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Nell’aprile di quest’anno il colosso dello streaming mondiale Netflix ha fatto debuttare tra le sue proposte originali la Serie Tv ispirata dall’omonimo film uscito nelle sale cinematografiche nel 2014, creato e diretto da Justin Simien, ovvero Dear White People. L’autore del progetto ha deciso di rispondere ad alcune domande sulla seconda stagione, durante un’intervista rilasciata a EW.
Simien ha confessato di essere orgoglioso del lavoro riuscito con la Serie Tv e che è stato incredibile poter vedere volta per volta le reazioni dei telespettatori, facilitate anche dalla caratteristica che rende unica Netflix, ovvero quella di mandare in onda tutti in una volta gli episodi e non con una cadenza settimanale. Il suo obiettivo primario era di portare sullo schermo le storie di persone, conosciute durante il tour avvenuto nelle varie università americane durante la promozione del film nel 2014, che cercano di farsi strada in un mondo dove non sempre vince la meritocrazia.
Ma quali idee spera di poter portare ed espandere nella seconda stagione? La risposta da parte dell’autore non è tardata ad arrivare; il concetto che ha espresso Simien è che, purtroppo, stiamo vivendo un’epoca di grande disinformazione, non solo per quanto riguarda le famigerate “fake news” di cui tutto il mondo è vittima, ma soprattutto per quanto riguarda la storia americana.
Il motivo per cui non possiamo parlare veramente del razzismo e la ragione per cui una persona nera non può dire qualcosa di simile a “supremazia bianca” senza che qualcuno la prenda personalmente è perché nessuno di noi ha veramente la stessa comprensione di base della storia americana e di come siamo arrivati qui. […] Quando era esattamente grande l’America e per chi?
Alla domanda se fosse intenzionale avere personaggi nella Serie Tv con idee rivoluzionarie ma allo stesso tempo radicali – come Samantha e Reggie – , studiare però in un’università considerata Ivy League, Simien ha affermato che sì, la sua è stata una decisione premeditata, soprattutto perché porta a cercare delle risposte a quelle domande che in molti si pongono. Secondo il suo punto di vista, l’uguaglianza si è riuscita a conquistare, ma se si va più in profondità ci si accorge che, invece, ci sono ancora delle grosse disparità.
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