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La straordinaria alchimia tra Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez in Only Murders in the Building

Attenzione: l’articolo contiene spoiler sulle due stagioni di Only Murders in the Building

Quante possibilità ci sono che nello stesso edificio nell’Upper West Side a due passi da Central Park ci siano ben due omicidi? Secondo Hulu, molte. La serie rivelazione Only Murders in the Building, nata a fine agosto dell’anno scorso, ha letteralmente conquistato il pubblico (qui potete trovare la nostra prima impressione sulle prime due puntate della seconda stagione). Non è per nulla facile costruire due stagioni avvincenti e coinvolgenti, tanto da ottenere una pioggia di recensioni positive dalla critica estera. Tuttavia, la serie creata da Steve Martin con lo sceneggiatore di Grace and Frankie, John Hoffman e disponibile su Star, ci è riuscita alla grande.

L’edificio ricco di segreti citato in precedenza, teatro di due morti violente, è l’Arconia. È qui che avviene l’incontro tra tre inquilini totalmente diversi per età ed estrazione sociale, ma accomunati dalla passione per il podcast True Crime. I personaggi in questione sono: Charles Haden Savage (Steve Martin) ex attore sul viale del tramonto, Oliver Putnam (Martin Short) ex regista di Hollywood impertinente e divertente ora provato dai debiti e Mable Mora (Selena Gomez) una giovane misteriosa che è chiamata molto presto a fare i conti con il suo passato. Tutto comincia con il primo cadavere, quello di Tim Kono, trovato morto nel suo appartamento. Sarà questo evento ad avvicinare i protagonisti, a permettere loro di trovare un equilibrio che li porti a collaborare per smentire la polizia, colpevole di aver archiviato il caso etichettandolo come suicidio. L’improbabile ma divertente trio, per scovare l’assassino, crea il podcast Only Murders in the Building che riscuote anche un discreto successo. Nel momento in cui sembra che si possa festeggiare ecco spuntare un altro cadavere, quello di Bunny. Ma questa è una storia che vi racconteremo più avanti …

Quindi, da cosa dipende il grandissimo successo della serie Only Murders in the Building?

Only murders in the building

Non solo dalla struttura del prodotto in sé che affonda le sue radici in uno schema piuttosto conosciuto delle dark comedy anni ’30, pensiamo a Indovina chi viene a cena, ma rivisitato in maniera nuova e brillante. La serie, infatti, si classifica ironica ed eccentrica. È un prodotto fresco che miscela drama, soap opera e commedia pura: i momenti di tensione, propri di produzioni crime, si alternano con grande naturalezza a quelli divertenti dati dalla sapiente esperienza dei due comici veterani Short e Martin. Only Murders in the Building è divertente perché ricca di battute d’effetto e il racconto, che prosegue senza intoppi dal primo momento, regala al pubblico una storia che lo tiene con il fiato sospeso anche grazie alla profonda alchimia tra i tre attori. Ed è proprio questo il nocciolo della questione: il feeling tra Martin Short, Steve Martin e Selena Gomez. I tre, profondamente diversi come i personaggi che interpretano, hanno trovato sin da subito il modo di compensarsi a vicenda, di trovare un equilibrio che permette loro di colmare, anche in maniera divertente, il gap generazionale e adattarsi gli uni al modo di comunicare degli altri. Steve Martin, in qualità di co creatore della serie, racconta che inizialmente l’idea sarebbe stata quella di arruolare protagonisti un po’ più datati. Idea poi accantonata quasi immediatamente, nel momento in cui ha cominciato a prendere forma il personaggio giovane, ma profondamente enigmatico, di Mable Mora.

Le interviste al trio

In una serie di interviste rivolte al trio, una domanda per Steve Martin è incentrata sul suo ruolo di ideatore prima che di attore, gli viene chiesto, ad esempio, se avesse già pensato a una serie che potesse durare nel tempo e adatta a essere replicata per più di un stagione. Il comico con nonchalance, afferma che non ci aveva pensato davvero sin dall’inizio e aggiunge: ”Avevo solo un’idea che pensavo sarebbe stata per attori diversi e più anziani. Prendi tre attori più anziani e ora c’è Selena che …” nemmeno il tempo di finire la frase che la Gomez entra a gamba tesa: ”È venuta a rovinare tutto”. Già dalle poche righe trascritte è chiaro come il trio si sia proprio trovato: il feeling che li lega permette loro di avere sempre la battuta pronta che non lascia cadere nel vuoto il discorso nemmeno durante un’intervista. A proposito del personaggio della giovane Mable, Hoffmann spiega che era stata disegnata proprio per fare da ponte tra il classico e il moderno. E che, avendo osservato Selena in altri lavori Disney, sapeva che sarebbe stata perfetta. Racconta che sono stati molto fortunati ad averla nel cast, non solo perché la ragazza, letto il copione si è innamorata della serie e ha deciso a tutti i costi di farne parte, ma anche perché in quel momento non aveva altri impegni che non le avrebbero permesso di far parte del team di podcaster in erba.

