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Genius: Picasso – Antonio Banderas ci racconta il suo Picasso

È da quando è stato annunciato che la seconda stagione di Genius avrebbe raccontato la vita di Picasso e avrebbe avuto come protagonista Antonio Banderas che non vediamo l’ora di vedere i nuovi episodi. L’attesa per fortuna sta per terminare e infatti il prossimo 10 maggio andranno in onda su National Geographic Channel le nuove puntate (scopri qui le Serie Tv più attese di questa primavera).

Nel frattempo scopriamo qualcosa di più su Genius: Picasso, leggendo cosa Banderas ha rivelato nelle interviste che ha rilasciato in questo periodo.

Intervistato a Los Angeles da Repubblica Antonio Banderas ha espresso la sua grande passione per questo genio dell’arte.

Sono nato a due isolati da dove è nato Picasso, a Malaga, quando mia mamma mi portava a scuola vedevo l’insegna sulla sua casa. All’epoca vivevamo sotto la dittatura fascista e non avevamo molti eroi, quindi è diventato una grande figura per me.

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Antonio Banderas ha inoltre confessato di amare molto i suoi quadri, ma di apprezzare soprattutto il fatto che sia stato un artista che si è assunto la responsabilità di trasgredire qualsiasi regola.

Picasso dipingeva come Velasquez quando aveva 16 anni: come puoi migliorare ancora? L’avvento della fotografia lo aveva gettato nello sconforto, pensava che fosse la fine per i pittori. Poi capì che quel che doveva dipingere era l’inconscio, i sogni, quello che non vedi, le altre dimensioni della vita. Poi venne la fase cubista, poi il ritorno al neoclassicismo poi il periodo blu. E nessuno voleva comprare quei dipinti perché dicevano che erano molto tristi. Dipingi cose più felici, gli dicevano, e dopo due anni è arrivato il periodo rosa, e poi Parigi e il resto della vita. Quei diversi stili riflettono un costante cambiamento intimo. È sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo.

Ha inoltre rivelato che questo ruolo gli era stato offerto già molte volte, ma che lo aveva sempre rifiutato fino a quando non ha ricevuto l’offerta di Ron Howard.

Molti dicono che questo è un personaggio che ho sempre voluto recitare, ma è vero il contrario, sono sempre fuggito da Picasso, per anni. Solo quando Carlos Saura mi chiamò per fare il film 33 giorni, il periodo che ci è voluto per dipingere Guernica, cominciai a considerare la cosa. Ma poi il film è finito in una serie di casini finanziari, bancarotta, problemi con un vecchio copione che non mi piaceva. Proprio in quei giorni mi ha chiamato Ron Howard per parlarmi di uno progetto tv per il National Geographic. Solo due settimane prima avevo finito la prima stagione di Genius su Einstein e mi era piaciuta tantissimo. Questa volta non ho rifiutato. Per giunta con la garanzia di National Geographic.

Ha inoltre confessato quanto sia stato difficile interpretare questo grande genio che, a differenza di Dalì che era sempre di fronte alla stampa, era invece una personalità molto più misteriosa. Difatti Picasso ha rilasciato durante la sua vita poche interviste televisive e non ha mai alcun interesse a smentire quanto si diceva su di lui. A tal proposito Banderas ha raccontato:

Era già famoso quando non sottoscrisse una lettera per la liberazione di Max Jacob, il poeta, rinchiuso dai nazisti in un campo di concentramento. La spiegazione che aveva dato a Jean Cocteau era stata che non poteva firmare una lettera perché i nazisti lo odiavano, quindi la sua firma si sarebbe ritorta contro lo stesso Jacob. Le azioni di Picasso vanno sempre inquadrate in un contesto.

La Serie Tv ci farà conoscere ovviamente il genio, ma come ha già fatto l’anno scorso con Einstein (leggi qui il nostro commento alla prima fantastica stagione di questa Serie Tv) non si esimerà dal mettere in evidenza i difetti del pittore.
A tal proposito Banderas ha detto:

Con Picasso ho sperimentato il fatto che il genio può anche produrre molti danni. I geni sono esseri umani come noi e fanno un sacco di sbagli. Dal ritratto che vedrete in tv emerge sì un artista incredibile ma anche egoista, arrogante. Abbiamo affrontato tutti questi elementi per creare un personaggio complesso, che faccia riflettere su cosa sia un genio. Si parla di arte, ma anche di rapporti interpersonali, del suo atteggiamento con gli amici, le donne, la politica. Tutto per cercare di capire chi fosse quel genio di Picasso.

Intervistato da TvLine Antonio Banderas ci ha anticipato qualche altro dettaglio sulla Serie Tv. Ha spiegato che anche in questa stagione la narrazione si snoderà su più archi temporali. Vedremo il giovane Picasso mentre muove i suoi primi passi nel mondo della pittura, ma la Serie Tv si soffermerà soprattutto sugli ultimi anni del celebre artista. Il giovane pittore sarà interpretato da Alex Rich, mentre Banderas sarà il pittore durante l’età matura.

Abbiamo fatto tanti salti da un periodo all’altro. Siamo passati dagli anni ’30 agli anni ’70, dagli anni ’70 agli anni ’40, dagli anni ’40 agli anni ’60. È come un grande puzzle e questo vuol dire che io e Alex siamo stati insieme molte volte in studio, quindi abbiamo avuto l’opportunità di parlare. Abbiamo deciso di realizzare certi manierismi e di copiarci l’un l’altro soprattutto nel modo di toccare i capelli, nel modo di camminare e in altre cose del genere. Alex ha anche imparato a copiare il mio accento.

Ovviamente verrà dedicato molta importanza ai 33 giorni che servirono per dipingere uno dei quadri più famosi di questo artista, Guernica. Ed è proprio su questo quadro che Banderas ci ha rivelato un aneddoto:

È divertente perché gli chiedevano, parlando del dipinto Guernica, gli chiedevano quale fosse il significato del toro? Quale quello del cavallo? Quale fosse il significato del soldato? E lui rispondeva che il toro era un toro, il cavallo un cavallo e il soldato che giaceva laggiù era un semplice soldato. Abbiamo la tendenza a reinterpretare non solo i suoi pezzi d’arte, ma anche la sua personalità e ciò che era.

Noi non vediamo l’ora di vedere Antonio Banderas nei panni del celebre Pablo Picasso nella nuova stagione di quella che è stata la Serie Tv rivelazione del 2017.

Leggi anche – Genius con Geoffrey Rush ci porta nella vita di Albert Einstein

Scritto da Marilisa Di Maio

Classe 95, laureata in "Lettere Classiche". Adoro le serie comedy e i dramma che ti strappano il cuore, senza alcuna via di mezzo. Il mio sogno sarebbe quello di avere la motivazione e l'ottimismo di Leslie Knope, ma mi sveglio ogni mattina con la stessa voglia di vivere di April Ludgate...

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