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In questa puntata di MasterChef 15, cooking show Sky Original prodotto da Endemol Shine Italy, abbiamo sfiorato un infarto, esplorato una varietà interessante di erbette furbette della dispensa e fatto i conti con lievitazioni (e delusioni) amorose. Siamo passati dal verde della Green Mystery Box al verde del campo da gioco dello Juventus Stadium. Insomma è stata una serata piena di emozioni e sorprese, come una partita vinta al 90esimo con un gol di… Maradona (Cannavacciuolo, sono con te). Fede calcistica a parte, nella vita non è tutto bianco o nero, ma a MasterChef 15 sì. Se non ci credete chiedete pure a Teo. D’altronde, la felicità è un bicchiere di vino con un panino, ma solo se il pane lievita alla perfezione (per questo lasciamo la parola alla donna che sussurrava agli impasti).
Nel frattempo, oltre al pane, sono lievitati anche i nostri giudizi quindi non perdiamo tempo e passiamo subito ai voti con le Pagelle di MasterChef 15.

Alessandro: “Tu quoque, Panem, fili mi!” ebbene sì amici, proprio il tanto amato pane di Alessandro gli ha portato via la sua amata spilletta dorata. Un oggetto che ai nostri occhi è sempre più simile all’Unico Anello che ha costretto il giovane Frodo Baggins a lasciare l’amata Contea per dirigersi verso Mordor. Un luogo simile allo Juventus Stadium in cui Alessandro, ormai privato del suo tesoro, si è trasformato in una versione ai fornelli di Bilbo Baggins quando – seduto al lato di Frodo – rivede il suo anello dopo tanto tempo. Un jumpscare passeggero che però ci ha traumatizzati per secoli, un po’ come sarà successo alle due donzelle Irene e Dounia… eh queste donne, signor dentista. Meno male che alla fine lo Juventus Stadium si è colorato di azzurro (sempre bello poterlo dire) e la brigata di Mordor si è trasferita in balconata, altrimenti non sappiamo come si sarebbe evoluta la discordia della meringa “sotto Pressure”. Voto: 5
Dounia: A proposito di meringhe e di spillette del potere, questa è stata indubbiamente la puntata di Dounia. La quale sicuramente non saprà fare una meringa all’italiana o capire le proporzioni dello zucchero, ma sa come gestire una Green Mystery Box al sapore di ostriche e vegetali. L’aspirante chef, infatti, si lascia piegare solo dai momenti canterini di Iolanda, ma per il resto va come un treno e fa l’en plein di spillette colorate. Non ne vedevo così tante nello stesso posto da quando avevo iniziato a collezionare spillette da mettere sull’Eastpak del liceo. Speriamo solo che la scia di successo di Dounia duri più della mia ambizione da collezionista liceale. Voto: 8.
Iolanda: Se fosse per Iolanda, MasterChef 15 diventerebbe subito un reality-musical. Lei appare quando meno te lo aspetti, e inizia a cantare come fosse Biancaneve che inforna le sue torte di mele, mentre richiama gli uccellini dei dintorni per aiutarla con le faccende domestiche. Peccato che le puntate di MasterChef 15 ricordino sempre di più uno sci-fi pseudo-fantasy con tre moschettieri in discoteca, demogorgoni a caccia di erbe selvatiche e storie d’amore tra uomini e lievitati. Comunque, qualsiasi sia il genere prescelto dagli autori di MasterChef 15, Iolanda continua la sua scalata imperturbabile e anche nelle brigate in esterna si rivela una valida aiutante, facendoci capire che i semini di caos derivano più dai dentisti e i semini di urla derivano più da “Carlotta e le sue ortiche”. Voto: 6
Mai come in questo caso, MasterChef 15 è una questione di cuore e determinazione: non bisogna solo parlare bene ai propri pani, ma anche ai propri allenatori, altrimenti si finisce in panchina come Franco

Franco: Un po’ mi dispiace per Franco, era partito con tutte le buone intenzioni e poi si è ridimensionato strada facendo, come se anche lui stesse percorrendo il percorso verso Mordor piuttosto che verso la finale di MasterChef 15. Vorrei dire che lui se la canta e lui se la suona, ma nella Masterclass l’unica a cantare è Iolanda e ci basta così. In ogni caso, Matteo R. lo piazza in panchina con la vana speranza che la squadra avversaria si sarebbe voluta disfare di Iolanda, e invece il buon Franco rimane con le mani in mano e con un grembiule nero che si scioglie come ghiaccio al sole. Peccato. Sono finito in mezzo alla dispensa e ne sono uscito cappelletto. Voto: 5
Dorella: Un’altra puntata sul filo del rasoio per Dorella, la quale prima si dice onorata di essere stata scelta nella squadra del cuore di suo marito, e poi preferisce fare il pastore solitario con le sue pecorelle nei campi. Giochi di squadra o giochi in solitaria, sappiamo che Dorella sussurra alle sue panificazioni meglio di come sussurri a Iolanda e Franco dall’altro lato della Masterclass. E – almeno nel secondo caso – le sue previsioni sono più che azzeccate, anche se per poco non ci stava lasciando le penne anche lei. Voto: 6
Irene: Abbiamo scoperto un nuovo cecchino nella Masterclass. Lei è come Nancy Wheeler in Stranger Things: la vedi carina e coccolosa, ma piazzatele un’arma da fuoco in mano e state pur certi che non mancherà di centrare il suo bersaglio. La stessa cosa la fa Irene quando si tratta di cucinare panini spagnoleggianti, capitanare squadre blu in uno stadio bianconero e prendere bene la mira al pressure test armata di erbette furbette e tanta determinazione. Insomma, io non vorrei essere il demogorgone che si mette contro Nancy Wheeler e non vorrei essere l’aspirante chef che si mette contro Irene. Voto: 8
In fondo a MasterChef 15 bisogna puntare in alto, sia che si tratti di una balconata sia che si tratti di una cucina rialzata.

