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10 momenti di Lost che vorremmo cancellare dalla nostra memoria

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Lost è molto più di una serie tv: è un viaggio introspettivo alla ricerca di se stessi, dal quale il nostro animo emerge colmo di risposte illuminanti e di altrettanti dubbi irrisolti. Un’esperienza talmente intensa e travolgente da spingerci addirittura a desiderare di perdere momentaneamente la memoria: per rivivere le stesse inspiegabili emozioni della prima volta, per dimenticare attimi che ci hanno lasciato un vuoto lancinante, oppure per eliminare dal nostro cervello scivoloni indegni di far parte di un capolavoro senza tempo.

Ecco, allora, i 10 momenti di Lost che vorremmo cancellare dalla nostra memoria.

1) Nikki e Paulo sepolti vivi

Lost

Partiamo proprio da una vicenda che ci ha fatto sanguinare gli occhi, sulla quale non si può fare altro che stendere un velo pietoso: la breve e terribile saga di Nikki e Paulo, il momento più basso di Lost.

Ovvero un inutile excursus sulla vacua vita pre-isola dei personaggi più insulsi e insignificanti di Lost, fatti poi improvvisamente fuori dai ragni medusa e per di più sepolti vivi con 8 milioni di dollari in diamanti: roba da non dormirci la notte.

2) “Not Penny’s boat”

Se pensate che questa sia la morte più devastante di Lost, aspettate di leggere il prossimo punto. La dipartita di Charlie, tuttavia, merita sicuramente di entrare nella top 3 dei peggiori traumi di qualunque fan.

Pur essendoci stata presagita più e più volte dalle visioni di Desmond, la morte del musicista inglese per salvare la vita degli altri naufraghi, che culmina nell’iconico “Not Penny’s boat” scritto sulla mano prima di lasciarsi annegare, ci ha sconvolto oltre ogni immaginazione.

3) “Non ti lascerò di nuovo”

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Ecco, ora sì che siete autorizzati a versare tutte le vostre lacrime, perché siamo di fronte a una delle scene al tempo stesso più dolci e più strazianti di tutta Lost.

Dopo un’intera vita trascorsa a cercarsi, ad amarsi, a farsi del male, a smarrirsi per poi ritrovarsi proprio sotto il cielo di un’isola sperduta, Jin decide di rimanere accanto a Sun mentre quel sottomarino che avrebbe dovuto riportarli a casa imbarca acqua.

I due sposi muoiono affondando con il sottomarino, insieme.

4) Il pilot

Il dettaglio dell’occhio di Jack Shephard che si risveglia nella foresta ha cambiato per sempre il mondo della televisione.

Di fronte a lui le urla, lo strazio, il fuoco, i rottami del volo Oceanic 815: attraverso i suoi occhi assistiamo all’inizio di tutto. L’indimenticabile pilot di Lost ci catapulta senza riguardo nella confusione dei naufraghi, costringendoci a smarrirci insieme a loro in un luogo sconosciuto e minaccioso, dal quale anche noi usciremo profondamente segnati.

Proprio come Jack, che apre i suoi occhi quando è ancora inconsapevole e cieco, occhi che richiuderà lì, in quello stesso punto, solo dopo aver capito. O meglio, solo dopo aver creduto.

5) Il cambiamento di Sayid

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La trasformazione in “cattivo” di uno dei personaggi più significativi e amati di Lost è qualcosa che non avremmo mai voluto vedere.

Trafitto da un colpo d’arma da fuoco, Sayid viene portato al tempio per essere curato ma ogni tentativo risulta vano. Quando improvvisamente si risveglia, dentro di lui si è insediato qualcosa di spaventoso e malvagio: si è ormai tramutato in un essere senza sentimenti né emozioni, e solo quando l’Uomo in Nero gli ordina di uccidere Desmond ritorna in se stesso e sceglie di sacrificarsi per i suoi amici, morendo nell’esplosione del sottomarino.

Una fine insopportabile per un immenso protagonista.

