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Lorena: abbiamo visto in anteprima la nuova docuserie di Amazon Prime Video

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Presentata in anteprima il 29 gennaio al Sundance Film Festival, la nuova docuserie Amazon Lorena è uno dei prodotti più attesi del periodo. Sarà ufficialmente visibile su Amazon Prime Video dal 15 febbraio.

Nonostante la vicenda sia nota ai più nei minimi dettagli, mancava ancora qualcosa a questa storia. Forse i risvolti psicologici o semplicemente il percorso che ha portato a una temporanea fine del processo. Joshua Rofé sposta le telecamere al di là del processo mediatico mostrando come lontano dalla luce dei riflettori ci sia un mondo tutto nuovo, addirittura sconosciuto. In quattro episodi della durata di un’ora circa ciascuno, la narrazione segue i processi dei due allora coniugi e tutto ciò che ne consegue offrendo una panoramica totale ma dettagliata su tutti i pezzi del puzzle.

Come sempre un gesto forte serve a svegliare, a destabilizzare l’ordinario nonché a permettere a tutti di venire a conoscenza di qualcosa che altrimenti rimarrebbe nell’ombra. Ciò che Lorena Bobbitt ha fatto è stata l’estrema reazione a un atto disumano, una dichiarazione di intenti, una fuga da ciò che non era più sopportabile. Questa è la versione su cui la serie si concentra maggiormente e a cui dà maggior risalto.

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In un certo senso Lorena ha creduto di poter avere di nuovo un’autorità sulla sua vita e sulla sua intimità. Per pochi, pochissimi istanti prima di essere gettata in pasto ai media e alle autorità americane. Il reato inizialmente sembrava essere solo uno, ma la situazione diventava sempre più difficile e complessa. Si arrivò a capire che dietro il gesto estremo di Lorena si nascondeva altro. Quella reazione ha dato modo di svegliare l’America che si concentrò finalmente su un problema di più vasta portata, sottolineando come fino a quel momento la tutela della donna fosse in pratica un’utopia. Fino a quando l’estremo ha svegliato tutti, o quasi.

C’è stato bisogno di tagliare letteralmente il pene a un uomo per far interessare la società alla storia di una donna abusataIl racconto di una biografia violata ha sensibilizzato l’opinione pubblica, ma è poi servito all’altra parte della storia come pilastro per innalzare il proprio potere.

Quest’altra opinione è stata, ed è tuttora, la trama dell’uomo coinvolto. John Bobbitt si è vantato e continua a vantarsi del suo passato, nonostante abbia subìto la più violenta delle reazioni. L’evoluzione positiva investe un lato della storia e per conquistarla ci sono voluti anni, sacrifici e una vita distrutta. Il gesto estremo è servito come vendetta a un passato triste, è stato commesso un reato e ovviamente non è in alcun modo giustificabile.

Bisogna anche notare come i media americani hanno trattato i diversi processi, quello di John per abuso domestico e quello di Lorena per mutilazione. La gestione della docuserie in questo è magistrale: ogni dettaglio viene esaltato e ogni piccolo frame della storia raccontato.

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Quello che si nota sin da subito è che si parla tantissimo del processo a Lorena, perché evidentemente le prove esistono, sono tangibili. È stato ad alto impatto mediatico perché ripreso televisivamente. Trattamento diverso invece è stato riservato al processo di John. Ma le immagini e le reazioni dell’uomo in questi anni non sono cambiate.

Oltre a regalare una visione, non inedita ma vera, della vicenda e dare così giustizia alla vittima, Lorena sottolinea come questa storia abbia influenzato le decisioni successive e gli sforzi di alcune personalità per tutelare la vita delle donne nella coppia e nelle relazioni in generale.

La società comincia a interessarsi a un fenomeno che esisteva già da troppo tempo. Questa volta però la televisione e il processo hanno chiamato una larga fetta delle autorità americane a scendere in campo e a combattere per la democrazia a cui da sempre affermano di dedicarsi. Alla fine di questa storia rimane ferma l’idea che per cambiare le cose ci sia bisogno di una situazione estrema, ma rimane anche la lotta che è stata fatta e la libertà restituita a una donna che sembrava perduta nella sua disperazione.

Vale la pena vedere questa docuserie, per la trama ovviamente, per la gestione complessiva di elementi seri, parodie e caricature della vicenda e per la corretta e imparziale gestione delle testimonianze. Se non siete amanti delle docu-serie verrete comunque soddisfatti da questi elementi. Se invece siete appassionati del genere, non potete assolutamente perdervela!

Leggi anche: Lorena – Amazon a lavoro sulla docuserie

Scritto da Alana Santostefano

Si fa fatica a vivere la realtà quando si è capaci di sognare, si è così tanto legati all'astratto che si pensa di dover costruire cose assurde nel presente dell'esistenza unicamente per convincersi di essere vivi.
Sono una sognatrice, una di quelle che si guarda attorno e immagina un'altra vita, una di quelle che non vede l'ora di andare in un posto chiamato 'se stessi' per poter guardare lontano e immaginarsi coperti di nuvole a volare sul tempo.

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