Niccolò: Cannavacciuolo mantiene sempre la parola data, così la fiaba di “Niccolò e i sette piani cottura” finisce con un lieto fine e un piano rialzato. Cosa te ne fai delle golden pin se puoi tranquillamente vincere per ristrutturare la cucina di MasterChef 15 a piacimento? La filosofia di Niccolò ci piace sempre di più, si diverte, ci fa divertire e ci ricorda che si può andare a ballare in discoteca anche se si è scoordinati come Bella Swan al ballo di fine anno a Forks. A Niccolò non serve neanche una famiglia disfunzionale di vampiri e avversari licantropi se – nel frattempo – ha i suoi due moschettieri con cui condividere prove in esterna e scorribande in locali disco non precisati. “Niccolò, nato dal boschetto di Casa Targaryen, primo del suo nome, l’incoronato della discoteca, re dei funghi porcini e delle prime erbette furbette, Khaleesi della grande cucina rialzata, disossatore di conigli e padre dei moschettieri.” Voto: 9.
Matteo #losapeviche: A proposito di grandi trionfi, non possiamo dimenticare il secondo moschettiere, il detentore di cultura generale, il dispensatore di perle rare e il conoscitore dei lieviti madre. In memoria del suo Giggino lasciato in custodia alla madre, Matteo #losapeviche è protagonista di una grande puntata che lo vede cucinare più che bene e capitanare un po’ peggio. Nonostante tutto, la sua brigata lo apprezza più dei commensali, e noi apprezziamo lo sforzo di essere arrivato fino a questo punto e continuare a dispensare curiosità a caso. Praticamente, mentre gli altri tornano a casa dopo le puntate e studiano nuovi modi per innovare la cucina moderna, Matteo #losapeviche studia nuove curiosità da dispensare agli spettatori… ovviamente nel tempo libero dalla discoteca. Voto: 9.
Jonny: Jonny Bravo della Masterclass un giorno vede Ciccio Sultano che insulta i suoi capelli e il giorno dopo vede Francesca Casci Ceccacci che lo ammalia con il suo sorriso e la sua arte di comunicare con gli impasti, tra un’autolisi e l’altra (poi il risultato più che una storia d’amore è una delusione, ma l’ambito è sempre quello=. Ispirato dall’amore proibito e dalla capigliatura alla Sansone, trova la vera forza in Chiellini. Così, e tra un dribbling e uno spaghetto alla chitarra si guadagna anche la balconata. Voto: 7
Per un altro concorrente, invece, la partita di MasterChef 15 è stata un continuo alternarsi di up and down, e per riconquistare il grembiule bianco si è dovuto passare dai tempi supplementari e dai rigori al sapore di Pressure Test.

Matteo (Teo): A MasterChef capita spesso che concorrenti dati per vincitori nelle prime puntate escano all’improvviso a causa di uno scivolone isolato. La lista degli aspiranti chef che rientrano in questa categoria è molto lunga; infatti, devo ammettere che ci è venuto un mezzo infarto quando abbiamo visto il giovane Teo slacciarsi il grembiule. Questo perché, in fondo, ci siamo davvero affezionati al ragazzo: ci sentiamo come Severus Piton che, nell’ufficio di Silente, scopre il destino riservato a Harry Potter. Noi non abbiamo patronus da lanciare in segno di dissenso, anche perché se si tratta di un Patronus coniglio c’è il rischio che venga disossato da Niccolò. Ma siamo stati contenti di vedere che il destino di Teo era sì nero come un Dissennatore, ma che c’è sempre una luce in fondo al tunnel. “Teo e il panino filosofale.” Voto: 7,5
Matteo (Dottor Lee): Lo strano caso del Dottor (Jeky)Lee e Mister Niccolò. Non sappiamo cosa stia succedendo al Dottor Lee, ma sappiamo che i suoi picchi di genio si vanno riducendo di puntata in puntata. Lui rimane comunque uno dei nostri protetti, ma non ci sono patronus che tengano quando il cerchio comincia a restringersi. Per fortuna, lui è l’unico con il superpotere di affrontare i pressure test calmo, come se si trattasse della ricetta di una pasta al forno cucinata con Benedetta Parodi nella sua cucina. Che la forza delle erbette furbette sia con te, Dottor Lee. Voto: 7
Carlotta: Carlotta è l’unica aspirante chef di questa Masterclass che ancora devo inquadrare con precisione. A volte mi sembra una villain, altre volte mi sembra solo incompresa. Fatto sta che, se fossi un capitano di brigata, non le darei mai il grembiule del mio stesso colore, perché in un modo o nell’altro avrà qualcosa da ridire in fase di Pressure e creerà caos nella brigata anche solo per la smania di essere trascinata in balconata dai giudici. Non lo so, Rick, mi sembra falso. Comunque, tra un piantino e un piatto più o meno buono, il percorso in Masterclass di Carlotta continua anche con la benedizione di Irene, anche perché, considerando come colpisce la giovane aspirante chef, meglio averla dalla propria parte. Voto: 5
Così ci avviciniamo alla top 10 di MasterChef 15 e la notizia più scottante è il ritorno dei Massa(c)ri e noi non vediamo l’ora di scoprire quali insidie avrà in serbo per gli aspiranti chef il re della pasticceria. Per scoprirlo, come sempre, bisogna aspettare giovedì prossimo alle ore 21.15 in diretta su Sky Uno e in streaming su NOW. Mentre le nostre Pagelle e le interviste agli eliminati tornano venerdì prossimo sempre su Hall of Series.






