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Il Re 1×03/1×04 – Scavare oltre l’apparente ordine delle sbarre

Grattare. Grattare via i ricordi dolorosi, i fantasmi ingombranti, le ribellioni della coscienza, i sensi di colpa incuneati nella penombra del proprio mondo interiore. Comincia così Il Re 1×03, il terzo episodio del prison drama con Luca Zingaretti appena andato in onda su Sky Atlantic e disponibile su NOW TV. La serie (ecco la recensione delle prime due puntate), un prodotto Sky Original diretto da Giuseppe Gagliardi (1992, 1993, 1994), è composta da otto episodi e verrà trasmessa a rilascio settimanale. Ieri sono andate in onda in prima visione terza e quarta puntata. La narrazione si fa adesso più lenta, spezzettata, smaltisce i residui del pathos iniziale. Le puntate d’apertura sono state di forte impatto: gli equilibri si sono immediatamente spezzati con due morti – quella del comandante Iaccarino e il suicidio/omicidio del detenuto informatore Miroslav Lackovic – che hanno acceso subito la curiosità degli spettatori. Il Re si è presentato al pubblico come un prison drama slegato dalla tradizione d’oltreoceano. Sembra invece un racconto più cupo, meno spettacolare, più sfuggente (potreste dare un’occhiata a For Life se vi piace il genere).

I plot twist dei primi episodi hanno sbaragliato l’apparente armonia che regnava all’interno del carcere San Michele.

il re 1x03

L’uccisione del comandante Iaccarino (Giorgio Colangeli), capo della polizia penitenziaria e migliore amico di Bruno Testori, è il mistero attorno a cui ruota tutto lo show. Il perno sul quale gli sceneggiatori hanno costruito quel tipo di trama in grado di alimentare le vibrazioni di un thriller asciutto e ombroso come questo. Il venir meno del comandante ha alterato la stabilità del San Michele: detenuti e poliziotti sono adesso più esposti, alcune dinamiche interne sono completamente saltate, le garanzie che dava Iaccarino non esistono più. Uno smottamento vero e proprio che rischia di tramutarsi in tempesta sotto gli occhi indagatori del pubblico ministero Lombardo (Anna Bonaiuto). Se da una parte resta quindi imprescindibile e non ulteriormente dilazionabile la caccia all’assassino di Iaccarino, dall’altra bisogna prodigarsi a mettere una pezza sullo strappo che la sua improvvisa scomparsa ha creato all’interno del penitenziario. È come mettere un tappeto a coprire le impronte sul pavimento. Come il rumore della macchinetta del caffè, un frastuono di sottofondo che mira a distrarti, a sviare l’attenzione dal vero cuore del problema.

Sai a che serve quel rumore? Non serve a un ca*zo. Serve solo a farti credere che la macchinetta sta lavorando per te, così tu eviti di spingere quel bottone mille volte.

il re 1x03

Sonia Massini (Isabella Ragonese), l’unica agente donna scaraventata all’interno del San Michele, è stata scelta per essere il volto pulito e ligio del carcere. Il paravento sotto al quale gestire indisturbati i propri traffici. Testori manda avanti lei per distogliere l’attenzione da quegli affari che più si va avanti con gli episodi e più ci appaiono loschi. La morte di Lackovic è cruciale, ma intanto nell’immediato ha aperto una faida tra le mura del San Michele per il controllo dello spaccio. Nigeriani da una parte e slavi dall’altra, pronti ad azzuffarsi in una battaglia muscolare per stabilire chi riuscirà a rosicchiare ogni spazio lasciato vacante. Alla fine Testori sceglie un napoletano. È lui – il Re – che muove i fili. Lui che sceglie chi vince e chi perde, chi resta in piedi e chi soccombe.

Il Re 1×03/1×04 introduce anche la figura di Farid, il giovane detenuto arabo appena arrivato nell’inferno del San Michele.

Testori cerca, con scarsi risultati, di infiltrarlo nella comunità musulmana, malgrado il ragazzo non sia credente e non parli neppure l’arabo. Ma è tra gli islamici che Bruno intravede delle crepe. Crepe che potrebbero risucchiarli tutti, indistintamente. Per questo fa sgomberare con una scusa il loro braccio e installa microspie illegalmente per guardare dentro le loro celle ventiquattr’ore su ventiquattro. Potrebbe esserci un anelito di ribellione proprio tra gli arabi? Domande che Bruno continua a porsi, cercando di tenere insieme tutto, il San Michele e la sua vita privata. È un uomo spezzato, il direttore del carcere. Il pm Lombardo lo ha intuito e non gli scolla più gli occhi di dosso. Scavare, come si diceva all’inizio. Grattare la ruggine dalla vita ammaccata di Bruno Testori per indovinarne debolezze e passi falsi.

Lui è una sorta di boss mafioso, un po’ ti crea problemi e un po’ ti fa favori. È sempre circondato da un silenzio di sottofondo, un silenzio angosciante e freddo, penetrante e insidioso. Un silenzio che lo accompagna e lo precede, come una nuvola di tempesta che gli cammina nello sguardo. Fuori forse non si può cambiare, dice Farid, dentro sì. Ed è quello che è successo a Testori, la cui esistenza si è consumata tra le pareti del San Michele mandando in mille pezzi tutto ciò che per lui contava. L’impressione è che sia proprio lui – il temibile direttore – il vero prigioniero, incatenato a quegli ambienti decadenti e circondato da una squadra di pretoriani sfacciati e spregiudicati, sicuri della loro impunità. D’altronde un re di una fortezza sbarrata, esclusa dal raggio della vita ordinaria, non può far altro che sopprimere gli slanci moralistici, silenziare gli scrupoli e le lagnanze della coscienza. Non ci sono più voci che sussurrano nella testa di Bruno Testori, solo quel rumore della macchinetta del caffè che svia la coscienza dalle proprie responsabilità.

Il Re 1×03/1×04 procede ad un ritmo più disteso rispetto a quello dei primi due episodi e si incammina su un terreno che potrebbe rivelarsi piuttosto scivoloso se non venisse gestito bene nei prossimi episodi.

Si è parlato di trojan, di radicalizzazione, di contraddizioni morali che proveranno a scavalcare il solco creato tra fiction e realtà e ci interrogheranno su tematiche e istinti che ci riguardano molto da vicino. Le propulsioni semiotiche riusciranno a rimanere appiccicate alla trama e ai suoi risvolti? Una narrazione debole, superficiale, potrebbe svilire un prodotto come questo, un prodotto che ha cercato con coraggio una via spericolata e ardita. Ma Il Re sembra rispondere bene, almeno per ora. Il mistero attorno al quale ruota la serie resta chiaramente ancora in piedi: chi ha ucciso il comandante Iaccarino? E soprattutto: è stato Bruno Testori a “suicidare” Miroslav Lackovic? Indizi ulteriori ci arriveranno dalle puntate di venerdì prossimo.

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