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Squid Game 2: perché Gi-Hun si è tinto i capelli? Spunta sul web la brutta teoria

Squid Game
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In pochissimo tempo, Squid Game è diventata un fenomeno di massa (una manovra del web che ha sorpreso tutti, tanto da diventare un inaspettato inconveniente che ha mandato in causa Netflix) che ha coinvolto per ritmo narrativo, avanguardia e buona caratterizzazione dei personaggi. Tra i più amati c’è sicuramente il protagonista Gi-Hun (interpretato egregiamente dall’attore sudcoreano Lee Jung-jae), le cui scelte sul finale hanno dato adito a mille teorie che collegherebbero a una presunta, e sempre più probabile, Squid Game 2 (qui le parole degli autori in merito al probabile rinnovo).

É facile adottare il tema delle “scelte” parlando di un’opera come Squid Game, la cui morale più pregna di significato risiede proprio nel concetto di libero arbitrio, e viene da sé che anche le decisioni apparentemente più banali dei personaggi nella serie possano nascondere un significato nascosto. In questo caso, il senso nascosto individuato dai fan sarebbe collegato alla scelta di Gi-Hun di tingersi i capelli di rosso nel finale della serie.

A quanto pare, tale gesto sarebbe collegato a sua volta a una scelta futura, e quindi alla presunta trama di Squid Game 2.

Certo, i più ottimisti hanno colto l’occasione per illustrare il significato allegorico più positivo, ossia la rappresentazione dell’energia maschile che il rosso vanta nella cultura coreana, che starebbe quindi a figurare la sublimazione del cambio di vita del protagonista, e del controllo che egli ha finalmente assunto su se stesso.

Ma qual è la teoria più brutta che è stata elaborata e che si ricollegherebbe a Squid Game 2?
Secondo molti fan, il gesto di Gi-Hun si tradurrebbe nella volontà di tornare agli Squid Game ma come parte dell’organizzazione, quindi come guardia, questo per via dell’associazione del rosso dei capelli a quello del rosso delle tute.

Che sia per sabotare l’organizzazione o per unirsi alla stessa, è un elemento che solo Squid Game 2 potrà svelare. Perché se è vero che nel finale Gi-Hun ci è sembrato determinato a operare contro i VIP e il loro gioco, è anche vero che la serie ci ha già abituati a rapidi e sorprendenti capovolgimenti emotivi.

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Scritto da Vincenzo Bellopede

Vincenzo, studente di psicologia.
Cresciuto a pane e Sartre, accompagnando con sbornie da prelibato nettare di Lynch.
Come disse il primo, gli oggetti sono cose che non dovrebbero commuovere in quanto non vive. Eppure lo fanno.
Se anche le parole riescono in questo, l'obiettivo di chi scrive è stato orgogliosamente raggiunto.

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