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15 dettagli maniacali che dimostrano ancora una volta quanto sia straordinaria I Soprano

I Soprano

4) La R nel titolo

I Soprano

Il titolo di questa serie tv poteva essere fuorviante sia per il pubblico, sia per gli attori stessi. Effettivamente, all’inizio molti credevano che I Soprano fosse uno spettacolo musicale, dato che con quel termine viene solitamente indicata la più acuta delle voci femminili. A questo proposito, Jamie Lynn-Sigler – l’interprete di Meadow – arrivò all’audizione dello show pensando che si trattasse di un musical e, essendo un soprano nella vita reale, credeva di essere perfetta per quest’opera televisiva. E lo era, solo non per le sue doti canore, venendo scelta appunto per essere il volto della figlia di Tony. Così, per evitare ulteriore confusione, il logo venne modificato modellando una pistola sulla forma della R e rendendo subito chiaro qual era il genere dello spettacolo.

5) I rimandi al Padrino

Chase non ha mai nascosto di essersi ispirato al cult gangster per eccellenza e, qua e là nei Soprano, ha gettato dei riferimenti alla trilogia di Coppola. Alcuni sono nettamente più espliciti, con citazioni tratte dai tre film e le imitazioni di Silvio; altri più sottili, come Paulie che, mentre sta investigando su Pussy (che, in un altro rimando al film, andrà a “dormire con i pesci”), si avvicina con la sua macchina a quella dell’uomo intonando con il clacson la theme song del Padrino, Speak Softly, Love; altri ancora sono delle vere e proprie chicche. Di queste ultime ne spieghiamo due.

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Nella prima Tony compra del succo d’arancia e, un attimo dopo, qualcuno tenta di ucciderlo. La sequenza allude non solo alla scena dell’attentato a Vito Corleone, intento qualche istante prima ad acquistare proprio delle arance, ma al significato stesso di quel frutto nel film: preannuncia sempre una morte violenta o, comunque, un evento spiacevole. Nel secondo esempio, invece, ci troviamo nella quarta stagione e viene menzionato che il sicario Frank Cresci ha aiutato a uccidere un uomo di nome Tommy Neri. Cresci è interpretato dall’attore Richard Bright, che a sua volta è stato il sicario Al Neri nel Padrino, il cui nipote si chiamava proprio Tommy Neri.

E, come ben sappiamo, non è l’unico film ad aver influenzato I Soprano: con Quei bravi ragazzi, ad esempio, condivide ben 27 attori, tra cui Michael Imperioli (Chris), Lorainne Bracco (Melfie) e Tony Sirico (Paulie).

6) Il realismo de I Soprano

Quanto è accurato il ritratto dei gangster ne I Soprano? Secondo l’FBI, tantissimo. Uno dei suoi agenti, Terence Winter, rivelò che i membri della mafia con cui era in contatto credevano addirittura che la troupe avesse qualcuno all’interno, facendo così trapelare dettagli su come fosse la vera vita della criminalità organizzata.

Inoltre, le sedute di Tony con la dottoressa Melfi sembrano così vere perché il personaggio è basato sul terapista dello sceneggiatore della serie. In più, l’accuratezza continua anche nella vita quotidiana. I personaggi hanno una cattiva memoria, come il peso di Ginny Sacks che varia in base a chi lo dice o lo scambio tra Vito e Phil in cui si dimenticano un minuto dopo di che stanno parlando; si chiamano tutti nello stesso modo, senza mostrare paura per un’eventuale confusione del pubblico; alcuni corrispondono a stereotipi (in questo caso l’italiano-mafioso è il più evidente) ma altri li rompono (come la dottoressa Melfi). Ci sono molti incidenti stradali e tanti nello show si ammalano di cancro senza troppi drammi: pur brutte, sono due cose comuni nella realtà. Da ubriachi/drogati o in hangover, sono deboli, sfasati e devono fermarsi un attimo per ricomporsi. A questo proposito, Michael Imperioli fa un ottimo lavoro col suo Chris.

Ci sono dialoghi su cose banali (ad esempio, Carmela e Tony litigano sulla polpa del succo), i casi dell’FBI ci mettono anni prima di essere risolti e i personaggi dicono piccole bugie, sbagliano i nomi (come Louis Vatton, invece di Vuitton), si ammalano come noi. In più, vediamo i loro interessi, tanta pop culture e, soprattutto, il product placement: l’inserimento di una marca di succo, di TV o di cereali piuttosto che un’altra dice molto su di loro. Più delle parole.

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