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Sanremo 2026 – Le Pagelle della serata duetti

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Ammettiamolo: la serata duetti di Sanremo 2026 è quella che aspettiamo con più impazienza. È il momento in cui il Festival smette di essere solo una gara e diventa terreno fertile per l’imprevisto. Puro show. Almeno così era qualche tempo fa, segnata dal famigerato “Morgan-Bugo gate”. Abbiamo capito che può succedere davvero di tutto. Per questo, anche nell’era della prevedibilità e dei tempi serratissimi di Carlo Conti, ci scopriamo con un filo di speranza in più. Quasi a voler credere che, tra una gag comica studiata al millimetro e una standing ovation stroncata, possa ancora infilarsi quel momento storto, imperfetto, irripetibile. Quello che ci fa pensare che la perfezione – alla fine – è noiosa.

Quella dei duetti è stata una serata “al bacio” con performance di spessore, ecco le nostre Pagelle di Sanremo 2026

Elettra Lamborghini e Las Ketchup con “Aserejé” – Voto: 6,5

Elettra Lamborghini diventa un’icona insieme alle Las Ketchup. Una Betty Boop italiana, che già a inizio serata detta il livello di quello che vedremo. Non entra in punta di piedi: entra e decide il tono. E lo fa senza chiedere scusa (a parte al microfono). Sul palco del Festival di Sanremo, Elettra Lamborghini sembra ricordarci che il kitsch, se lo governi tu, diventa linguaggio. Diventa estetica. Diventa quasi manifesto.


Mi sono sentita come quando arriva quel periodo dell’anno in cui mi dedico solo ai teen drama dei primi anni Duemila. Senza ironia, senza distanza critica. Solo immersione totale. Quella dose precisa di nostalgia millennial che non provi a giustificare: la vuoi e basta. È un’iconicità d’altri tempi, non perché fosse migliore, ma perché era più spudorata. Meno filtrata. Più dichiarata. E per una sera ti ricordi che va bene anche così.

Eddie Brock e Fabrizio Moro con “Portami via” – Voto: 7-

Ormai lo sappiamo: Fabrizio Moro vive negli anfratti dell’Ariston. È presenza fissa, una specie di rituale. Torna ogni anno, puntuale come Mariah Carey a Natale. All I want for Sanremo is you. Fabrizio Moro non rientra nel mio Spotify Wrapped. Ma il Teatro Ariston è casa sua. E poi c’è Brock. Le loro voci si confondono bene, si cercano, trovano un equilibrio che non è scontato. Brock, forse, canta questa canzone meglio di quella che ha portato in gara al Festival di Sanremo 2026. Qui sembra più a fuoco, meno costretto.

Insieme sono una coppia che non ti aspetti. Un po’ come Joey Tribbiani e Rachel Green in Friends: sulla carta improbabili, poi li guardi e pensi che forse un senso ce l’hanno. Ai posteri la sentenza.

Mara Sattei e Mecna con “L’ultimo bacio” – Voto: 7

Io e la mia coinquilina per un attimo abbiamo attraversato una specie di cortocircuito linguistico, una dislessia collettiva: eravamo quasi pronte a vedere materializzarsi Vecna sul palco dell’Festival di Sanremo 2026.

Invece no. A “correre su per la collina” sono Mara Sattei e Mecna. Il duetto è su una delle canzoni più belle di Carmen Consoli, brano non semplice. E invece il duo regge. Si compensano, si lasciano spazio, trovano un equilibrio credibile senza strafare. Nel complesso è stata una di quelle esibizioni piacevoli, che scorrono bene. Proprio come una puntata di Stranger Things.

Anche perché le cose strane a Sanremo sono di casa (per fortuna, almeno per ora, nessun rapimento all’orizzonte).

Patty Pravo e Timofej Andrijashenko con “Ti lascio una canzone” – Voto: 6-

Ecco, parlando di Vecna, a fianco a Patty Pravo si palesa 001 che – nell’attesa di scappare dal laboratorio – si dedica alla danza classica. Nel complesso una versione raffinata delle migliori performance degli 883 quando a fianco a Max cantante c’era ancora il Repetto danzante. Patty Pravo ci ha abituato a performance migliori, ma poteva comunque andare peggio.

Levante e Gaia con “I maschi” – Voto: 8-

Levante bacia Gaia alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Levante e Gaia hanno riempito l’Ariston, una performance che è stata come una dose di caffeina. Pure girl power, tanto che quasi mi sembravano le Winx Club a cui manca un pezzo.

È andata come ci aspettavamo e forse anche meglio, come quando il pilot ci convince ma la seconda puntata riesce a essere ancora meglio e ci convince a vedere il resto della serie tv. C’è stato anche il cliffhanger finale con il bacio che non ci aspettavamo.

