Vai al contenuto
Home » News

Hanno Ucciso l’Uomo Ragno, Cecchetto su Max Pezzali: «Max non è un campione di riconoscenza»

Dopo le innumerevoli lodi, arrivano per Hanno Ucciso L’Uomo Ragno anche le prime polemiche. Queste riguardano Claudio Cecchetto e Max Pezzali

Ogni giorno proviamo a raccontare le serie TV con la stessa cura e passione che ci hanno fatto nascere. Se sei qui, probabilmente condividi la stessa passione anche tu. E se quello che facciamo è diventato parte delle tue giornate, allora Discover è un modo per farci sentire il tuo supporto.

Con il tuo abbonamento ci aiuti a rimanere indipendenti, liberi di scegliere cosa raccontare e come farlo. In cambio ricevi consigli personalizzati e contenuti che trovi solo qui, tutto senza pubblicità e su una sola pagina. Grazie: il tuo supporto fa davvero la differenza.

➡️ Scopri Hall of Series Discover

In una recente intervista rilasciata a Radio Radio, Claudio Cecchetto, figura storica del panorama musicale italiano e personaggio presente anche in Hanno Ucciso L’Uomo Ragno, ha aperto il suo cuore su temi profondi come la riconoscenza e i rapporti professionali nel mondo dello spettacolo. Le sue parole, cariche di significato e velata amarezza, hanno gettato nuova luce su dinamiche spesso sottaciute dell’industria musicale. E soprattutto, hanno alzato le prime vere critiche legate al racconto televisivo della storia degli 883 e, in particolare, a Max Pezzali in persona, interpretato nella serie da Elia Nuzzolo.

La riconoscenza non è dovuta, ma è sinonimo di intelligenza: più una persona è intelligente, più è riconoscente“, ha dichiarato Cecchetto, formulando una riflessione che va ben oltre il semplice rapporto professionale. Questa affermazione, apparentemente generale, nasconde un riferimento non troppo velato alla sua esperienza con Max Pezzali, artista che lui stesso ha scoperto e lanciato nel firmamento della musica italiana, come vediamo nella serie Sky Italia intitolata Hanno Ucciso L’Uomo Ragno.

Le parole rivolte direttamente a Max Pezzali

Quando il discorso si è spostato specificamente su Pezzali, Cecchetto ha mantenuto un tono misurato ma eloquente: “Preferirei parlare di cose belle. Non è un campione di riconoscenza, tutto qua.” La sua diplomatica reticenza non ha impedito di percepire il peso di una delusione professionale e personale. Per il talent scout, la riconoscenza rappresenta non un atto di sottomissione, ma un segno di maturità artistica e umana, “perché non sminuisce, anzi esalta, e mostra che oltre all’artista c’è anche una persona autentica“.

In contrasto con questa nota dolente legata a Pezzali e ad Hanno Ucciso L’Uomo Ragno, Cecchetto ha poi illuminato il discorso parlando dei rapporti floridi e duraturi costruiti con altri artisti del calibro di Jovanotti, Gerry Scotti e Fiorello. “Con alcuni riesci a costruire un rapporto più facilmente, ti diverti anche tu“, ha confidato, descrivendo legami che hanno superato la semplice dimensione professionale per evolversi in autentici rapporti quasi familiari.

Da parte sua, Max Pezzali ha scelto la via del silenzio, non commentando pubblicamente la rottura con il suo ex mentore. Un atteggiamento che il pubblico ha interpretato come segno di quella signorilità che da sempre contraddistingue l’artista pavese, il quale continua il suo percorso di successi tra album e concerti sold out. Insomma, tra polemiche e grandi rivelazioni (qui Max Pezzali ha spiegato la vera motivazione per cui si sono sciolti gli 883), Hanno Ucciso L’Uomo Ragno continua a far parlare di sé. Intanto, noi vi lasciamo con un riepilogo di cosa è vero e cosa è romanzato nella serie.

📚 1000 Serie TV in 10 Parole

Il nostro nuovo libro che racconta 1000 serie in sole 10 parole, senza spoiler. Un viaggio tra classici, cult e piccole gemme da scoprire o riscoprire.

Se anche tu non vedi l’ora di continuare le vicende degli 883, ti lasciamo con tutte le info raccolte finora: trama, cast e data della seconda stagione della serie Sky