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HBO Max non è sbarcata in Italia per essere una delle tante

The Pitt, una punta di diamante di HBO Max
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“Oh, no: l’ennesimo abbonamento”. Così aveva reagito parte del pubblico, quando fu annunciato l’arrivo di HBO Max in Italia. E altrettanto è successo nelle ultime settimane, quando è effettivamente sbarcata nel nostro Paese. In un periodo in cui la frammentazione delle offerte per lo streaming televisivo è sempre più marcata, è comprensibile un certo disappunto da parte di chi deve scegliere tra una proposta e l’altra.

D’altro canto, tuttavia, è evidente che HBO Max non sia arrivata per essere una delle tante.

L’ennesima piattaforma di streaming, all’apparenza. Con titoli che in una certa misura erano presenti in precedenza su altre piattaforme. Ma poi c’è tutto il resto. C’è la scoperta di un catalogo molto prezioso. Un unicum nel panorama attuale, capace di affermarsi con personalità fin dai primissimi giorni.


Basta dare un’occhiata alle prime esclusive per farsi un’idea in tal senso. A pochissimi giorni dal suo arrivo in Italia, ha rilasciato le prime puntate della seconda stagione di The Pitt, considerata da gran parte della critica la migliore serie tv del 2025. Successivamente, ha accolto l’esordio del secondo spin-off di Game of Thrones, A Knight of the Seven Kingdoms: ne stiamo parlando con grande entusiasmo all’interno dei nostri approfondimenti, evidenziando come e perché stia rappresentando una piacevolissima novità. Non è tutto: il mese di febbraio segna gli esordi di Heated Rivalry, il fenomeno mediatico del momento, e della sua prima Original italiana. Anche in questo caso non parliamo di un titolo qualunque: Portobello, d’altronde, è firmata da uno dei grandi maestri del nostro cinema, Marco Bellocchio, e affronta con eclettismo le drammatiche vicende giudiziarie che coinvolsero Enzo Tortora.

Ancora: non una serie tra le tante, ma un vero e proprio evento televisivo.

Stiamo parlando di una piattaforma sbarcata in Italia da poche settimane. Nonostante ciò, ha già mosso i primi passi concreti per conquistare una centralità assoluta nell’affollato scacchiere dello streaming.

Questa è solo la punta dell’iceberg: oltre alle notevoli esclusive appena citate, infatti, permetterà all’Italia di entrare ancora più a contatto col percorso editoriale di HBO. Un brand ancora una volta sul pezzo, dopo aver scritto alcuni tra i capitoli più importanti della golden age televisiva.

“It’s not TV, it’s HBO!”

Il controverso finale dei Soprano
Credits: HBO

In un articolo pubblicato nei primi mesi del 2025, avevamo ripreso lo slogan principe di HBO per sottolineare un aspetto: non è più quella di un tempo. All’interno dell’approfondimento, avevamo evidenziato in particolare l’evoluzione della sua concezione di prestige tv, più proiettata di un tempo su titoli di sicura affidabilità: avevamo concentrato l’attenzione, in particolare, sulla gestione dei franchise e sui risultati alterni ottenuti in termini qualitativi. Non fraintendete, però: lo spunto era funzionale alla sottolineatura di un percorso di evoluzione per molti versi inevitabile. L’obiettivo? Assecondare una fase in cui le scommesse audaci di un tempo hanno ormai assunto la dimensione dell’azzardo, quando ci sono investimenti importanti alla base.

Ciò che abbiamo evidenziato vale ancora, ma HBO non è solo questo. Affatto. E altrettanto possiamo sostenere sul progetto di streaming che più direttamente ci interessa ora, HBO Max.

Perché il brand è sì in evoluzione, ma allo stesso tempo non intende in alcun modo snaturarsi. Stiamo parlando di un marchio che ha partorito alcune tra le migliori serie tv di tutti i tempi, e che ha ottenuto risultati importantissimi anche negli ultimi anni. La sua vocazione al prestigio si è adattata ai tempi, ma non brilla meno di una volta. E non lo fa perché non esiste alternativa, a meno che il core business dell’azienda non sia un altro: per intenderci, quello che fa Apple TV, protagonista di un “sogno fuori dal tempo”, non rientra nelle possibilità di HBO. Anche perché è parte della famiglia della Warner, al centro negli ultimi mesi di una transizione che sta facendo parlare parecchio di sé.