Malika Ayane e Claudio Santamaria con “Mi sei scoppiato dentro il cuore” – Voto: 7+

Questa è evidentemente la puntata dei pois: dopo Elettra Lamborghini ha seguito anche Malika Ayane. Io quasi mi aspettavo una parte recitata da Claudio Santamaria, invece lui ha cantato. E ha cantato anche bene.

Sono convinta che se dovessero fare un remake italiano di Glee lui sarebbe senza se e senza ma il professor Will Schuester. Malika può fare Sue Sylvester se se la sente, ma su questo dobbiamo ragionarci.

Bambole di Pezza e Cristina D’Avena con “Occhi di gatto” – Voto: 100 e Lode

Le Bambole di Pezza alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Durante questa esibizione mi sono sentita come quando Tamara diventa dark ne Il mondo di Patty: così, de botto, senza senso. Ancora devo elaborare il fatto che i Led Zeppelin siano stati messi nella stessa esibizione di “Occhi di Gatto”. Sicuramente la cosa più punk di questa edizione di Sanremo 2026: iconicità che sale come un climax dall’inizio alla fine, e io mi sento in un’altra dimensione, direttamente nel Sottosopra insieme a Vecna, 001 e tutte le sue personalità contemporaneamente. Perché, alla fine, questa esibizione è pur sempre un mix and match di identità diverse che escono insieme a prendersi uno spritz, e va bene così.

Dargen D’Amico, Pupo e Fabrizio Bosso con “Su di noi” – Voto: 6,5

Su di noi” è una canzone da cantare inevitabilmente con la mano sul cuore, soprattutto quando accanto a Pupo c’è Dargen D’Amico con le sue rime e la tromba di Fabrizio Bosso. Ci aspettavamo di essere spettinati di più, di finire travolti da un’onda di caos alla Pupo, ma dopo le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena, il compito era diventato quasi impossibile: ormai di capelli in testa ne erano rimasti ben pochi.

Tommaso Paradiso e gli Stadio con “L’ultima luna” – Voto: 6,5

Una performance senza picchi, né in alto né in basso. Hanno cercato di ricreare l’atmosfera alla Freddie Mercury, ma devono ancora mangiare parecchi cereali sotto marca. L’esibizione ci è sembrata durare tre giorni lavorativi, e speriamo che Carlo Conti non abbia avuto la stessa sensazione, altrimenti lo avremmo trovato dietro le quinte con la stessa compostezza di Gus Fring appena uscito dal colloquio con il “drin drin” di Hector Salamanca. Boom.

Michele Bravi e Fiorella Mannoia con “Domani è un altro giorno” – Voto: 7- –

Mi aspettavo molto di più da questa performance, devo essere sincera. È stato un po’ come iniziare la seconda stagione di Mercoledì dopo l’hype clamoroso della prima, e invece ti ritrovi già alla seconda puntata annoiata. Non un disastro, ma nemmeno una cosa che ti tiene incollata allo schermo fino alle tre di notte.

Quello che fa salire il livello generale, come sempre, è Fiorella Mannoia: la Florence Welch italiana, versione nostrana di Florence + The Machine. Presenza magnetica, voce che non ha bisogno di fronzoli. La nostra divinità della musica italiana: ci si alza, ci si inchina, e si ringrazia (soprattutto per la spilletta ribelle).

Tredici Pietro, Galeffi e Fudasca & Band e GIANNI MORANDI con “Vita” – Voto: 5,5

Tredici Pietro e Gianni Morandi alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Potrebbe essere lo spot perfetto per il nuovo The Voice con generazioni diverse: a sorpresa spunta anche Gianni Morandi, alias il padre di Tredici Pietro. La performance complessiva mi è sembrata un po’ confusa, eppure mi riempie il cuore vedere padre e figlio insieme. Tutto in famiglia, come guardare una puntata di Shrinking e vedere Jimmy e Alice fare allegre attività insieme. Solo che le puntate di Shrinking, oltre a scaldarci il cuore, ci fanno anche versare qualche lacrima. Lo stesso vale per il duetto di Tredici Pietro: emoziona, ma le lacrime arrivano per la resa finale della performance.

Maria Antonietta & Colombre e Brunori Sas con “Il mondo” – Voto: 6,5

Maria Antonietta e Colombre alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Questa esibizione è stata un po’ come il falò (non di confronto) di Pasquetta con il clan di amici che non vede l’ora di tirare fuori la chitarra classica e strimpellare qualcosa (magari qualche hit degli Oasis). Maria Antonietta nel mezzo era la quota Phoebe Buffay di Friends, che si diverte prendendosi tutta la scena. Brunori Sas è come “l’amico Steve” che mantiene la candela. Nel complesso, niente di che, ma neanche nulla di tragico: puntata filler.

