Ogni giorno raccontiamo le serie TV con passione e cura. Se sei qui, probabilmente la condividi anche tu.
Se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, DISCOVER è il modo per sostenerci.
Il tuo abbonamento ci aiuta a rimanere indipendenti. In cambio: consigli personalizzati, contenuti esclusivi, zero pubblicità.
Grazie, il tuo supporto fa la differenza 💜
È arrivato il giovedì di Sanremo 2026, Iconico Festival della Canzone Italiana. Solitamente ci ritroviamo su questi schermi tra i fuochi e le fiamme di MasterChef 15, ma quest’anno anche la finale del più famoso cooking show italiano si è inchinata alla settimana santa di Sanremo 2026, facendo slittare la finalissima alla prossima settimana.
In questa serata abbiamo incoronato il vincitore di Sanremo Giovani, riascoltato la seconda metà delle canzoni in gara (qui le Pagelle della serata di ieri) e rivissuto la nostra giovinezza con Alicia Keys che canta in italiano in duetto con Eros Ramazzotti. Sembrava ieri che ascoltavamo “No One” a tutto volume su MTV ed eccoci qua, con un Carlo Conti impanicato per i problemi tecnici che rubano tempo, come Joey di Friends impanicato quando gli rubano il cibo.
A proposito di tempo, non perdiamone altro e passiamo subito alle Pagelle della terza serata di Sanremo 2026
Angelica Bove – Voto: 8

Tralasciando che l’intro di questa canzone è stata letteralmente come un mattone, perché mi ha fatto passare l’intera serata a chiedermi quale altra canzone mi ricordasse, per poi capire, con l’aiuto da casa, che si trattava di Clocks dei Coldplay. Orologi a parte, anche questa sera Angelica “cade dal cielo come un capolavoro” e ci regala una performance che sarebbe stata benissimo anche tra i Big. A lei va la medaglia d’argento di questo Sanremo Giovani, ma anche il Premio Mia Martini, che un po’ la consola. Si vede che deve cadere ancora un po’ di pioggia in queste giornate… sperando che la pioggia non sia come quella danese in Rain (ve la ricordate?).
Il vincitore di Sanremo 2026 nella categoria Giovani – Nicolò Filippucci – Voto: 8

Nicolò si presenta sul palco con un look degno di Stefan Salvatore che canta una ballad romantica alla sua Elena, che gli scivola addosso e ora è acqua passata. Punti in più per i pantaloni che omaggiano lo scintillio di Edward Cullen. Sarà stata la canzone o sarà stato l’occhio ipnotico da vampiro a condurlo direttamente al tanto ambito premio di Sanremo 2026 nella categoria Giovani. Una vittoria solida quanto la sua capigliatura.
Maria Antonietta e Colombre – Voto: 6,5

Loro due sembrano appena usciti da un festino di Don Draper nella fase Megan in Mad Men. Ovviamente al pubblicitario americano e sua moglie candese è andata come con i Coma_Cose, mentre a Maria Antonietta e Colobre auguriamo solo la Felicità e basta. La canzone giunti alla terza serata si fa cantare piacevolmente, soprattutto se arriva a inizio serata, quando siamo ancora nel pieno delle nostre facoltà fisiche e mentali. La ascolterei di mia spontanea volontà su Spotify? Certo, perchè la playlist di Sanremo 2026 è in loop forzato h24 come ogni settimana santa che si rispetti.
Leo Gassman – Voto: 5,5

Non so se mi intenerisce di più l’outfit con la maglietta bianca e lo scollo che strizza l’occhio alle camicie sbottonate di Can Yaman, o il suo cantare con le manine dietro la schiena, come quando a Natale ci mettevamo in piedi sulla sedia a recitare la poesia per racimolare i soldini dai parenti. La canzone continua comunque a non convincermi fino in fondo: parte bene, ma poi se ne va alla deriva con urletti che sfiorano quasi l’insuperato “Sesso e ibuprofene” di Aiello. Sicuramente l’entusiasmo finale fa guadagnare punti (ma non al FantaSanremo).
Malika Ayane – Voto: 6

Questa canzone mi aveva convinta molto di più al primo ascolto che al terzo live. A volte capita. Resta comunque un brano che Dexter Morgan ascolterebbe senza problemi in uno dei suoi turni notturni da autista di Uber. D’altronde, nessuno è più animale notturno di lui, tranne i ragazzi che organizzano festini sotto le finestre di Elettra Lamborghini.
Sal Da Vinci – Voto: 8

