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A un certo punto, mentre si ascolta Musica Leggerissima, si arriva sempre alla solita domanda: “Ma cosa sto ascoltando, esattamente?”. Un dubbio inevitabile, potenzialmente critico ma in realtà divertito, spaesato nel miglior senso del termine. Non se ne può fare a meno, se ci si ritrova ad ascoltare per minuti un brillante narratore che rievoca un passaggio della sua infanzia. Un passaggio che potrebbe esser stato vissuto davvero o no, poco conta. Una storia come tante, in fondo: una telefonata, ricevuta per sbaglio. Più volte. Perché qualcuno si convince che il tuo numero sia quello di qualcun altro: forse una singola cifra di differenza, forse una trascrizione errata. Forse… chissà.
Io stesso, d’altronde, potrei raccontare una storia del genere: alcuni anni fa, infatti, ero stato “scambiato” più volte per Ambra Angiolini. Manco per Francesco Renga, il che sarebbe stato comunque surreale. Per Ambra Angiolini. Al telefono, per qualche motivo che non ho mai ben colto. Quella Ambra Angiolini? Non ne ho idea. E siete liberi di credere che abbia appena inventato questa storia per puri scopi creativi: non è mica importante. Nell’eventualità, però: se per caso Ambra Angiolini, quella Ambra Angiolini, dovesse mai leggere il pezzo, sarei curioso di scoprire l’arcano. Comunque, il punto è un altro. Il fatto è che non sarei mai stato in grado di tirar fuori dall’aneddoto lo spunto brillante per la puntata di un podcast. Valerio Lundini, invece, sì.
Musica Leggerissima, in fondo, parte da questo semplice presupposto: lui può. E può farlo per decine di puntate, senza stancare mai.
Sto divagando fin dalle primissime righe, lo so. Sto violando qualunque dettame dovrebbe ancora regolare la scrittura di un articolo degno di questo nome, è chiaro. Lo capirei se doveste mollare la lettura in questo preciso momento, davvero: non era in alcun modo prevista la presenza di Ambra Angiolini in quella che dovrebbe essere la recensione di Musica Leggerissima. Scritto e raccontato da lui, Valerio Lundini. Ma leggeteci, se volete, un elemento meta-testuale: ogni volta che parlo di un podcast, mi piace riprodurne in qualche modo i toni nel pezzo a esso dedicato.
La divagazione, d’altronde, è la cifra stilistica prediletta per presentare un podcast a suo modo unico. Come unica è qualunque cosa faccia Valerio Lundini, un artista imprevedibile al di là del format con cui esprime il suo talento.

Succede allora che una puntata di Musica Leggerissima destinata al racconto della storia di Nessuno mi può giudicare, uno dei brani più noti di Caterina Caselli, si trasformi in una lunga deviazione che coinvolge Maurizio Vandelli, storico leader dell’Equipe 84, e il ricordo di una signora che chiamò insistentemente a casa Lundini, quando l’host era ancora piccolo, per stabilire un contatto col noto cantante. Poi sì: la questione si fa via via più complicata, ma l’ha raccontata molto meglio il diretto interessato. Se poi vi interessa sul serio la storia di Nessuno mi può giudicare e volete approfondire anche quella di un altro noto brano di Caselli, Insieme a te non ci sto più, nessun problema: Musica Leggerissima è realmente un programma di divulgazione musicale e fa benissimo anche quella parte.
Scoprirete allora che la prima, per esempio, fosse stata pensata inizialmente per Adriano Celentano. La seconda, invece, vanta come autore musicale nientemeno che Paolo Conte.
E Vandelli cosa c’entra? Ascoltate la nona puntata di Musica Leggerissima e lo capirete. Arrivati al terzo minuto di lettura, è il momento che vi premi con quello che dovrebbe essere l’obiettivo del pezzo: spiegare cosa sia Musica Leggerissima. Per farlo, riporto parte della descrizione che il podcast presenta su YouTube, Spotify e varie altre piattaforme: “Prodotto da Chora Media e Sugar Play, Musica Leggerissima è un podcast di 24 puntate, che ogni settimana racconta cosa si nasconde dietro, ma soprattutto intorno ad alcune delle canzoni più amate della musica italiana e internazionale, sempre nello stile surreale e visionario di Valerio Lundini”.
