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The Handmaid’s Tale: Bruce Miller rilascia alcune anticipazioni sulla sesta stagione

The Handmaid’ Tale, uno dei migliori show Hulu dal sorprendente simbolismo che in Italia viene diffuso su Timvision, sta in questi mesi conquistando il pubblico con la sua quinta stagione, di cui si attende l’episodio conclusivo, intonato “Safe“, che verrà rilasciato il 9 novembre negli Usa e il giorno successivo in Italia. Prima ancora di concludere la stagione, però, Hulu ha ufficializzato la produzione di The Handmaid’s Tale 6, che sarà anche il capitolo conclusivo dello show.

Per avere una data d’uscita ufficiale dovremo ancora attendere un po’, ma pare che nel frattempo Bruce Miller si stia dando già da fare per scrivere la stagione finale. Il produttore sembra avere le idee molto chiare su quello che sarà il futuro di June Osborne, protagonista dello show interpretata da Elizabeth Moss, e ha deciso di condividere alcune informazioni con i fan.

Intervistato per Deadline, Miller ha rilasciato alcune anticipazioni su The Handmaid’s Tale 6, concentrandosi in particolare sul futuro di Nick e June.

the handmaid's tale
Attenzione: non proseguite nella lettura se non volete imbattervi in spoiler sulla quinta stagione dello show.

Rispondendo alle domande di Deadline sui nuovi episodi, il creatore Bruce Miller ha commentato gli eventi della quinta stagione e la sua visione del rapporto tra Nick e June:

Penso che la quinta stagione sia la più romantica per Nick e June. Adoro il fatto che passino la stagione a dire che non possono stare insieme. Speravo di mostrare quanto lei sia legata a queste persone, un legame impossibile da sciogliere. E se da un lato non riesce a dimenticare Fred, dall’altro rompe con Nick tipo 70 volte. Non riesce a lasciarselo alle spalle. […] Penso che lui sia un romantico a livello patologico e pericoloso, e questo è il suo problema. Ama sinceramente June, e questa cosa causerà molti problemi. Qualsiasi emozione genuina che ci guida, se non è istinto di sopravvivenza (che il più delle volte ha guidato lui e June), è una distrazione. Penso che lui abbia bisogno di avere questa parvenza di vita emotiva in modo che le persone possano prenderlo sul serio e non si metta nei guai. Ma è incapace di farlo, perché se non sta zitto è perché sta dicendo la verità. So la direzione che stiamo dando alla storia di Nick, ed è proprio quella che pensate anche voi. È proprio la persona che pensiamo che sia. E anche se lui cerca di non esserlo, la cosa lo rende estremamente spiacevole, come si comporta con Rose, o sarà un totale fallimento e finirà per non riuscire a fermarsi prima di prendere a pugni Lawrence. Penso che la cosa positiva sia che segue il suo cuore, ma è anche la cosa negativa.

Nel parlare della quinta stagione, poi, il creatore si è soffermato sul capitolo finale, ricordando anche che alla conclusione di Handmaid’s Tale seguirà la produzione del sequel, I Testamenti, già commissionato da Hulu, che narrerà gli eventi collocati circa 15 anni dopo Il racconto dell’ancella e si baserà sull’omonimo romanzo di Margaret Atwood.

Proprio in rapporto a questo spin-off, Miller ha voluto precisare il modo in cui la nuova serie influirà nella costruzione della sesta stagione e nella conclusione del racconto delle vicende di June.

Sto lavorando a I testamenti proprio mentre lavoro alla sesta stagione di The Handmaid’s Tale. È fantastico poter lavorare su un altro libro. Penso che il pubblico che guarda la serie tv sappia che non seguiamo il romanzo alla lettera: I testamenti è un sequel di questa serie. Quindi non necessariamente gireremo pensando al romanzo de I testamenti, ma la direzione è quella. Io e Margaret Atwood abbiamo discusso molto del personaggio di June. Aveva visto anche alcune puntate della serie prima di scrivere I testamenti. Penso che i personaggi siano molto simili, e sicuramente sarà tutto in linea con I testamenti. Ma per quanto riguarda June, non sento di essere costretto a concludere la sua vicenda nel modo in cui si conclude nel romanzo I testamenti. Voglio seguire la storia e assicurarmi che abbia senso. Ciò che dobbiamo ricordarci tutti è che la voce fuori campo è quella di june, è la sua storia. Non si chiama Gilead: si chiama Il racconto dell’ancella. Ho pensato a questa serie come a una memoria di parte della vita di June, non la parte in cui lei si è considerata un’ancella. Penso che alla fine, proprio come prima dell’inizio della serie, avessero delle vite. Andrà avanti e proseguirà con la sua vita, e noi non la vedremo. Ovviamente ci interessa sapere cosa le succederà, perché è stato un racconto molto intimo, ma non sarà più la sua storia.

Seppur infatti, I Testamenti consentiranno ai fan di rimanere ancora per un po’ nel mondo di The Handmaid’s Tale, la storia raccontata nel romanzo sequel del 2019 si concentrerà sui personaggi secondari della serie madre, lasciandosi alle spalle le vicende di June e rendendo quindi necessario un finale degno per la donna alla conclusione della sesta stagione.