Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla 1×01 di A Knight of the Seven Kingdoms.
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Toh, ma guarda un po’ chi si rivede. Mi ripresento per chi non avesse avuto la sventura di incontrarmi nelle mie precedenti disavventure. Mi chiamo Ser Tony il Cialtrone, scrivo cose e sono il gemello scemo di Antonio Casu: lui fa finta di essere quello bravo e parla più o meno seriamente delle serie, ed è particolarmente appassionato alla saga di Game of Thrones. Le sue recensioni tendono ad analizzare le puntate con un approccio piuttosto impegnativo, ricercando sottotesti e spunti di vario tipo: era già successo con Game of Thrones e con House of the Dragon, mentre ora sarà impegnato ogni lunedì con A Knight of the Seven Kingdoms. E poi ci sono io: lui dovrebbe occuparsi anche delle pagelle, ma visto che si stanca facilmente lascia a me il ruolo di contraltare ironico. A dirla tutta, una pessima idea: dopo tutti questi anni, però, non l’ha ancora capito.
Conclusa questa parentesi autoreferenziale, eccoci qui: A Knight of the Seven Kingdoms è appena sbarcata su HBO Max ed è il momento di dare i voti ai personaggi, oltre a consegnare dei premi che nessuno ha chiesto e di cui nessuno ha minimamente bisogno.
Con una premessa d’obbligo: mentre mio fratello ha cercato di restituire in chiave lirica l’olezzo romantico dei protagonisti della serie, io sarò molto più pragmatico e concentrerò l’attenzione sul fatto che puzzino e basta. Puzzano parecchio, a quanto pare. Più si sentono volare le mosche, più puzzano. Quello che ho capito dalla prima puntata è che Duncan è molto alto e ha molta fame, principalmente. Ma anche che il Metodo Montessori non va per la maggiore da quelle parti e che non vorrei mai dare un’occhiata alla cronologia di ricerche di Manfred Dondarrion. E poi ho capito che Dunk ha un problema con l’igiene intima, sì: il suo abito delle buone occasioni è lo stesso abito di prima con una timidissima passata d’acqua, e non escludo che la prossima pandemia di Westeros possa essere provocata da lui.
Detto tutto questo, possiamo procedere coi voti, i premi e tutto il resto: A Knight of the Seven Kingdoms è arrivata, e con essa sono tornate pure le pagelle.
A Knight of the Seven Kingdoms 1×01 – Le Pagelle

Dunk
In una delle primissime scene, sentiamo echeggiare le inconfondibili note di Game of Thrones: un attimo dopo, il montaggio stacca su Dunk intensamente impegnato a fertilizzare il terreno. Ora: molti fan hanno reagito più o meno così a uno dei finali più controversi di sempre, ma l’opinione rischia di essere un po’ troppo spregiudicata.
In ogni caso, ottimo esordio per il protagonista di A Knight of the Seven Kingdoms: prima dedica un elogio funebre al mentore senza avere idea di cosa debba dire, poi sbatte la testa ovunque perché è troppo alto. Perché sì, viene ripetuto continuamente: sappiamo per certo che Dunk sia molto alto e molto grosso, mentre qualcuno sostiene che a un certo punto abbia sbattuto la testa troppo forte. Ah, ha pure molta fame. Ah, ancora: puzza. L’ho già detto che puzza? Sì, anche se lui ce la mette tutta per essere un po’ più presentabile di così.
Nonostante si sia imbucato alla sua festa senza manco portare uno straccio di dessert, entra poi nelle grazie di Lyonel Baratheon, una sorta di versione cyberpunk di Tyrion Lannister. Arriva addirittura a indossare la sua corona al culmine del delirio alcolemico, e scusate se è poco: le sue skills nelle relazioni sociali sono limitate alle interazioni coi cavalli, ma in compenso riesce a farsi un amico molto prezioso. Risultato? Decide di scommettere tutto quello che ha (una spada e un tetto pieno di buone stelle), su un’impresa pressoché impossibile, e un attimo dopo assume un dipendente senza manco poterselo permettere. Dovremmo parlare pure dei suoi deliziosi outfit, ma questa magari ce la teniamo per i premi. Voto: PER IL TUO INTIMO C’È L’ACQUA (QUANDO VA BENE).
Egg
Diciamolo: ognuno di noi vorrebbe la sua self confidence quando si affronta un colloquio di lavoro. Ancora di più se il colloquio in realtà non esiste, il posto è vacante perché non è in alcun modo previsto e fa tutto da solo. Risultato? Riesce comunque a farsi assumere, anche se per uno stage non retribuito. Se mai dovesse servirvi uno scudiero tra una decina d’anni, fateci un pensierino: è anche un’ottima alternativa alla lavanderia a gettoni. E solo i Sette Dei sanno quanto ci sia bisogno di pulizia da quelle parti. Voto: EGG COME LAVA.
Il mentore di Dunk: Ser Arlan di Pennytree
Non è un grande fan del Metodo Montessori, e a quanto pare non è l’unico: il solo sistema educativo vigente sembra portare alla minaccia di botte ogni trenta parole circa. Ci mancherà, comunque: era letteralmente morto quando l’abbiamo visto per la prima volta, ma ci mancherà lo stesso. Voto: IL CAVALIERE ERRANTE.