Fulminacci e Francesca Fagnani con “Parole Parole” – Voto: 7,5

Fulminacci e Francesca Fagnani alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Ecco, ci aspettavamo che la Fagnani non cantasse… e infatti non ha cantato, ma ha fatto tutto il resto. Con un black & white alla Better Call Saul, la Fagnani è proprio la Kim Wexler che ci meritiamo. Lo stile non va a pile, ma si trasforma in una belva capace di infiammare l’Ariston anche con una canzone classica come questa. Del resto, le citazioni sulle belve Francesca non se le fa mai mancare, neanche questa volta. Ci è piaciuto.

LDA & AKA 7EVEN e Tullio De Piscopo con “Andamento lento” – Voto: 7,5

Tullio De Piscopo è un po’ Chuck McGill che supera l’allergia all’elettricità: infatti, il corpo di ballo sullo sfondo sembra un vero omaggio alle coperte termiche tanto care al chiarissimo avvocato fratello di Saul McGill. Per il resto, ci hanno fatto alzare dal divano: l’andamento è stato tutt’altro che lento. Tutto molto bello.

Raf e The Kolors con “The ridde” – Voto: 6

the kolors e raf alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Ho apprezzato che il corpo di ballo fosse abbinato al sorriso smagliante di Stash dei The Kolors. Una performance tutto sommato discreta, ma un po’ piatta nel complesso: niente di davvero entusiasmante. Un po’ come una puntata del nostro comfort show, quella che guardi distrattamente mentre metti a bollire l’acqua per la pasta.

J-Ax e Ligera County Fam “E la vita, la vita” – Voto: 5,5

J-Ax alla serata duetti di Sanremo 2026 - credits: rai uno
credits: rai uno

Il momento “sagra di paese” ci voleva decisamente. A far salire il voto ci ha pensato il testo delle rime di J-Ax, insieme al meme gigante che questa esibizione ha regalato. Caos e locura: esattamente quello che ci meritavamo a questo punto della serata. Non sappiamo bene cosa stia succedendo nel complesso, e questo ci fa piacere: la perfezione è noiosa. Mi sono sentita come quando Bertram Cooper, di punto in bianco, inizia a cantare in Mad Men. Solo che quella era pura poesia… questa, a modo suo, forse lo è comunque.

I vincitori della serata duetti di Sanremo 2026: Ditonellapiaga con TonyPitony con “The lady is a tramp” – Voto: 9

Ditonellapiaga e tonypitoni alla serata duetti di Sanremmo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Non ci aspettavamo che, nella serata dei duetti, avremmo visto la protagonista e il villain di Lazy Town esibirsi insieme in una meravigliosa performance di “The Lady Is a Tramp“. Ci aspettavamo qualcosa di iconico, e hanno servito colazione pranzo e cena. In più hanno dato – per la prima volta in questo Sanremo 2026 – un po’ di spazio anche all’orchestra.

Hanno cucinato sul palco come se fossero i due concorrenti in lizza per il titolo di MasterChef 15. Bene… ma anche benissimo. Il cachi è stato una citazione a La terra dei cachi di Elio e le storie tese? Evidentemente ha portato bene.

Enrico Nigiotti e ALFA con “En e Xanax” – Voto: 7

Nigiotti e Alfa alla serata duetti di Sanremo 2026 - credits: rai uno
credits: rai uno

En e Xanax” è una canzone difficile da cantare, eppure abbiamo capito che quando c’è Alfa nella serata dei duetti, ne esce sempre qualcosa di carino. D’altronde, parlando di Xanax, non poteva certo mancare il foglietto illustrativo: mai che ci capiti un ipocondriaco alla Sheldon Cooper, meglio arrivare preparati.

Serena Brancale, Gregory Porter e Delia con “Besame Mucho” – Voto: 8

Serena Brancale e Delia alla serata duetti di Sanremo 2026 - credits: rai uno
credits: rai uno

Serena Brancale porta sul palco di Sanremo 2026 anche una nostra vecchia (ma non troppo) conoscenza di X Factor 2025: Delia (ve la ricordate?). Per la prima volta l’abbiamo sentita cantare una canzone intera senza intermezzi in siciliano. Questa è la magia della città dei fiori: un connubio spaziale tra le tre voci, che non hanno sbagliato una nota nemmeno se avessero voluto farlo apposta. Tutto molto bello, e devo dire, anche un po’ di pelle d’oca. Tutto perfetto, non una piega.

