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A Knight of the Seven Kingdoms 1×05 – Le Pagelle della quinta puntata

A Knight of the Seven Kingdoms

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Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla 1×05 di A Knight of the Seven Kingdoms.

E ora dovrei pure strapparvi una risata? Suvvia, il mood è quello che è: manco il tempo di legarci a due personaggi, divenuti di casa dopo una manciata di minuti, e Martin ci ricorda chi è facendoli fuori entrambi. Brutalmente, senza pietà. Perché il mondo va così, e il mondo non è sempre un gran bel posto in cui stare. E allora sì, mi ritrovo così, col mood delle giornate più spietate di Game of Thrones. Orfano di un re che sarebbe stato una benedizione per chiunque… e infatti il fratello l’ha fatto saltare per aria.


Baelor Targaryen diviene allora il Ned Stark di A Knight of the Seven Kingdoms. E vince al totomorto nella penultima puntata della stagione.

Certe tradizioni, d’altronde, non muoiono mai: i personaggi onorevoli, invece, sì. E ora cosa dovrei fare? Fare le solite battute?

Lasciatemi in pace, dai. Anche se c’è sempre una speranza a riguardo: Ser Arlan. La linea comica più riuscita dell’intera saga, tornato tra noi per ricordarci ancora una volta quanto si possa ridere persino in una puntata del genere. Nel bel mezzo di una battaglia più confusa di un Inter-Juventus qualunque, ma con un numero inferiore di scorrettezze in campo. Mentre osserviamo le gesta in campo di un manipolo di combattenti disperati tra il fango e il sangue, invochiamo la VAR per comprendere meglio cosa sia successo, ma senza troppe speranze per il futuro: qui c’è gente che si porta dietro dei rancori dall’asilo, e per gente intendo intere casate. E per casate intendo questa saga. Per questa saga intendo la vita stessa, dominata dalle peggiori storture umane.

Vabbè, facciamo una cosa: iniziamo. Ma visto che sono in lutto per Baelor Targaryen, oggi non ci saranno premi. Giusto il Jon Snow Award, quello normalmente destinato al fresco del gruppo. E sapete a chi potrei assegnarlo? Al genere umano, per intero. Abbiamo vinto tutti quanti, alé.

A Knight of the Seven Kingdoms 1×05 – Le Pagelle

Baelor Targaryen in A Knight of the Seven Kingdoms
Credits: HBO

Il protagonista di A Knight of the Seven Kingdoms: Dunk – Voto 9.5.

Non esattamente il migliore in campo, ma in qualche modo ne esce vivo. Malconcio, per carità. E la backstory fa ancora più male delle ferite riportate nello scontro con Aerion, eppure è ancora tra noi. Mostra una dimestichezza simile a quella che avrei mostrato io in gran parte degli sport invernali più folli a cui sto assistendo alle Olimpiadi, eppure esce dall’incontro divino con tante cicatrici e nessun danno irreparabile. Con tanta paura sì, ma quella è apprezzabile: A Knight of the Seven Kingdoms è fantasy solo di nome.

Poi c’è da dire una cosa: è effettivamente resiliente. Ma non uno di quelli che escono dai più stucchevoli post sui social: un resiliente, vero. Sembra sempre a un passo dalla morte, ma poi si rialza in piedi, guarda negli occhi il tristo mietitore e pronuncia due sole parole: “Non oggi”.

A questo punto, calano notevolmente le sue percentuali al totomorto, e non solo perché questa sia una serie letteralmente incentrata sulla sua figura: è immune al 99,99999999999999% delle infezioni batteriche, si fa schifare pure dai virus, ha la pelle d’acciaio e il sostegno incondizionato della Curva Nord di Ashford. Ah, dimenticavo: ha, soprattutto, Lyonel Baratheon dalla sua parte.

Egg – Voto 9.

Io la sparo grossa: se l’Italia calcistica avesse a disposizione un capo ultras del genere negli spalti, ci qualificheremmo al Mondiale e lo vinceremmo con un gol in rovesciata di Donnarumma. “In piedi, Ser Giacomo Raspadori il Fantasista”. In piedi!

Il re di qualunque puntata di A Knight of the Seven Kingdoms: Ser Arlan di Pennytree – Voto 9.5.

I Simpson
Credits: Fox

Tra i vari momenti memorabili nella quinta puntata di A Knight of the Seven Kingdoms, gli ennesimi di una stagione incredibile, ho apprezzato quel momento in cui ha accompagnato un intero montaggio in modalità “Gattara dei Simpson”, dicendo delle cose in una lingua che dovrebbe essere il Dothraki. Ma soprattutto: perché quest’uomo dovrebbe parlare fluentemente il Dothraki? Qualcuno ha mai visto lui e Khal Drogo nella stessa stanza? L’alcool rende spesso poliglotti, ma questo è un evidente salto di qualità.

