ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla quinta puntata di MobLand 2!!
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Dicci cosa ti piace e ti consigliamo noi →Ok, stiamo facendo ancora un po’ di fatica a riprenderci dall’immagine iniziale di MobLand 2×05, con Paul Brosnan mezzo nudo che si aggira per il giardino di casa tutto ricoperto di sangue. MobLand è anche questa roba qui: esagerazione quasi grottesca, enfasi caricaturale. Il tono della serie Paramount+ è sempre stato questo. Il dramma in MobLand ha delle sfumature stravaganti e tragicomiche, che lo riconnettono allo stile di Guy Ritchie, che qui però è solo produttore esecutivo e non autore. Le esagerazioni sono il pane quotidiano con cui si alimenta lo show.
Il quinto episodio segna un primo punto di approdo: siamo arrivati alla metà esatta della stagione e ci siamo arrivati attraverso un’improvvisa escalation dell’azione. Negli episodi precedenti sono stati lanciati vari colpi preparatori. In effetti, non c’è stato un solo episodio in cui non ci siano state sparatorie, massacri o esplosioni. La strage al cinodromo nel primo episodio, l’assalto mirato alle pedine più delicate della famiglia nel secondo, il casco di Frankie Cooper riempito di sentex nel terzo e la strage di Conrad nella puntata della settimana scorsa. La guerra tra gli uomini di Kat McAllister e gli Harrigan è praticamente in corso. Frankie Cooper (che è il personaggio che serviva a questa serie per brillare ancora di più) e Colin Tattersall preparano le loro mosse con grande cura strategica.

Gli Harrigan invece vanno un po’ più a caso. Sono disuniti, sparpagliati, arrabbiati gli uni con gli altri, impulsivi e poco razionali.
Sono in definitiva molto più deboli ed esposti al nemico, che prova ad approfittare proprio delle loro debolezze. L’unico che abbia preso coscienza di tutto ciò è Harry Da Souza, che prova a tenere insieme tutti i pezzi della famiglia, anche se con scarsi risultati. La riunione proposta da Harry mira a ricompattare la famiglia per rispondere alle minacce dei nemici. È fin troppo chiaro che la strategia di Tattersall è quella del classico divide et impera, di approfittare delle divisioni interne della famiglia per rendere gli Harrigan ancora più vulnerabili. Se la sopravvivenza fosse l’obiettivo primario della famiglia, ciascun membro darebbe retta alle parole di Bella e metterebbe da parte per un momento i rancori personali.
Ma come sappiamo fin troppo bene, alcuni personaggi sono mossi da istinti famelici che prendono il sopravvento su qualsiasi altro tipo di urgenza. Conrad mostra chiaramente di voler agire sempre più di testa sua, mostrando di avercelo più lungo di tutti gli altri. Non è solo una questione di impulsività e mancanza di autocontrollo: accettare una strategia diversa dalla sua sarebbe per Conad come ammettere che per la vecchia guardia è arrivato il momento di lasciare spazio ai giovani. Ad ogni modo, non è nemmeno lui la più grande minaccia all’unità della famiglia. Come sempre, ad agire nell’ombra dietro le quinte, c’è Maeve con le sue folli e machiavelliche manovre mirate a creare scompiglio.

La famiglia Harrigan si muove nel caos. È tutta una baraonda, tutto un immane disastro.
In MobLand 2×05 (disponibile insieme alle altre su Paramount+) le Cotswolds diventano nuovamente teatro di guerra. La la famiglia è riunita nella roccaforte del clan per provare a elaborare una strategia d’azione. Quale migliore occasione per i nemici per attaccare tutto il blocco in una volta sola? Questo dettaglio Harry Da Souza non lo aveva calcolato. Il fatto che sua figlia Gina sia implicata con Eddie in un’operazione criminale in Irlanda lo ha momentaneamente distratto dalla tattica di guerra. Harry è volato in Irlanda senza pensarci due volte per impedire a Eddie di compiere una mossa suicida mentre è in compagnia di Gina. E proprio quando lui decide di assentarsi, i nemici colpiscono le Cotswolds.
