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Netflix semplifica e ripete la trama per il pubblico distratto? La piattaforma nega: «Non so da dove venga questa idea»

Matt Damon nel film The Rip di Netflix
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Tra i temi più caldi degli ultimi anni, quando si parla di film e televisione, è l’attenzione di un pubblico adesso abituato a reel che durano non più di sessanta secondi. L’attenzione del pubblico nei confronti di un film, o una Serie tv, può essere influenzata da ciò che oramai è diventata parte integrante della nostra esistenza? Contenuti smart che in pochissimo tempo ti dicono tutto quello che vuoi sapere. Una domanda su cui ci siamo interrogati anche noi in questo approfondimento. E di cui ha parlato anche Matt Damon dopo aver collaborato con Netflix per il film The Rip.

Da quando l’attore ha parlato apertamente della questione, la tematica è stata messa al centro in modo definitivo sortendo diverse reazioni. Anche noi l’abbiamo fatto in un articolo in cui abbiamo analizzato le cause e le conseguenze del fenomeno. Damon non si è infatti nascosto dietro a un dito, raccontando la sua esperienza senza mezzi termini al Joe Rogan Experience. Qui di seguito le sue parole:


«Abbiamo imparato che il modo tradizionale di costruire un film d’azione prevede di solito tre grandi scene: una nel primo atto, una nel secondo e una nel terzo”, spiega Matt Damon. “La maggior parte del budget viene investita in quella del terzo atto, perché è il finale. Ora invece ti chiedono: ‘Possiamo farne una enorme nei primi cinque minuti? Vogliamo che la gente resti incollata’. E non sarebbe male se ripetessi la trama tre o quattro volte nei dialoghi, perché la gente guarda il film mentre è al telefono

Una dichiarazione di cui si è parlato parecchio e su cui anche Conan O’BrienSterling K. Brown avevano ironizzato agli Oscar. E puntuale, è arrivata anche la reazione da parte di Netflix

Come riporta il The Hollywood Reporter, la reazione da martedì Netflix non si è fatta attendere. A cominciare da quella del responsabile dei film Dan Lin: «Non esiste un principio del genere. Se guardate i nostri film o le nostre serie, non ripetiamo la trama. Non so da dove venga questa idea. Noi siamo concentrati a fare grandi film

A fargli da eco anche Bela Bajaria, Chief Content Officer: «È offensivo pensare che potremmo dare una nota del genere e che i registi la accetterebbero.» A chiudere anche Jinny Howe, responsabile delle serie scripted per Stati Uniti e Canada: «Sappiamo quanto gli spettatori siano attenti e intelligenti. Notano tutto. Vogliamo offrire i migliori strumenti a chi li desidera. Alcuni non li vogliono, e non devono usarli

La difesa da parte di Netflix non ha tardato ad arrivare, ma le polemiche molto probabilmente non finiranno qui e così facilmente. Questo è un tema caldo che riguarda la piattaforma tanto quanto il pubblico, e di riflessioni ce ne sono parecchie.

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