HBO non è più in grado di sfornare con la costanza di un tempo dei capolavori del calibro di The Wire, I Soprano o la primissima Game of Thrones, ma non per demeriti suoi: sono cambiate le condizioni strutturali dell’intero mercato. Un mercato caratterizzato da una concorrenza trasversale in cui distinguersi è sempre più importante, ma in cui è più complesso far quadrare i bilanci col mero prestigio. Ed è vero: Succession, giusto per citare un gioiello televisivo d’altissimo profilo, è parte di questa generazione televisiva. È altrettanto onesto, però, includere nel quadro le seconde stagioni di The Last of Us o House of the Dragon, accolte con una certa freddezza dal pubblico (a ragione o meno. Ma è una questione a parte).

Non stiamo divagando: comprendere cosa sia diventata oggi HBO è fondamentale per comprendere come potrebbe posizionarsi HBO Max in Italia.

Prima di tornare sulla nostra realtà, però, ampliamo ancora l’orizzonte. Perché il prestigio di HBO sembra potersi esprimere oggi con vocazioni sempre più sostenibili, e questo è il capitolo più interessante della sua evoluzione recente. The Pitt ha trionfato agli Emmy e ai Golden Globe con un modello che riporta la tv a dettami che sembravano ormai superati; l’acclamata prima stagione di A Knight of the Seven Kingdoms è composta invece da sei puntate da mezzora, costate meno di dieci milioni di dollari l’una. Altro che kolossal, insomma. Ma il vero effetto speciale, per fortuna, è e sarà sempre la scrittura.

Insomma, si sta delineando un quadro composto da due dimensioni, su tutte. Quella delle serie tv di punta, più affini a quelle della storia gloriosa di HBO ma con regole contemporanee, da una parte. Dall’altra, una più vicina allo sviluppo di HBO Max, in cui la qualità espressiva è ancora più in sinergia con una sostenibilità degna delle offerte generaliste di un tempo. Generaliste solo per la base di partenza, ma non per il punto d’arrivo. La già citata The Pitt è sì un medical, genere popolarissimo, ma con una vocazione autoriale marcata che ci riporta ai fasti di E.R..

Il suo trionfo è il presupposto ideale per lo sviluppo di una nuova linea articolata, come avevamo anticipato alcuni mesi fa. HBO Max trae vantaggio dal progetto anche in Italia, offrendo un catalogo prestigioso che attinge a piene mani dalla storia della HBO coi suoi titoli di punta. E lo aggiorna ciclicamente con alcune tra le migliori serie tv in circolazione. I Soprano è sempre lì in evidenza, ma le tre migliori serie tv del mese di gennaio appena trascorso sono figlie dello stesso brand.

Non finisce qui. Perché la linea più sostenibile e prudente non ha privato HBO della tendenza alla sperimentazione creativa, affatto.

The Chair Company, una delle migliori serie tv HBO del 2025
Credits: HBO

HBO Max è anche The Chair Company e The Rehearsal, due tra le serie più eccentriche degli ultimi tempi. Il catalogo, di conseguenza, non si limita ai grandi brand: ospita proposte atipiche, capaci di trasformare la visione in un’esplorazione del presente. Spesso più inquieto e stratificato di quanto immaginiamo.

Alla luce di tutto ciò, è evidente che HBO Max rappresenti un’offerta differente. Il catalogo è già ora piuttosto esteso, ma scommette sulla forza dei singoli contenuti più che sull’accumulo. Su un’esperienza televisiva più vicina a quella di vent’anni fa che all’accumulo funzionale al binge watching. Si muove nel campo di Apple TV, ma con una struttura che garantisce risultati più immediati anche sul medio periodo. Non è Netflix e non lo sarà mai, anche se dovesse diventare parte di essa. Non è Disney+ né Prime Video, più proiettate su linee generaliste. Ci riporta indietro nel tempo senza nostalgia. E con un certo coraggio ci proietta nel futuro della serialità mentre viene disegnato nel presente.

Con premesse del genere, allora, è inevitabile: HBO Max ha tutte le possibilità per affermarsi anche in Italia, e per poter recitare un ruolo da protagonista di primo piano. Perché sa ancora come distinguersi, perché sa essere ancora unica. Perché non è tv: è HBO. E lo è anche se non è più quella di una volta.

Antonio Casu