Poi arriva il turno di Gomez, col racconto della chiamata per la parte. Così l’attrice afferma che probabilmente si trattava di destino: di ritorno da una convention crime, dichiara di aver accettato non solo perché vera appassionata ma anche perché ”lavorare con Steve e Marty sarebbe un sogno”. Ma nemmeno in questo caso i due comici si fanno abbindolare e Short controbatte prontamente: Devo dire che la ragazza impara in fretta ed è una grande attrice perché ha fatto finta di sapere chi eravamo quando abbiamo iniziato a lavorare, ma in realtà ha dovuto cercarmi su Google per scoprirlo” dichiara ridendo Martin a Vanity Fair.

Ma tornando mediamente seri, l’intervistatore chiede a Selena com’è lavorare con il duo comico e se avesse qualche aneddoto divertente su di loro da confidare. Anche in questo caso la ragazza confessa di non avere nulla per cui prendere in giro i due colleghi più adulti, perché ha imparato e sta imparando molto da loro. Martin Short, ad esempio, le avrebbe insegnato a essere più sarcastica e incisiva. Volendo continuare a punzecchiare il trio, l’intervistatore prosegue chiedendo a Selena se le dispiaccia per il personaggio di Martin, Oliver Patman, solo, indebitato e in rapporti difficili con la sua famiglia. È in questa occasione che Gomez sfodera tutti gli insegnamenti di un fiero Martin Short: “Voglio dire, mi dispiace sempre per Marty”. Lui ribatte: “È questa la ragazza che ho istruito”! E per rimanere in tema di gag divertenti i tre raccontano brevemente degli sketch sul set e la ragazza definisce Short fastidioso perché avvicina la sua sedia alla loro facendo rumore mentre sono nella stanza speciale (dovuta al Covid) dalla quale osservano il montaggio.

Only Murders in the building

Non c’è un’intervista in cui i tre non si punzecchino o non si divertano a prendersi bonariamente in giro. Un’intesa naturale li rende sempre leggeri e complici: l’intervistatore, ad esempio, chiede chi siano stati i fan più inaspettati che si sono complimentati con loro per il successo dello show. Gomez dice che Meryl Streep le ha fatto le congratulazioni e Steve Martin racconta di essere stato riconosciuto da un ragazzo, nonostante avesse mascherina e occhiali, che gli ha detto di somigliare al suo personaggio, Charles Haden Savage. Ma arrivati al turno di Short, che viene colto alla sprovvista, la parte migliore: Steve Martin s’intromette nella conversazione e ribatte prontamente rivolgendosi all’amico: ”Penso di averti detto: sono sorpreso che tu sia così bravo”. Così Short, pronto a incassare il colpo risponde: “Sì, Steve è l’unico. Questa è la risposta”. I due non hanno ancora finito di animare la chiacchierata così, quando Steve Martin fa l’errore di definire se stesso e Martin Short ”ufficialmente vecchi” il collega, tutt’altro che concorde, lo interrompe dicendogli di essere ”senza età”.

Only Murders in the Building è lo specchio dei suoi protagonisti

A dimostrazione di quanto l’intesa e l’affetto tra gli attori sia forte, non solo dobbiamo sottolineare di come Steve Martin si sia profondamente rammaricato per la mancata candidatura di Selena Gomez agli Emmy (nomination come Migliore attore protagonista in una serie comica arrivata sia per lui che per il collega), dichiarando a Variety[…] siamo anche un po’ delusi che Selena non sia stata candidata, perché è un elemento fondamentale del trio, dello show. In qualche modo ci tiene in equilibrio. Infatti potreste dire che siamo stati nominati per via del suo equilibrio nella serie”. E, soprattutto, non possiamo chiudere senza citare ancora una volta Hoffman. Il suo pensiero racchiude l’essenza di questo articolo: Il nostro trio è il cuore di tutto e la ragione del successo di questo spettacolo. Hanno fatto accadere tutto questo insieme, loro tre, con Selena che ne è stata una parte essenziale. Anche tutte le nomination sono sue. […] Nella seconda stagione vedrete più della straordinaria attrice e di come il nostro trio brilli ancora più di prima. Non siamo timidi nell’entrare in temi profondi, porre domande più grandi e far lavorare i nostri personaggi su cose più grandi che si spera si connettano in modo emotivo per il pubblico, con la speranza di poterlo anche far ridere. […] Al centro dello spettacolo abbiamo una famiglia di persone che si è unita e che sta imparando a fidarsi l’uno dell’altra, sta attraversando cose importanti insieme. Scaviamo sotto tutto per trovare l’amore nei luoghi più inaspettati”.

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