Qualche dettaglio in più, sempre tratto dalla loro descrizione: “Dietro ogni canzone si nasconde una storia: come è stata composta, l’ispirazione che l’ha fatta nascere, il significato di una strofa o di un ritornello. Ma per queste cose ci sono Wikipedia e le interviste. Poi ci sono le storie che si nascondono intorno alle canzoni e quelle le può scovare e raccontare solo Valerio Lundini”.
Ecco, Musica Leggerissima è questa cosa qui, in sintesi: un podcast surreale e grottesco che gioca in equilibrio sottile tra il paradosso incombente, l’aneddoto reale e la storia inventata in una raffinata soluzione di continuità.
Risultato? Riprende i fili della storia della musica con un approccio personalissimo. Personale ed efficace, a modo suo.

Nel corso dei dieci minuti abbondanti da cui è composto ogni episodio, le deviazioni creative dell’host si combinano col racconto puntuale e informale dei dietro le quinte, i temi e le curiosità del brano preso in esame, tra mail che qualcuno potrebbe non aver mai spedito e un’interessantissima ricostruzione degli esordi di Ennio Morricone.
Potreste vivere o rivivere una particolarissima trilogia del già citato Paolo Conte, autore di un ciclo di brani serializzati che curiosamente sfociavano nel concetto di sequel musicale, oppure rendervi conto che www.mipiacitu sia il primo brano della musica italiana a contenere un sito internet. Potreste persino arrivare alla conclusione che Gino Paoli non abbia granché in comune con 50 Cent, pensate un po’. E ancora: un’intervista impossibile a Madame, l’utilizzo della parola “adiacente” nella Canzone intelligente di Cochi e Renato, la suggestiva storia che ha ispirato “Il Giardino dei Salici” di Malika Ayane e molto altro.
Lo stile di Lundini è sempre quello, ma è sempre diverso. È un autore che non si accontenta mai e che non si rifugia mai nelle certezze creative acquisite, anche quando ottengono uno straordinario successo.
Dai tempi della Pezza alla brillante operazione su Raiplay di Faccende Complicate, l’artista romano ha una rarissima riconoscibilità che lo porta però a non essere mai ripetitivo. Fa suo il linguaggio dei podcast senza somigliare a nient’altro, giocando sempre sulla ritualità del racconto mediale con irriverenza (fin dalla sigla, letteralmente).
L’esperienza di Musica Leggerissima, allora, si presta a un pubblico di affezionati al suo stile. Allo stesso tempo, però, sa diventare contenitore ideale di storie musicali poco note, ben oltre il citazionismo da Wikipedia. Si trasforma così in un’occasione preziosa per celebrare la storia della musica ed essere dissacrante a modo suo, offrendo oltretutto l’opportunità per scoprire o riscoprire brani d’ogni genere.
Visto che c’è sempre qualcuno che potrebbe esprimere meglio di me alcuni concetti, una sintesi ideale dell’approccio di Lundini a Musica Leggerissima arriva da Sabrina Tinelli, curatrice editoriale di Musica Leggerissima.
All’interno della newsletter “Verba Manent” di Chora Media, afferma, tra le altre cose: “Le canzoni sono storie e milioni di altre storie prendono forma quando le ascoltiamo. Sono come dei treni che ci portano dove vogliono loro, a quel ferragosto del ‘96, nelle cucine di quando eravamo bambini, a volte persino nel futuro. Valerio Lundini con Musica Leggerissima esaspera questo potere della musica e ci porta in mondi assurdi e meravigliosi, e forse anche di fantasia, questo non lo sapremo mai”.
Ecco, potremmo allora aver offerto una soluzione alla domanda iniziale: ogni volta che ci chiederemo “Ma cosa sto ascoltando?“, tra una deviazione e l’altra, arriveremo sempre a una risposta differente per motivi differenti. Risposte soggettive in cui ognuno può sentire in Musica Leggerissima quello che vuole, con la consapevolezza che per qualche motivo sarà sempre un’esperienza appagante.A un certo punto finisce, ed è un peccato. Ma va bene lo stesso, direbbe qualcuno. Poi sai, chissà: magari arriverà pure una seconda stagione, un giorno. E chissà dove ci porterà, nel caso. Chissà se stessero cercando davvero quella Ambra Angiolini, ogni volta che chiamavano me. Boh, non so. E quanto sarebbe bella una puntata di Musica Leggerissima sulla canzone “T’appartengo“? Vabbè, la chiudo qui: sto divagando di nuovo.
Antonio Casu