Altro che con la mano sul petto per promettere davanti a Dio: io questa canzone già la canto con la mano sul cuore. La colonna sonora perfetta per tutti i futuri “m’vuo’ spusà”, al punto che tutti i partenopei che si sono sposati prima del 2026 rimpiangeranno di non aver potuto usare questo inno geniale per il loro sposalizio. Per tutti gli spaiati, invece, c’è sempre la speranza di una seconda stagione de L’amore è cieco Italia, per avere il loro “per sempre sì”. Sal Da(i) Vinci.
Tredici Pietro – Voto: 6

La canzone “uomo che cade” sembra un omaggio alla sigla di Mad Men, quindi per coerenza avrebbero dovuto metterlo in scaletta prima di Maria Antonietta e Colombre. Per il resto, il cantato ha subito lo stesso lento decrescendo degli outfit nel corso delle tre serate. Insomma, in definitiva è tutto un inferno a fuoco lento, anzi lentissimo. Comunque la canzone ascoltata su Spotify non è neanche così traumatica. Per fortuna subito dopo sono arrivati Fabio De Luigi e Virginia Raffaele a commettere un crimine musicale ancora peggiore delle sue stecche, e ce ne siamo dimenticati (però simpatici eh).
Raf – Voto: 5,5

“Ora e per sempre” potrebbe essere tranquillamente il titolo di un episodio di Black Mirror. Non a caso, nella prima strofa Raf menziona anche gli alieni, così, per dare un’accezione un po’ sci-fi a una canzone che, se ti soffermi ad ascoltare il testo, potrebbe tranquillamente essere il sequel di quella di Sal Da Vinci. In questo caso, la scaletta è calzante. Se invece ti distacchi dal testo e ascolti tutto il resto, è proprio la classica ballad nostalgica sanremese, un classico intramontabile. D’altronde, da Raf non ci aspettavamo niente di diverso.
Francesco Renga – Voto: 5,5

La giacca con il lieve sbrilluccichio mi ha fatto tornare alla mente Amadeus, e mi sono sentita triste come quando ho letto per la prima volta il testo della canzone di Ermal Meta. Questo forse mi ha distratto “non ce la faccio, troppi ricordi“, ma è comunque il solito Francesco Renga, che all’inizio mi fa pensare di averlo mal giudicato per tutta la vita, e poi – proprio nel momento in cui gli vengono i cinque minuti e inizia a urlare – mi fa ricordare perché questo artista non rientra nei miei gusti musicali.
Comunque, tutto sommato, si tratta di una canzone alla Renga e di un’esibizione alla Renga. Un po’ come quando inizio a guardare una serie TV senza aspettative e poi si rivela esattamente quello che mi aspettavo, tipo Bridgerton. Che non è male, è solo Bridgerton.
Eddie Brock – Voto: 4,5

Sì, lo sai che “scegli sempre quello che ti farà male“, tipo gettarti a capofitto ogni anno in una maratona di Sanremo 2026. Lui le note le rincorre come la polizia rincorreva Emma per il meme del Fantasanremo. Solo che le forze dell’ordine poi con Emma si sono scattati una foto, mentre lui con le note della sua canzone ha lo stesso rapporto che i protagonisti della canzone hanno tra di loro: alla fine si capisce che una relazione non è possibile e ci si chiede se si può rimanere almeno amici. Una friendzone sofferta, come quella tra Jorah Mormont e Daenerys Targaryen.
Serena Brancale – Voto: 8+

Questa esibizione mi ha convinto molto di più rispetto a quella della prima serata (qui trovate le Pagelle della mia collega Annalisa), forse perché al tempo avevo subito troppo l’impatto di sentire una Serena Brancale molto più ballad e meno hit estiva. Questa, invece, è un’esibizione che arriva dritta al cuore, con un testo impattante nella sua semplicità e una carica emotiva non indifferente. Il tutto reso ancora più struggente dal sapere chi dirige l’orchestra. Un “tutto in famiglia” che ci fa sentire emotivamente stabili, come quando si finisce un binge-watching di tutte le stagioni di This Is Us.
Samurai Jay – Voto: 5,5

Dal titolo di questa canzone mi aspettavo qualcosa di ricercato e introvabile, come l’omonimo romanzo di Stephen King. Invece è proprio la classica hit in stile reggaeton. Non male, se l’ascolti in lontananza mentre bevi uno spritz nel lido a mare. L’esibizione della prima serata era più precisa. Questa volta, invece, sembra una brutta imitazione di Bad Bunny, d’altronde Sanremo è pur sempre il nostro Super Bowl. Ma la cosa più interessante è il gioco di “vedo-non-vedo” quando appare Belen, cosa che lei a Sanremo sa fare in modo davvero iconico, quasi paragonabile ai cameo di Stephen King negli adattamenti televisivi dei suoi libri.
Arisa – Voto: 8