6) La botola

La botola è uno dei primi espedienti ad aver reso Lost così intrigante, tanto da assurgere a vero e proprio simbolo della serie. L’ossessione di John (qui potete trovare la filosofia dell’enigmatico “uomo di fede”) per la botola causa la drammatica morte di Boone, a seguito della quale Locke pare aver perso la proverbiale speranza insita nel suo modo di approcciarsi alla vita.

Ma poi una luce abbagliante proveniente dalla botola gli infonde una fiducia ancora più forte.

La botola costringe infatti Desmond in una quarantena forzata, lo stesso personaggio che, senza saperlo, fornisce a John un nuovo motivo per credere nel destino.

7) La Costante

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Stiamo per rievocare uno dei momenti più poetici e toccanti di Lost, il più romantico in assoluto.

Per sopravvivere ai continui salti temporali, Desmond deve necessariamente aggrapparsi a qualcuno o qualcosa di estremamente caro che appartiene sia al passato che al presente, una Costante. Tenta allora di chiamare Penny, ma il numero da lui composto non è attivo: dovrà tornare nel passato per dire a Penelope di dargli il suo numero di telefono e di non cambiarlo mai, avvertendola che l’avrebbe chiamata alla vigilia di Natale del 2004.

Al suo risveglio Desmond può finalmente chiamarla e Penny risponde, dopo aver atteso per otto anni la sua telefonata: è così che Desmond guarisce, dopo che i due hanno combattuto insieme il destino e il tempo, entrambi avversi, pur di potersi amare.

8) “Dobbiamo tornare indietro”

Per tutta l’ultima puntata della terza stagione siamo convinti di assistere al solito flashback che ci mostra un Jack alcolizzato e depresso, tanto da tentare addirittura il suicidio.

Abbiamo dubitato dei nostri stessi occhi quando invece abbiamo visto Jack incontrarsi con Kate, in quello che non era un ricordo del passato, ma un flashforward!

I due sono riusciti a tornare a casa eppure Jack è sconvolto, al punto che vuole disperatamente tornare sull’isola per salvare chi è rimasto indietro. Il suo urlo rivolto a Kate, “We have to go back”, chiude uno dei finali di stagione più belli del panorama seriale.

9) “Dobbiamo spostare l’isola”

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Il finale della quarta stagione si conclude con un evento che ci ha lasciato strabiliati.

John, Ben e Hurley vanno in cerca della capanna di Jacob per chiedergli il da farsi e al suo interno John inspiegabilmente incontra Christian Shephard, che parla per conto di Jacob. Alla domanda “Come faccio a salvare l’isola?”, il padre di Jack risponderà qualcosa che ci ha lasciato a bocca aperta: è necessario spostarla.

Al fine di spostare l’isola John si reca con Ben nella Stazione Orchidea, all’interno della quale Ben deve raggiungere una zona segreta e lì girare un grande timone ghiacciato: a John infatti è sta detto cosa fare ma non come farlo, quindi non è compito suo.

In quel momento una luce intensa squarcia il cielo e, dall’elicottero di Frank, Jack e gli altri naufraghi vedono l’isola scomparire.

10) “Jack, I wish you had believed me”

La fine di questa lista coincide con l’epilogo della vita di John Locke, l’unico tra i naufraghi che si è sempre fidato fermamente dell’isola, riponendo nelle sue proprietà miracolose ogni speranza.

La sua morte è un evento doloroso ma indispensabile in Lost, che segna una sorta di passaggio del testimone da John a Jack di quella sua incrollabile fede.

Ritenendo di aver fallito in tutto nella sua vita, John tenta di suicidarsi, dopo aver scritto un biglietto indirizzato a Jack. Sebbene poi Locke verrà in realtà ucciso a tradimento da Ben, quelle poche e laceranti righe raggiungeranno il suo destinatario, costringendolo finalmente ad aprire gli occhi.

Jack, vorrei che mi avessi creduto.

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Written by Cristina Natoli

Il mio (metro e sessanta scarso di) corpo è composto da un’insensata intermittenza di intricati funambolismi mentali privi di qualsiasi utilità pratica e pennellate rosa di incurante leggerezza, tra i quali mi destreggio con la stessa nonchalance innata con cui passo dalle serie tv Drama alle comedy, senza andare in autocombustione.

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