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The Crown – Gillian Anderson poco diplomatica: “Potevamo raccontare molto di peggio sui Reali”

The Crown 4 non è solo stata un’altra stagione di successo per Netflix (ecco qui la nostra recensione), è stata anche la stagione più “chiacchierata” tra le pareti di Buckingham Palace.
Sono state tante le parole che hanno puntato il dito verso gli autori di The Crown: questa stagione non è stata accettata dai regnanti inglesi tanto da concretizzare la richiesta a Netflix di inserire un disclaimer all’inizio di ogni episodio di The Crown specificando che la serie sia romanzata e leggere le dichiarazioni di alcuni amici dei Reali che si dicono scioccati da quanto mostrato.
Dopo il rifiuto categorico del sito streaming di inserire il disclaimer e l’intervista di Helena Bonham Carter (che ha partecipato a The Crown 4) in cui specifica quanto sia ovvio che ci sia differenza tra produrre un documentario e una serie televisiva definendo The Crown come “la drammatizzazione di eventi reali”, ora è arrivato il momento di parlare anche per Gillian Anderson.
Gillian Anderson (che in The Crown interpreta il Primo ministro del Regno Unito di quel periodo Margaret Thatcher), durante un’intervista per il sito InStyle, non si preoccupa di essere troppo diplomatica nello schierarsi dalla parte di Netflix in questa diatriba con la famiglia reale.

Forse rinvigorita dalla recente nomination ai Golden Globe proprio per il suo ruolo in The Crown, l’attrice decide di sostenere l’autore Peter Morgan nelle scelte prese, nonostante sia di fatto da poco diventato il suo “ex” compagno.
Durante l’intervista infatti la Anderson descrive Morgan quasi come “clemente” nel racconto dei fatti che si sarebbero potuti mostrare. Ecco quanto dichiara:

“È così ovvio che stiamo facendo uno show televisivo e che questi sono personaggi basati su persone della vita reale. Per quanto mi riguarda è solo una drammatizzazione funzionale al racconto. Ma capisco che ci siano molte persone coinvolte. Ci sono molte cose su cui si sarebbe potuto scrivere – ma sono state escluse – che sono molto peggio di quello che è finito nello show. C’è stata molta edulcorazione in alcuni aspetti in cui non avrebbe dovuto esserci.”

Dalle parole di Gillian Anderson alcuni passaggi della storia realmente accaduti sono addirittura stati “edulcorati” e si sarebbero potute raccontare “cose che sono molto peggio” di quello che invece abbiamo visto e che invece sono state escluse.
L’attrice non ha peli sulla lingua nel comunicare al mondo la sua posizione nei confronti dei segreti della famiglia reale.

La quarta stagione di The Crown si è concentrata nel raccontare il rapporto tra le due donne più importanti del Regno Unito, la Regina Elisabetta e Margaret Thatcher, e contemporaneamente la relazione tormentata tra Carlo e Diana.
Alcuni passaggi e alcuni rapporti sono stati raccontati con tale intensità da trasmettere tutto il dolore e la drammaticità che la famiglia reale viveva durante quegli anni, soprattutto per quanto riguarda la storia della compianta Lady Diana e del Principe Carlo.
Ma anche la fredda corazza che la Regina Elisabetta ha sempre mostrato al mondo non è passata inosservata al pubblico.

La famiglia reale inglese non ha accettato il modo in cui Peter Morgan ha deciso di raccontarli al pubblico, ma il cast ha dimostrato di appoggiarlo completamente.
Non si saprà mai quali siano state “le cose che sono state escluse” di cui è a conoscenza Gillian Anderson, ma se a suo dire “potevano essere molto peggio” non possiamo immaginare come avrebbe reagito Buckingham Palace nel caso in cui fossero state presenti negli episodi di The Crown!

In tutta questa situazione solo una cosa è certa: con il successo ottenuto da questi ultimi 10 episodi e il coinvolgimento che si è creato tra i fan in attesa della prossima stagione, Netflix è ufficialmente il vincitore in questa polemica (costringendo la famiglia reale ad arrendersi) che si è scagliata su The Crown.

Written by Francesca Bulgarini

Mi piace viaggiare e scoprire il mondo, sono curiosa da sempre e conoscere persone e culture diverse mi affascina. Spulcio qualsiasi informazione arricchisca la mia memoria.
Vivo in un mondo quadrato e faccio un lavoro preciso.
Film e serie tv sono sempre state indispensabili per poter “viaggiare” ovunque e colorare fuori dalle linee della realtà passando direttamente, in un attimo, all’immaginazione.

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