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Benvenuti e bentrovati a questa nuova puntata di Belve: quanto si sentono belve i protagonisti di Scrubs? Anni fa guardavamo le puntate della Serie Tv tra la televisione, la nuova stagione di Carabinieri e Top of the Pops. Oggi, invece, è tutta un’altra musica: quando non guardiamo Scrubs o le Serie Tv contemporanee, ci perdiamo nei 1580 podcast usciti nell’ultimo periodo, spesso dedicati al true crime. Insomma, non siamo più nella fase leggera della nostra esistenza, quella di quando Scrubs arrivava per la prima volta sul piccolo schermo. E allora, a nome di tutta la redazione, un grazie speciale a questo revival, che ci ricorda di concederci una pausa durante la giornata e di farci una risata ogni tanto, proprio come fa J.D., anche quando non c’è nulla da ridere né da romanticizzare. Lo sappiamo: è fatto così.
La seconda puntata di Scrubs ci porta tra gli specializzandi: ecco le pagelle del secondo episodio (questa volta senza insufficienze)
J.D, il protagonista di Scrubs torna in gran forma – 9

Gli daremmo anche un voto più alto, ma non abbiamo alcuna intenzione di giocarci tutto già alla seconda puntata. Preferiamo aspettare e vedere cosa sarà capace di fare. Nel frattempo, però, diciamolo senza esitazioni: quanto sarebbe fiero il Dottor Cox del suo ex allievo? Le parole che J.D. ha utilizzato in questa puntata sono esattamente quelle che il suo ex mentore ha cercato di inculcargli fino allo sfinimento nelle precedenti otto stagioni, e alla fine qualcosa ha davvero imparato. Non è stato tutto tempo perso.
Nel corso della seconda puntata, J.D. cerca di essere il primario che ha sempre sognato di diventare, provando a rendere tutti felici e parlando d’amore e di sogni come se non dovessero fare i conti con il budget. E mentre veste i panni di una sorta di San Francesco, immagina il suo team come una scuderia di Formula 1, con un colore che richiama quello della Ferrari. E infatti le cose vanno più o meno allo stesso modo: grandi talenti e professionisti impeccabili, ma una macchina piena di problemi. D’altronde, in Scrubs ogni giorno è quello giusto per ricordarci alcune delle follie del sistema sanitario americano.
Nota di merito: per cercare sostegno, osserva il quadro di Cox proprio come in Scary Movie il Presidente degli Stati Uniti fissa quello di Harrison Ford. Ma, con la sostituzione del quadro, le cose finiscono quasi esattamente come nel film parodia:
-‘Mi chiami il Presidente!’
-Ma è lei il Presidente!
– Allora so già tutto.
Elliot – 6,5

Non siamo partiti con il piede giusto nella scorsa puntata, ma qui le cose migliorano decisamente. Il punto è che Elliot è un po’ come la nostra migliore amica di cui conosciamo perfettamente i difetti: è nevrotica, si agita facilmente e bisogna sempre dosare bene le parole. Ma in questo episodio tira fuori quella parte di sé che sappiamo esistere, ricordandoci che non sempre bisogna avere paura di dirle ciò che non vuole sentire. Guardate J.D.: vi sembra forse uno che trema? (Fingete).
In questa puntata è stata quasi impeccabile, abbiamo solo un chiarimento da fare: chi ti manda i reel è sempre un amico.
Turk – 8,5

Anche a distanza di 16 anni dalla fine, il desiderio resta sempre lo stesso: avere come migliore amico non uno come Turk, ma proprio Turk. Fate qualcosa: clonatelo, inventatevi qualsiasi cosa. Siamo nell’era delle macchine che guidano da sole, davvero l’IA non può colmare questa mancanza? Abbiamo bisogno di qualcuno che davanti al gossip non menta, ma scelga di sognarci sopra immaginando scenari improbabili come fa lui.
E non era affatto semplice districarsi dalla situazione in cui si è trovato in questa puntata, perché quando due amici si lasciano non è mai chiaro come comportarsi. E lui, nel dubbio, si è finto morto. Poi ha portato una fetta di torta a J.D. Con uno così, la nostra anima sarebbe al sicuro ogni giorno.
Sibby Wilson, uno dei nuovi personaggi di Scrubs – 7,5

Ma dove è stata fino adesso questa diva meravigliosa? È, senza alcun dubbio, la versione adulta e responsabile di Jessica Day in New Girl. Sappiamo che a qualcuno questa prospettiva potrebbe spaventare, ma finché non darà la colpa agli altri per le proprie azioni e si limiterà a parlare urlando, è tutto sotto controllo. Preoccupiamoci solo se nei prossimi episodi si presenta in ospedale con un tailleur a fiori urlando che i suoi genitori non devono divorziare anche se lei ha 40 anni.
Kevin Park – 7,5

Vorrebbe essere il nemico, ma non ci riesce. Non con noi. Il suo atteggiamento ci riporta indietro nel tempo, ricordandoci certe dinamiche da Glee, tra sgambetti pur di emergere e piccole Mary Sue determinate a esaudire ogni desiderio. In questa puntata assume quasi le sembianze di un villain alla James Bond, e gli riesce alla perfezione: è nella sua villain era, e noi speriamo che J.D. ci metta ancora un po’ di episodi prima di spiegargli il significato dell’amore e dell’amicizia. Anche le Api Regine devono avere il loro ruolo in Scrubs.
Asher Green – 6

Quando inizia il turno è una sorta di Meredith Grey, pronta ad aiutare chiunque; quando lo conclude, dopo il discorso di J.D., per un attimo sembra Robby nella seconda stagione di The Pitt. Lo preferiamo nella prima versione, anche perché il destino di Robby in questa stagione sembra destinato a complicarsi parecchio. Ma di questo parleremo domani.
Blake – 7-

Ecco: se c’è qualcuno in Scrubs su cui è scritto in faccia “verrò salvato dall’amore e dall’amicizia”, quello è Blake. E nel suo caso il percorso sarà quasi sicuramente più rapido rispetto a quello di Park. J.D. lo ha puntato già dal primo episodio, e sappiamo bene che per lui convertire qualcuno alla causa dei buoni è una missione personale. Chiedetelo al Dottor Cox.
Le specializzande – 6

In questa puntata abbiamo fatto la conoscenza delle specializzande di Scrubs, e abbiamo capito che l’istruzione negli Stati Uniti può essere così costosa che, per ripagarla, tocca vendere mascherine per dormire su Instagram, e non lavorare per ciò che si è studiato. E poi abbiamo capito che dormire in stanze condivise non è mai una buona idea. Ma questo ce lo avevano già spiegato in Friends.