Sayf, Alex Britti e Mario Biondi con “Hit the Road Jack” – Voto: 8,5

Sayf alla serata duetti di Sanremo 2026 - credits: rai uno
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Ci siamo svegliati, grazie Sayf. Sul palco: Mario Biondi, Alex Britti, sua madre, la madre di sua madre, tutto l’albero genealogico di Dark… e sullo sfondo le coriste di Hercules. Non vedo assolutamente nulla di sbagliato: ci mancava solo Roy Paci e il quadro sarebbe stato completo. Cosa dire… un po’ alla Aristogatti, un po’ tutte le cose che ci piacciono. Sayf, vera scoperta di questo Sanremo 2026.

Francesco Renga e Giusy Ferreri con “Ragazzo solo, ragazza sola” – Voto: 6

Francesco Renga e Giusy Ferreri alla serata duetti di Sanremo 2026 - credits: rai uno
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Giusy Ferreri e Francesco Renga sono l’accoppiata che scoppia… e a un certo punto ci scoppiano anche le orecchie. Comunque poteva andare molto peggio rispetto a come è andata, quindi ce la facciamo andare bene. Tutto sommato, è stata un’esibizione accettabile, senza quei picchi pericolosi che sarebbero potuti sfociare in un aggiornamento del meme dell’urlo di Sanremo: il meme supremo, quello che sta agli altri meme come Breaking Bad sta alle altre serie tv. Invece niente… neanche il meme ci hanno regalato.

Arisa e il Coro del Teatro Regio di Parma con “Quello che le donne non dicono” – Voto: 8

Arisa alla serata duetti di Sanremo 2026 - credits: rai uno
credits: rai uno

Arisa Nata dalla Sincerità della Casa Sanremo, la Prima del Suo Nome, Regina dei Lucani, dei Fiori e dei Primi coristi, Signora dei Sette Ariston, Protettrice dell’intonazione, Khaleesi del Grande Mare di ansiolitici, la non bruciata, Madre dei Draghi, Spezzatrice di Stonature.

Che altro dobbiamo dire a questa regina?

Samurai Jay, Belèn Rodriguez e Roy Paci con “Baila Morena” – Voto: 5-

Samurai Jay alla serata duetti di Sanremo 2026 - credits: rai uno
credits: rai uno

Roy Paci lo avevamo tirato in ballo prima… ed eccolo sul palco di Sanremo 2026 a ballare con Samurai Jay e Belen Rodriguez. Qui è davvero la sagra del trash, senza dubbio. Un po’ karaoke dopo tre Guinness, un po’ momento bivacco dopo il pranzo di Pasquetta. Il risultato finale? La puntata musicale di “Occhi del Cuore”. E non dico altro.

Sal da Vinci e Michele Zarrillo con “Cinque giorni” – Voto: 7+

Sal da Vinci alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno

Parlando del meme supremo, si vede che Michele Zarrillo aveva proprio questa ambizione nel suo duetto con Sal Da Vinci. Quest’ultimo era già in lacrime alla seconda nota di una canzone struggente e meravigliosa, come il finale di Six Feet Under… che in questo caso diventa un “Five Days Under”, meno tragica. Questo è il Sanremo di Sal Da Vinci, a prescindere dai premi: lo abbiamo capito, e noi siamo qui a tifare.

Fedez & Masini e Stjepan Hauser con “Meravigliosa Creatura” – Voto: 7

Fedez e Masini alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Da “bella stronza” a “meravigliosa creatura”: l’evoluzione del “Masinex” è sempre più interessante (sembra quasi il nome di un farmaco, quasi chiamiamo Alfa a leggerci gli effetti collaterali). Una fetta consistente di pubblico apprezza notevolmente le loro esibizioni, mentre io in questo mi sento un po’ Svizzera (non nel senso di essere puntuale come Carlo Conti) e vario di performance in performance. Questa, sinceramente, me l’aspettavo peggio… e invece è stata portata a casa dignitosamente, con una carica emotiva non trascurabile. Diciamo che loro sono paragonabili a una serie tv antologica: ti può piacere una stagione, ma non è detto che ti piacciano tutte.

Ermal Meta e Dardust con “Golden Hour” – Voto: 7

Ermal Meta e Dardust alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Devo ammettere che ho un debole per Dardust a livello musicale, e avevo quindi aspettative altissime per questa performance. Ha servito il pezzo… ma non il pasto che mi aspettavo. Nel complesso non è andata male, ma poteva decisamente andare meglio, soprattutto considerando il livello generale di questa puntata cover di Sanremo 2026. Sono stati un po’ come una puntata che, mentre la guardi, sembra piuttosto bella, ma poi passi all’episodio successivo, e skippi anche la sigla.