Arisa arriva come una dea su quel palco e non so se brilla di più la sua voce angelica (non quella del Mattone) o il suo vestito. Comunque, forse questa canzone cantata da chiunque altro non mi sarebbe piaciuta così tanto, un po’ come quando una serie TV la fa una persona qualunque, e quando invece la fa Vince Gilligan: cambia completamente le prospettive. Poi, questa volta si è anche impegnata un po’ di più a farmi fare punti al Fantasanremo, nonostante i malus. L’importante è provarci sempre.
Michele Bravi – Voto: 5,5

Michele Bravi non è in formissima quest’anno. Vive la rottura con l’ex bene quanto Jesse Pinkman viveva la ben più tragica “rottura” con Jane: attaccato al telefono finché quasi non si dimenticava il suo nome. Non la canzone più bella di Michele Bravi, non l’esibizione più bella di Michele Bravi, ma Bravi comunque.
Luchè – Voto: 5+

Luchè arriva sul palco dell’Ariston con un outfit che sembra volerci dire che sta andando in battaglia alla Barriera, perché Winter is coming e il Re della Notte (Carlo Conti) si prepara alla lotta. Infatti, era così preso da questa spedizione verso il Nord, dove fa freddo, che anche questa volta si è dimenticato quali fossero le note della sua canzone. In fondo, questa vita è un labirinto e perdersi fa parte del gioco. Comunque, sicuramente, anche se poi te ne vai, noi non ci dimentichiamo: tranquillo, qua siamo un’armata di Believer allevati dai Fratelli Duffer.
Mara Sattei – Voto: 5,5

Mara Sattei sembra Caroline di The Vampire Diaries che si mette in tiro per il Founder’s Day. I veri fan che hanno fatto ship infinite negli anni si metterebbero tutti a scrivere fan fiction, immaginando che questa canzone sia poi dedicata a Klaus, perché c’è chi vuole essere primo e chi vuole essere l’ultimo. Non pensiamo che Mara Sattei abbia questa ambizione a Sanremo (solo gli eroi come Elio e le Storie Tese hanno questa iconicità), ma si poteva sicuramente fare meglio se le ambizioni fossero state quelle del podio. Questa volta lascia a desiderare anche la performance generale.
Sayf – Voto: 7+

Anche lui evidentemente ha subito i festini collaterali di questo Sanremo 2026, perché la performance di questa sera non era al livello di quella della prima serata. Nonostante tutto, lui mi piace, lui mi piace, lui mi piace taaaaanto. Soprattutto in questa terza serata, dove le canzoni erano un po’ meno movimentate, ci serviva proprio una chiusura così, che ci ha risvegliato, nonostante non fosse ancora mezzanotte e avessimo già finito la rassegna delle canzoni. In tempi non sospetti, a quest’ora eravamo sì e no al terzo cantante in gara.
Ma va bene così: almeno queste pagelle le scriviamo senza doverci iniettare la caffeina endovena.
Il conduttore di Sanremo 2026, Carlo Conti – 6

Per Carlo un bel 6 politico, perché non saprei cos’altro dare al Carlo nazionale. Tranquillo Carlo, di politico c’è solo il 6; per tutto il resto ci pensa la signora di 106 anni arrivata terza senza allenamento alla gara di nuoto. In questa serata è riuscito anche a mantenere la calma e il tempo (“tieni il tempo”, canterebbe Max), nonostante gli svariati problemi tecnici.
Tutto bene quel che finisce bene, e qualcosa mi dice che lui non vede l’ora che tutto questo finisca per passare il testimone al prossimo direttore artistico del Festival. Come biasimarlo, ormai si sente come Ellen Pompeo alla millesima stagione di Grey’s Anatomy.
Co – Conduttori e Co-Conduttrici di Sanremo 2026 – 7

Laura Pausini anche questa sera ha fatto Laura Pausini, iniziando la serata vestita da struzzo e terminandola vestita da Madre Gothel di Rapunzel. Questa volta ha anche cantato accompagnata dal coro dell’Antoniano: sembrava quasi Rachel Berry, che non aspettava altro che cantare Don’t Rain on My Parade.
Irina Shayk che arriva come se fosse appena uscita da un anno sconvolgente da Preside alla Nevermind Academy, talmente sconvolta che ha già imparato a parlare l’italiano in corsivo. Le scollature dei suoi vestiti sono una calzante metafora della mia stabilità mentale sotto deadline, questo fa guadagnare punti.
Ubaldo Pantani a Sanremo 2026 colleziona imitazioni come io da piccola collezionavo figurine. Peccato che l’unico Pokémon che abbiamo collezionato quest’anno all’Ariston sia Chiello… e il suo parrucchiere.







