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Una mamma per amica (in originale Gilmore Girls) è una serie televisiva statunitense, ideata da Amy Sherman-Palladino, trasmessa tra il 2000 e il 2007. Ambientata nell’immaginaria cittadina di Stars Hollow (Connecticut), racconta le vicende di Lorelai (Lauren Graham) e Rory Gilmore (Alexis Bledel), madre e figlia unite da un legame molto profondo. Qui 10 motivi per cui abbiamo amato (e continueremo ad amare) questa serie tv. La serie è stata un cult (e non ci dobbiamo vergognare a dirlo) e continua a conquistare vecchi e nuovi spettatori.
Andata in onda sul canale The WB e poi The CW, la serie ha ritrovato una nuova popolarità grazie alle piattaforme streaming, tant’è che Netflix ha realizzato il revival Una mamma per amica – Di nuovo insieme.
Recentemente la protagonista Graham ha parlato di una questione che è stata parte anche del dibattito nei mesi del 2023 in cui gli attori di Hollywood hanno scioperato: i “residuals”, cioè le percentuali sui guadagni che i servizi di video in streaming devono (o, meglio, dovrebbero) corrispondere a chi detiene i diritti creativi dei contenuti sulle piattaforme, e quindi anche agli attori che prestano la loro immagine.
Lauren Graham parla di Una mamma per amica su Netflix: nessun compenso residuale ma tanti nuovi fan che la fermano spesso
Come riporta Variety, Lauren Graham è stata ospite del Jimmy Kimmel Live e ha spiegato che non guadagna praticamente nulla dalle visualizzazioni di Una mamma per amica su Netflix. Dice:
“Non ci sono compensi [residuals] da Netflix. Ma sono stata pagata in amore”.
L’arrivo sulle piattaforme ha incrementato il numero di spettatori della serie, come ricorda Graham:
“Abbiamo sicuramente raggiunto un pubblico molto più vasto rispetto a quello che avevamo su The WB. Ora la serie è arrivata a persone più giovani, persone più anziane, uomini costretti a guardarla probabilmente da figli o da mogli. Vengo fermata spesso. Mi sorprende ogni volta. Non so perché”.
Ma questa nuova visibilità di Una mamma per amica, dunque, non si traduce in un guadagno economico per lei (e possiamo ipotizzare nemmeno per gli altri attori della serie).
Durante gli scioperi del 2023 del sindacato SAG-AFTRA e di quello WGA, tra le varie richieste i sindacati si sono appunto impegnati per ottenere bonus legati alla visibilità dei programmi. L’accordo raggiunto con l’Alliance of Motion Picture and Television Producers (AMPTP) prevede ora un bonus del 75% per gli attori delle serie streaming più viste, mentre un altro 25% va al Success Bonus Distribution Fund, un nuovo istituto incaricato di ridistribuire i fondi tra gli attori di altre serie. Noi vi lasciamo con un ricordo di come finisce la serie.
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