Nayt e Joan Thiele con “La canzone dell’amore perduto” – Voto: 7

Nayt alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

Joan Thiele arriva all’Ariston con un look che sembra rubato direttamente dal backstage de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere. Di Nayt non ci aspettavamo granché a livello vocale, e invece, con la forza dell’unico anello donatogli da Thiele, riesce a portare a casa una performance dignitosa.

Luchè e Gianluca Grignani con “Falco a metà” – Voto: 5,5

Luché e Grignani alla serata duetti di Sanremo 2026 - Credits: Rai Uno
Credits: Rai Uno

La cosa più interessante di questo duetto – come immaginavamo – è Gianluca Grignani. Lui cerca Laura Pausini come Morgan cercava Bugo su quello stesso palco. Eppure Laura non c’è: è scivolata via, come la storia tra le dita di Gianluca. La performance ha avuto i suoi alti e bassi, ma rimane iconica proprio nella sua caoticità. Loro sono un po’ come Marshall e Ted che si ritrovano in una serata organizzata da Barney: non sai mai come andrà a finire.

Chiello e il Maestro Saverio Cigarini con “Mi sono innamorato di te” – Voto: 6-

Chiello alla serata cover di Sanremo 2026 - Credits: rai uno
Credits: rai uno

Chielllo là è palesemente Cishiya di Alice in Borderland, infatti già prima della serata cover aveva preso una carta sbagliata: il Jolly Morgan che, infatti, ha scombinato le carte in tavola come suo solito. Il maestro Saverio Cigarini è stato il suo asso nella manica e ha portato a casa il compito, neanche troppo male, ma neanche bene.

Leo Gassman e Aiello con “Era già tutto previsto” – Voto: 5-

Gassman e Aielo alla serata cover di Sanremo 2026 - Credits: rai uno
Credits: rai uno

Aiello dopo Sesso Ibuprofene ritorna in grande stile, come a voler suggerire alla Rai di voler essere il nuovo interprete di Zorro. Averli messi alla fine della scaletta è stato un colpo molto basso: noi siamo in piedi come i castelli di carte di Chielloshiya, e la combo Gassman e Aiello forse non ce la meritavamo.

Poi Leo Gassman ha anche voluto dire ad Aiello che non è il solo a saper urlare de botto e senza senso su quel palco. Tutto tanto, come Cameron di Modern Family a cui viene chiesto di essere sobrio: lui fa del suo meglio, ma poi gli propongono un karaoke a tema musical di Broadway.

Il conduttore di Sanremo 2026 Carlo Conti – Voto: 6

Carlo Conti e Laura Pausini alla serata cover di Sanremo 2026 - Credits: rai uno
Credits: rai uno

Anche questa volta Carlo è il solito Carlo, niente di più e niente di meno. Lui prevedibile e stoico, come suo solito. Sembra quasi di vedere una puntata di Law & Order, in cui le dinamiche sono più o meno le stesse, ma noi continuiamo a guardarla da anni. Perché Law & Order è Law & Order, come Sanremo è Sanremo.

Ci chiediamo solo se anche nella finale si ripeterà la gag del jingle della kermesse messo a ripetizione e Carlo che finge sia una cosa paxerella. Va bene, Carlo, non ti preoccupare.

Co – Conduttori e Co-Conduttrici di Sanremo 2026 – 6

Bianca Balti alla serata cover di Sanremo 2026 - Credits: rai uno
Credits: rai uno

Bianca Balti: lei è sempre divina. Dagli outfit all’autocontrollo sul palco, anche quando le domande che le vengono poste potrebbero tranquillamente essere evitate. Classe da vendere: potrebbe essere una protagonista di Downton Abbey senza che nessuno batta ciglio.

Alessandro Siani: il famoso Mister X che hanno provato a tenerci nascosto con suspense per un’intera giornata. Qualcuno aveva persino immaginato che fosse Fiorello (non ci ho sperato neanche un secondo). L’opzione più iconica? Che Mister X fosse “So’ Lillo”, e nessuno si sarebbe lamentato. Invece era Alessandro Siani. Un mistero ancora più fitto dell’identità di Lady Whistledown per la regina di Bridgerton.

Laura Pausini: la cosa più rilevante della sua serata è stata, da un lato, l’intro con gli occhiali alla Daft Punk, che quasi ci suggerivano la vittoria di Tony Pitony (sorpresa decisamente migliore dell’identità di Mister X), e dall’altro il ghosting a Grignani dopo il “La mia storia tra le dita”-gate.