maria Teresa Ruta (2000-2001).

3 – Sarabanda

Sul gradino più basso del podio troviamo un gioco che inizialmente fu un vero fiasco, anche perché pensato più come un varietà che come un vero e proprio gioco a premi. La trasmissione, come è poi diventata famosa, riprende un vecchio format americano degli anni ’50 da noi conosciuto come Il Musichiere.
Su Sarabanda è stato scritto di tutto e di più anche dalle più importanti firme del giornalismo televisivo italiano. Per anni, infatti, la trasmissione è stata considerata come il momento in cui il trash è entrato a far parte della nostra vita quotidiana. Lo stesso conduttore, Enrico Papi, è stato più volte messo sul banco degli imputati per aver sdoganato un certo tipo di televisione fino ad allora mai visto prima. Certamente Sarabanda, trasmessa dal 1997 al 2004 e vincitrice di un Telegatto come miglior trasmissione musicale nel 2000, fu qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama dei giochi a premio dell’epoca e fu fortemente voluta dall’allora direttore di rete Giorgio Gori, interessato ad recuperare la fetta più giovane del pubblico italiano. In onda su Italia Uno Sarabanda ebbe un successo talmente in crescendo da far stizzire diverse volte il padre di Striscia la Notizia, Antonio Ricci, il quale vedeva la sua trasmissione, in onda nella stessa fascia oraria, perdere ampio consenso tra il pubblico televisivo.
Di Sarabanda, più che i giochi, si ricordano soprattutto i campioni, tutti soprannominati da Enrico Papi: Tiramisù, l’Uomo Gatto, Allegria, Coccinella e tanti altri i quali soprattutto nelle puntate speciali davano luogo a siparietti anche piuttosto imbarazzanti. Sarabanda, inoltre, è uno di quei giochi la cui fortuna è molto legata al proprio conduttore: infatti, chiuso il ciclo con Enrico Papi nel 2004, venne riproposta nell’estate del 2009 e condotta da Teo Mammucari insieme a Belen Rodiguez senza minimamente sfiorare il successo antecedente.

2 – Il pranzo è servito

Medaglia d’argento a un gioco tutto italiano ideato e condotto, tra gli altri, dall’incommensurabile Corrado, considerato insieme a Raimondo Vianello e Mike Bongiorno come uno dei padri fondatori della televisione italiana.
Il gioco venne trasmesso da Canale 5 e poi da Italia Uno tra il 1982 e il 1992 in orario di pranzo, un momento televisivo fino a quel momento molto poco sfruttato, ed è stato poi ripreso a RAI Uno nell’estate del 2021. Era un gioco piuttosto semplice composto da due parti: una prima durante la quale i concorrenti dovevano rispondere a domande oppure cimentarsi in giochi di abilità non troppo difficili ma piuttosto divertenti; la seconda consisteva nello rispondere a tre domande finali solitamente di cultura generale. A ogni punto aggiudicatosi il concorrente doveva girare, premendo un bottone, una grande ruota posta alle sue spalle la quale terminava la sua corsa su una portata del pranzo tipico degli italiani di allora: primo, secondo, formaggio, dolce e frutta la cui conta calorica corrispondeva a un certo premio in denaro.
Fino al 1990 a condurre ci fu Corrado, poi nelle successive si alternarono Claudio Lippi e Davide Mengacci i quali non riuscirono mai a eguagliare il successo del conduttore romano.
Seppure ideato e giocato per la maggior parte negli anni ’80 Il pranzo è servito ha rappresentato una tipologia di gioco e di fare televisione che fece da trampolino di lancio per tutto quello che venne successivamente. Tra i tanti suoi concorrenti vi partecipò anche un giovanissimo Matteo Salvini.

1 – La ruota della fortuna

Il gradino più alto del podio spetta a questa trasmissione andata in onda per 3501 puntate, seconda per longevità soltanto all’Eredità, gioco tutt’ora in produzione. Come molti altri anche La ruota della fortuna è un format americano riadattato per il pubblico italiano e condotto per più di 3200 puntate dall’impareggiabile Mike Bongiorno, probabilmente il conduttore Re dei quiz a premi televisivi.
I diritti di questo gioco vennero acquista inizialmente da una televisione regionale, Odeon TV, la quale ne trasmise quasi un centinaio di puntate tra il 1987 e il 1988. Successivamente fu Canale 5 a comprare i diritti e a renderlo il gioco che tutti conosciamo.
Di per sé il gioco è molto semplice e intuitivo e ricorda un po’ quello dell’impiccato solo che anziché indovinare una parola si devono completare frasi intere distribuite su un tabellone le cui caselle venivano girate dalla valletta presente in studio (tra le quali ricordiamo la sfortunata Ylenia Carrisi, primogenita di Al Bano e Romina Power, Paola Barale e Antonella Elia). Mike Bongiorno supervisionava i vari giri di ruota accompagnando i concorrenti e, molto spesso, prendendoli in giro con il suo tipico savoir faire piuttosto fumantino. A questo riguardo, per esempio, è famosa la lavata di testa che il presentatore fece alla povera Elia colpevole di aver sostenuto le idee di una campionessa che, al termine dell’ultima frase, si era rifiutata di accettare la pelliccia in premio perché animalista. Ma gli aneddoti inerenti questo gioco sono tanti e tutti molto divertenti e tra i concorrenti partecipanti vi fu anche un giovanissimo Matteo Renzi.
La ruota della fortuna andò in onda su Canale 5 e poi su Rete 4 dal 1989 al 2003. Nel 2007 e fino al 2009, ne vennero fatte due stagioni condotte da Enrico Papi e trasmesse da Italia 1. Il format venne svecchiato ma non ottenne lo stesso successo del passato, segno inequivocabile che la fortuna dei giochi televisivi, molto spesso, è tutta nei suoi conduttori.

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