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Dawson’s Creek – Il doppiatore di Dawson: «Lo odiavo, era un grande sfigato. Volevo fare Pacey»

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Dawson’s Creek è tornata in auge dopo circa 9 anni da quando l’ultima puntata è andata in onda in Italia. Questo grazie a Netflix che ha reso disponibili le sei stagioni sulla piattaforma streaming. Dawson’s Creek, la serie cult che ci fa tornare adolescenti e rivivere uno dei triangoli amorosi più discussi delle serie tv, è tornata però mancante di un pezzo. La famosa sigla, il bellissimo ANUWANUWEI che tutti cantavamo ad inizio di ogni puntata non è stata resa disponibile dall’azienda colosso dello streaming (qui vi spieghiamo perchè).

Torna così a far parlare di se Dawson’s Creek entrando già nella Top Ten delle serie più viste su Netflix. Per l’occasione Radio Deejay ha intervistato Francesco Pezzulli, il simpatico doppiatore italiano del protagonista (tanto amato, ma anche odiato e deriso) Dawson Leery, interpretato dall’attore James Van Der Beek. Egli ricorda allegramente in compagnia dello speaker Gianluca Gazzoli che ai tempi in cui lavorava al progetto aveva già compiuto 25 anni e ammette di aver vissuto quell’esperienza “con grande conflitto”.

La verità è che il personaggio a cui prestava la voce in Dawson’s Creek non gli piaceva neanche un po’.

Ha infatti raccontato agli ascoltatori: “io odiavo Dawson, per me era un grande sfigato, e invece avrei sempre voluto fare Pacey. Tutta la vita! Dai, uno che scavalcava le finestre alle due di notte!” Non c’è neanche da chiederlo, Francesco Pezzulli fa parte dell’affollato Team Pacey, senza dubbi. Dawson era di certo un ragazzo sensibile, eternamente innamorato, dolce ed eccessivamente emotivo in certi momenti (il meme di lui che scoppia a piangere con una smorfia continua a girare sul web), tutte qualità in cui il doppiatore italiano non si rispecchiava. Così anche Francesco Pezzulli è vittima del fascino del ragazzo ribelle e spavaldo che Pacey Witter incarna nell’amato show. I due personaggi in effetti rappresentano in parte l’uno l’antitesi dell’altro, con caratteri diametralmente opposti.

Francesco Pezzulli sembra essersi così tolto un sassolino scomodo dalla scarpa. Molti non lo sanno, ma ha prestato la sua voce ad attori molto noti del mondo dello spettacolo e dal grande calibro come Leonardo Di Caprio in Rome + Giulietta di William Shakespeare e in Titanic, Aaron Paul in Breaking Bad e non dimentichiamoci di Norman Reedus in The Walking Dead. Personaggi che speriamo abbia apprezzato più di Dawson. Intervistato anche da Repubblica ha approfondito l’antipatia nei suoi confronti: “Io ero tutta la vita pro Pacey. Dawson era molto psicologico, parlava molto, molte elucubrazioni mentali. Pacey era quello più divertente e anche più scanzonato. Mi ci ritrovo di più.”

Rispetto al triangolo amoroso con la bella Joey Potter e la sua difficile scelta ha poi aggiunto: “Pacey tutta la vita, non avrebbe neanche dovuto prenderlo in considerazione Dawson”. Il doppiatore infatti non sopportava affatto i lunghi monologhi del suo personaggio, che a suo dire lo svantaggiano rispetto al rivale in amore: “Anche in quei casi stavo dalla parte di Pacey. Mentre facevo quei monologhi pensavo che Joey lo avrebbe poi baciato. Mi dicevo: ok adesso per colpa sua lei bacia Pacey'”

Nonostante ciò si è mostrato entusiasta per l’approdo del telefilm sulla famosa piattaforma streaming. Dawson’s Creek è sicuramente uno show indimenticabile per i ragazzi che nei primi anni 2000 erano adolescenti. Ma è anche un cult che attraversa più generazioni e che non è stato dimenticato una volta giunto al termine. L’incredibile successo senza età è qualcosa che il doppiatore riconosce e apprezza dello show: La serie ha avuto un grande successo e adesso sta tornando. È incredibile! Quando ho iniziato a lavorare al telefilm  non ho capito l’importanza. Stessa cosa è successa per Avatar o anche Titanic. Anche in quei due casi mi sono reso conto della portata solo quando i film sono arrivati al cinema.”

Written by Sofia Apa

Cerco sempre rifugio nei libri e nelle serie tv, sono la mia medicina e non esiste niente di meglio, eccetto la scrittura.

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