Nella tenuta di famiglia non c’è Harry, ma ci sono Conrad e Maeve, c’è Kevin con Bella, c’è Seraphina e ci sono Paul e tutti gli uomini più fidati. Un bottino tanto ghiotto non si ripresenterà più agli uomini di Frankie Cooper. Il quinto episodio di MobLand aumenta ancora la tensione, aggiungendo varie scene d’azione che contribuiscono a rendere questa puntata un ottimo prodotto di intrattenimento televisivo per gli amanti dell’azione. MobLand è piena di colpi di scena eclatanti, di vere e proprie azioni di guerra esagerate con cui far colpo sul pubblico. È, come dicevamo, uno show che fa dell’esagerazione uno dei suoi punti più caratteristici. Ed è un bene per tutta quella fetta di pubblico che ama le serie tv concitate, i prodotti televisivi dal ritmo incalzante.
Da questo punto di vista, MobLand non fa mancare nulla.

Plot twist, grandi scene d’azione, sequenze di puro intrattenimento si affiancano a una recitazione sempre superlativa di tutti gli interpreti del cast, ai quali non si riesce davvero a trovare un difetto. Dal punto di vista della sceneggiatura però, MobLand ogni tanto mostra qualche difficoltà. Così come nella stagione precedente, ci sono degli episodi in cui le scelte appaiono poco realistiche. È risultato fin troppo comodo che Harry sia riuscito a piombare in casa di Medusa proprio nell’attimo esatto in cui Eddie e Gina sono stati accerchiati dagli irlandesi. È il classico intervento del deus ex machina che risolve fin troppo velocemente la pratica.
Come pure appare irrealistico che nessuno degli Harrigan sia rimasto ucciso o anche semplicemente ferito nell’assalto alle Cotswolds. Pur essendo preparati all’attacco, tutti i membri della famiglia sono riusciti a mettersi in salvo senza lasciare vittime sul campo. E questo, per quanto possa essere esaltante dal punto di vista della spettacolarità dello show, alla lunga potrebbe scontentare un pubblico più attento alla coerenza della scrittura. Il bilancio di metà stagione resta più che positivo. MobLand è uno dei migliori prodotti del genere gangster attualmente in produzione e, se ci sono due cose su cui non fallisce mai, queste sono le performance del cast e la spettacolarità dell’azione. Sul resto, qualche sbavatura viene fuori di tanto in tanto, ma si tratta comunque di qualcosa che abbiamo accettato come parte della cifra
ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla quinta puntata di MobLand 2!!
Ok, stiamo facendo ancora un po’ di fatica a riprenderci dall’immagine iniziale di MobLand 2×05, con Paul Brosnan mezzo nudo che si aggira per il giardino di casa tutto ricoperto di sangue. MobLand è anche questa roba qui: esagerazione quasi grottesca, enfasi caricaturale. Il tono della serie Paramount+ è sempre stato questo. Il dramma in MobLand ha delle sfumature stravaganti e tragicomiche, che lo riconnettono allo stile di Guy Ritchie, che qui però è solo produttore esecutivo e non autore. Le esagerazioni sono il pane quotidiano con cui si alimenta lo show.
Il quinto episodio segna un primo punto di approdo: siamo arrivati alla metà esatta della stagione e ci siamo arrivati attraverso un’improvvisa escalation dell’azione. Negli episodi precedenti sono stati lanciati vari colpi preparatori. In effetti, non c’è stato un solo episodio in cui non ci siano state sparatorie, massacri o esplosioni. La strage al cinodromo nel primo episodio, l’assalto mirato alle pedine più delicate della famiglia nel secondo, il casco di Frankie Cooper riempito di sentex nel terzo e la strage di Conrad nella puntata della settimana scorsa. La guerra tra gli uomini di Kat McAllister e gli Harrigan è praticamente in corso. Frankie Cooper (che è il personaggio che serviva a questa serie per brillare ancora di più) e Colin Tattersall preparano le loro mosse con grande cura strategica.
Gli Harrigan invece vanno un po’ più a caso. Sono disuniti, sparpagliati, arrabbiati gli uni con gli altri, impulsivi e poco razionali.
Sono in definitiva molto più deboli ed esposti al nemico, che prova ad approfittare proprio delle loro debolezze. L’unico che abbia preso coscienza di tutto ciò è Harry Da Souza, che prova a tenere insieme tutti i pezzi della famiglia, anche se con scarsi risultati. La riunione proposta da Harry mira a ricompattare la famiglia per rispondere alle minacce dei nemici. È fin troppo chiaro che la strategia di Tattersall è quella del classico divide et impera, di approfittare delle divisioni interne della famiglia per rendere gli Harrigan ancora più vulnerabili. Se la sopravvivenza fosse l’obiettivo primario della famiglia, ciascun membro darebbe retta alle parole di Bella e metterebbe da parte per un momento i rancori personali.
