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Psych è una comedy molto diversa dalle altre

Psych è troppo spesso ingiustamente sottovalutata o, peggio ancora, dimenticata. Eppure, in un momento in cui di comedy ne abbiamo viste tante e troppe di queste non fanno che riproporre sempre le stesse dinamiche, questa è invece innovativa, assurdamente unica. È una comedy diversa dalle altre, ma diverso non significa male, anzi. Significa che in alcuni casi ha precorso i tempi e per altri che non ha avuto paura di rimanere se stessa e proseguire con una propria comicità e caratteristiche. E queste, sono qualità che in una serie tv non si trovano molto facilmente.

A cavallo tra il poliziesco e la comedy, la serie segue le vicende di Shawn Spencer, figlio di un ex-poliziotto, che lavora come “consulente sensitivo” con il Dipartimento di Polizia di Santa Barbara, California. La verità è che Shawn non è affatto un sensitivo, ma ha delle incredibili facoltà intuitive, merito anche degli allenamenti a cui il padre l’ha sottoposto durante l’infanzia. Ogni episodio, soprattutto della prima stagione, si apre infatti con un flashback delle lezioni impartite dal padre a Shawn e Gus, migliore amico del protagonista. È proprio grazie a questi espedienti che riusciamo a scoprire di più sulla vita dei personaggi principali, il modo in cui Shawn vede il mondo e le persone, e anche il suo desiderio di sfuggire ad un padre troppo opprimente.

Ma a causa di queste deduzioni – che si rivelano sempre azzeccate – la polizia inizia a sospettare che possa essere coinvolto nel caso in cui si è fortuitamente intromesso. È così che nasce la sua copertura: un sensitivo che aiuta i detective a risolvere anche i casi più complessi. Così apre un’agenzia investigativa con l’amico Gus, la Psych. Ma la finzione diventa ben presto un gioco, uno spettacolo. O forse semplicemente un pretesto per giustificare ogni stranezza ed essere semplicemente se stesso, mentre trasforma indizi reali in intuizioni e visite ultraterrene.

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L’originalità della comedy sta proprio nel modo in cui Shawn gestisce le sue relazioni e in generale le divere dinamiche tra i personaggi, che nonostante le peculiarità di ciascuno sono realistici e naturalmente divertenti. Il contrasto tra la personalità di Shawn e il suo servizio per la comunità è il paradosso su cui si basa la serie tv. Lui è un bambinone, che tende a non prendere nulla sul serio e a cercare il lato diverte di ogni situazione. È un buffone che fa del suo lavoro di investigatore un ruolo da impersonare (cosa che in effetti fa davvero, visto che finge di avere poteri psichici) e la scena del crimine diventa il suo palcoscenico. Eppure, per arrivare alla soluzione del mistero deve usare la ragione, facendo così qualcosa di buono e svolgendo a un compito “serio”. Shawn Spencer è un uomo illogico che si trova in situazioni difficili che per risolvere deve fare cose logiche. Ed è da questo contrasto che vengono fuori scene davvero esilaranti. In un certo senso, è lo stesso stratagemma che è stato usato, quasi dieci anni dopo, da Brooklyn Nine-Nine. Jake Peralta è una persona poco seria che svolge invece un lavoro colpo di responsabilità.

Ma c’è di più. Psych fa uso di una comicità particolare, diversa da quella delle altre comedy.

È quella che viene chiamata “benign violation”, una violazione innocua letteralmente. Sarebbe quella risata che viene fuori quasi involontariamente dopo che qualcuno ha fatto qualcosa di sconveniente, ma assolutamente innocuo. Ha detto o fatto qualcosa che tutti pensano o che fanno quando nessuno li vede e questo porta gli altri a sentirsi in qualche modo coinvolti e a ridere quasi di riflesso dell’altro e di sé. È simile al concetto alla base degli Impractical Jokes, che riprendono scherzi alle persone quando pensano di non essere viste. Shawn viola le procedure della polizia e l’etichetta sociale, ma con un tale talento comico che è difficile distogliere lo sguardo. La teoria della benign violation potrebbe anche spiegare perché un personaggio come Sheldon Cooper di Big Bang Theory ha così presa sul pubblico. È una persona incredibilmente difficile con cui andare d’accordo, ma è proprio questo che lo rende così divertente.

Psych è tutta basata su questo, ma l’ha fatto precorrendo i tempi. È una comicità fatta di situazioni paradossali, ma anche di insegnamenti e buoni sentimenti. E di improvvisazione. Per i fan della serie l’ananas ha un significato speciale.

Durante le riprese del pilot James Roday (attore interprete di Shawn) ha nascosto un vero ananas sul set, precisamente nella casa dell’amico Gus, senza informare nessuno della cosa. Poi durante le riprese, prima di uscire dall’abitazione prescelta, si gira, afferra il frutto e, rivolgendosi a Gus domanda: “Ce la portiamo per il viaggio?” (“Hey buddy! Should I slice this up for the road?”). La scena che venne fuori fu così assurdamente no sense eppure così perfettamente in linea con il carattere del personaggio che Steve Franks, creatore della serie, decise di tenere la scena. Anzi, quello del nascondere un ananas e improvvisare una gag divenne un vero e proprio tormentone, fino a quando venne eliminata l’estemporaneità delle scene con l’ananas ed le scritturarono, entrando ufficialmente nella sceneggiatura di quasi ogni episodio. I fan hanno addirittura creato un sito dedicato, PsychPineapple.com, dove scovare e raccogliere tutte le varie apparizioni degli ananas negli episodi della serie.

Stagione dopo stagione, Psych accoglie gli spettatori, li fa mettere comodi e poi li sorprende con un’ironia speciale, che non si trova molto spesso. E, tra uno scherzo e l’altro, sembra dialogare direttamente con il pubblico, ammiccando, quasi come se la battuta sia intima, tra Shawn e le persone sul divano.

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