Il buttadentro di Ashford
Ovvero: il responsabile delle candidature al torneo. I criteri per l’accesso sono piuttosto rigidi, ma lui un po’ meno: in nome del sano intrattenimento, sembra un po’ più malleabile del suo titolare, ma l’assenza della documentazione necessaria rischia di diventare un problema insormontabile. A un certo punto, riempie una disgustosa sputacchiera senza alcun motivo valido e… spoiler: ci sono parecchi sputi in questo pilot, ovunque. Perché sputano tutti in A Knight of the Seven Kingdoms? Ma quanta saliva producono? Ne riparleremo, forse. Voto: UN ALPACA! HO PRESO L’ULTIMO!
Lyonel Baratheon
Gli bastano una manciata di minuti per entrare nella mia personale top ten dei personaggi preferiti nella saga di Game of Thrones, e non potrà fare altro che crescere nelle prossime puntate. Anche solo per come balla e per il soprannome “La tempesta che ride”, obiettivamente pieno di carisma. Diventa amico di Dunk perché aveva capito che si chiamasse in realtà Drunk. Altro che Stannis, suvvia. Voto: BEVO E SO COSE.
Manfred Dondarrion
Oltre a essere un personaggio reperibile quanto l’impiegato più pigro del vostro comune di riferimento, temo abbia una cronologia di ricerche sul telefono che farebbe impallidire anche le persone più trasgressive di questo mondo. Nel dubbio, ci auguriamo di non conoscere mai le sue categorie di riferimento nelle notti in cui si sente troppo solo. Voto: REDHEAD… E POI LASCIAMO PERDERE.
Steffon Fossoway
Oltre a presentare un numero innaturale di “f” tra il nome e il cognome, in pochi minuti si rende fastidioso in un centinaio di modi diversi. Non vedevamo niente di simile dai tempi di Criston Cole. Voto: CI RISENTIAMO AL TOTOMORTO.
Il drago di pezza
Protagonista di uno spettacolo parodico, è l’unico drago che dovremmo vedere in A Knight of the Seven Kingdoms: tutto il budget, d’altronde, è finito per House of the Dragon. È fatto di pezza, ma riesce comunque a essere più temibile dei Demogorgoni nel finale di Stranger Things. Voto: HOUSE OF THE PUPPETS.
Il pettirosso testimone
Ser Duncan l’Alto incentra la sua tesi sulla testimonianza chiave del pettirosso. Il pettirosso, al momento, non conferma né smentisce. Attendiamo preziosi aggiornamenti nelle prossime puntate.
A Knight of the Seven Kingdoms Awards – I Premi del Cavallo

Come ben sa chi ci ha seguito nel corso delle pagelle di Game of Thrones e di House of the Dragon, siamo soliti dare dei terribili premi ai protagonisti della puntata. Rinnoviamo la tradizione con l’avvento di A Knight of the Seven Kingdoms: la puntata di oggi è gentilmente sponsorizzata dal Bagnodoccia Ashford, ideale per mandare via le impurità e garantirvi una pelle pulita quanto quella di un pupo in fasce. Il Bagnodoccia Ashford si presenta in tre straordinarie varietà: Muschio Bianco, composto al cento per cento da acqua, Aloe Vera, composta allo 0% da qualunque cosa non sia acqua, e l’imperdibile Shower Gel all’Olio di Canapa: in quest’ultimo caso potreste avere la sensazione che si tratti di sola acqua, e potreste avere ragione.
A Knight of the Seven Kingdoms – Ma come ti vesti Award
Premio dedicato ai peggiori outfit della prima puntata. Candidato il solo Dunk, protagonista con due mise niente male: la mise per tutti i giorni e quella delle grandi occasioni. La seconda è in realtà la stessa di prima, ma con una ripassata rapida di Detersivo Ashford. Vince, ovviamente, Dunk.
A Knight of the Seven Kingdoms – Gold Quotes Award
“Gli dei ti hanno reso alto: sii alto”. Gioco, set, match: Lyonel Baratheon è il candidato al Trono di Spade che vorremmo, pur non avendone bisogno.
A Knight of the Seven Kingdoms – È solo sonno arretrato Award
Premio dedicato al miglior morto della puntata. Candidati: il mentore di Dunk, morto realmente, e la prostituta che si finge morta per intrattenere Manfred Dondarrion. Senza voler approfondire i dettagli del gioco erotico in questione, premiamo chi è morto davvero, l’unico in una puntata della saga di Game of Thrones: sembra statisticamente impossibile, eppure è realmente così.
A Knight of the Seven Kingdoms – Jon Snow Award
Un grande classico delle nostre pagelle: il premio dedicato al cialtrone della puntata, assegnato in omaggio al quasi inarrivabile Jon Snow (e diciamo quasi solo perché ci siamo beccati due stagioni di Criston Cole). Candidati: Manfred Dondarrion, Steffon Fossoway e il tizio ubriaco che minaccia Dunk nella locanda senza nessun motivo. Vince il tizio ubriaco che minaccia Dunk nella locanda senza nessun motivo: con la speranza che non voglia minacciare pure noi per questo, gli faremo recapitare il premio tramite un drone.
A martedì prossimo, cavalieri erranti!