Ma come sappiamo fin troppo bene, alcuni personaggi sono mossi da istinti famelici che prendono il sopravvento su qualsiasi altro tipo di urgenza. Conrad mostra chiaramente di voler agire sempre più di testa sua, mostrando di avercelo più lungo di tutti gli altri. Non è solo una questione di impulsività e mancanza di autocontrollo: accettare una strategia diversa dalla sua sarebbe per Conad come ammettere che per la vecchia guardia è arrivato il momento di lasciare spazio ai giovani. Ad ogni modo, non è nemmeno lui la più grande minaccia all’unità della famiglia. Come sempre, ad agire nell’ombra dietro le quinte, c’è Maeve con le sue folli e machiavelliche manovre mirate a creare scompiglio.
La famiglia Harrigan si muove nel caos. È tutta una baraonda, tutto un immane disastro.
In MobLand 2×05 (disponibile insieme alle altre su Paramount+) le Cotswolds diventano nuovamente teatro di guerra. La la famiglia è riunita nella roccaforte del clan per provare a elaborare una strategia d’azione. Quale migliore occasione per i nemici per attaccare tutto il blocco in una volta sola? Questo dettaglio Harry Da Souza non lo aveva calcolato. Il fatto che sua figlia Gina sia implicata con Eddie in un’operazione criminale in Irlanda lo ha momentaneamente distratto dalla tattica di guerra. Harry è volato in Irlanda senza pensarci due volte per impedire a Eddie di compiere una mossa suicida mentre è in compagnia di Gina. E proprio quando lui decide di assentarsi, i nemici colpiscono le Cotswolds.
Nella tenuta di famiglia non c’è Harry, ma ci sono Conrad e Maeve, c’è Kevin con Bella, c’è Seraphina e ci sono Paul e tutti gli uomini più fidati. Un bottino tanto ghiotto non si ripresenterà più agli uomini di Frankie Cooper. Il quinto episodio di MobLand aumenta ancora la tensione, aggiungendo varie scene d’azione che contribuiscono a rendere questa puntata un ottimo prodotto di intrattenimento televisivo per gli amanti dell’azione. MobLand è piena di colpi di scena eclatanti, di vere e proprie azioni di guerra esagerate con cui far colpo sul pubblico. È, come dicevamo, uno show che fa dell’esagerazione uno dei suoi punti più caratteristici. Ed è un bene per tutta quella fetta di pubblico che ama le serie tv concitate, i prodotti televisivi dal ritmo incalzante.
Da questo punto di vista, MobLand non fa mancare nulla.
Plot twist, grandi scene d’azione, sequenze di puro intrattenimento si affiancano a una recitazione sempre superlativa di tutti gli interpreti del cast, ai quali non si riesce davvero a trovare un difetto. Dal punto di vista della sceneggiatura però, MobLand ogni tanto mostra qualche difficoltà. Così come nella stagione precedente, ci sono degli episodi in cui le scelte appaiono poco realistiche. È risultato fin troppo comodo che Harry sia riuscito a piombare in casa di Medusa proprio nell’attimo esatto in cui Eddie e Gina sono stati accerchiati dagli irlandesi. È il classico intervento del deus ex machina che risolve fin troppo velocemente la pratica.
Come pure appare irrealistico che nessuno degli Harrigan sia rimasto ucciso o anche semplicemente ferito nell’assalto alle Cotswolds. Pur essendo preparati all’attacco, tutti i membri della famiglia sono riusciti a mettersi in salvo senza lasciare vittime sul campo. E questo, per quanto possa essere esaltante dal punto di vista della spettacolarità dello show, alla lunga potrebbe scontentare un pubblico più attento alla coerenza della scrittura. Il bilancio di metà stagione resta più che positivo. MobLand è uno dei migliori prodotti del genere gangster attualmente in produzione e, se ci sono due cose su cui non fallisce mai, queste sono le performance del cast e la spettacolarità dell’azione. Sul resto, qualche sbavatura viene fuori di tanto in tanto, ma si tratta comunque di qualcosa che abbiamo accettato come parte della cifra stilistica di questa serie.