Ciò detto, lo attendiamo alla prossima edizione delle Olimpiadi, magari nel curling. Perché no: col solito tasso alcolemico. E sì, chiaro: mentre urla frasi sconnesse in quella misteriosa lingua. Probabilmente non vincerebbe, ma è un’immagine che non voglio levarmi dalla mente.

Lyonel Baratheon – Voto 8.

A Knight of the Seven Kingdoms
Credits: HBO

Certo, certo: ha sempre uno screentime limitato. Ma gli bastano pochi istanti per ricordarci quanto la carezza di affetto materno possa essere decisiva sul campo di battaglia. Un interessante cambio di prospettiva: finora, l’unica variabile considerata era stata la carenza di affetto nei confronti delle madri degli altri.

Comunque, rivolgo un appello agli sceneggiatori di A Knight of the Seven Kingdoms: diamogli più spazio, nella prossima stagione. E soprattutto: facciamolo arrivare alla prossima stagione.

Se il materiale offerto da Martin è insufficiente per soddisfare la richiesta, offro alcuni suggerimenti.

  1. Una puntata filler in cui prende la patente con Dunk: l’ha già fatto Dragon Ball con Goku e Junior, perché non riprovarci?
  2. Una puntata filler in cui diventa uno straordinario atleta di salto con gli sci, volando per decine di metri: potrebbe sembrare un po’ troppo fantasy, ma a Milano-Cortina sto vedendo cose davvero incredibili.
  3. Sfida a curling con la buonanima di Ser Arlan, meglio ancora se alticci. Non vediamo l’ora di vedere la chiamata per una “linea buona”, oppure una “spazzata” epocale della Tempesta che Ride. Sennò ci sarebbe lo skeleton, ovvero: buttarsi in un ripidissimo cunicolo con uno slittino, a pancia in giù. Rischioso quanto il Giudizio dei Sette, se non di più…

… sto esagerando coi paragoni olimpici, vero? Dovrei fermarmi prima di citare pretestuosamente pure Arianna Fontana? Non avrei dovuto dedicare tanto spazio a un personaggio comparso sì e no per una decina di secondi? Sì, ci sta. Comunque, voto 8.

Il pettirosso testimone – Voto 3.

Io continuo a chiamare il suo ritorno, visto che lo faccio dal pilot: non succederà, ma non si sa mai. C’è ancora una puntata a disposizione per farlo.

Il re della quinta puntata di A Knight of the Seven Kingdoms: Baelor Targaryen – Voto 10.

Gus Fring
Credits: AMC

Tra le tante cose belle che potrei rivolgere all’Eddard Stark di A Knight of the Seven Kingdoms, un potenziale re talmente giusto da aver fatto una fine orribile, mi soffermerò solo sull’uscita di scena: non è da tutti morire tra atroci sofferenze con lo stesso aplomb di Gus Fring, ma lui è riuscito nell’impresa.

Rafe – Voto 8.

Manco il tempo di affezionarci a lei, e subito arriva una morte orribile: quante risate, in questa “versione spassosa e gentile di Game of Thrones”. Sognava di emigrare verso mete esotiche, ma poi ci siamo ricordati quanto possa essere infame questa saga.

Maekar Targaryen – Voto 2.

Medaglia d’oro olimpica nello sport prediletto dei Targaryen: il fratricidio. In alternativa, si accoppiano tra loro.

L’armoraro che somiglia a Vanja Milinkovic-Savic – Voto 8.

Vanja Milinkovic Savic
Credits: Ansa

Niente di particolare da segnalare, ma se fossimo in Dunk non chiederemmo il “reso” per l’armatura, né alcun rimborso per il danneggiamento prematuro: costruito con materiali di fortuna e venduto a prezzo da saldo, è una degnissima armatura da outlet.

Aerion Targaryen – Voto: 0.

Esce sconfitto dalla contesa pur avendo a disposizione una straordinaria squadra di calcetto, composta in gran parte da acclamati professionisti del settore. Sembrava una medaglia d’oro scontata, la sua, ma si sa: le Olimpiadi possono regalare grandi sorprese e ribaltare i pronostici…

… ah, non c’entravano niente manco stavolta? Avrei dovuto commentare la quinta puntata di A Knight of the Seven Kingdoms senza buttare continuamente l’occhio su sport invernali di cui ignoro le regole? Facciamo così: ci riprovo la settimana prossima, e sarà l’ultima puntata. Quindi arriverò carico, promesso. Ma occhio ai riferimenti sanremesi: finite le Olimpiadi, arriva il Festival.

Alla prossima settimana, cavalieri.

Alla prossima settimana, Patty Pravo.

Antonio Casu