7) Il duello finale tra Harry Potter e Voldermort

Tra le rovine di Hogwarts si consuma il duello più atteso di tutta la saga di Harry Potter.
L’ultimo scontro tra il ragazzo sopravvissuto e il Signore Oscuro. Nel romanzo Harry Potter e i Doni della Morte, J.K. Rowling costruisce questa scena come l’apice non solo della guerra, ma della crescita dello stesso Harry. Si erge, deciso, tra gli amici, i professori e i compagni che hanno combattuto al suo fianco. Davanti a Voldemort, il “ragazzo che è sopravvissuto” non mostra alcun timore. C’è una calma intensa in lui, la consapevolezza di aver finalmente compreso quanto fragile sia il potere basato sulla paura.
La tensione è altissima. Harry non si limita a scagliare incantesimi, ma, davanti a tutti, smaschera le verità che Voldemort ha sempre cercato di nascondere. Come il fatto che la bacchetta di Sambuco non gli appartiene veramente. Appartiene, invece, a Harry stesso, tramite una catena di eventi iniziata mesi prima. Quando Draco Malfoy aveva disarmato Silente e poi era stato disarmato da Harry alla magione Malfoy. Nel film, invece, il duello è una faccenda privata. Harry e Voldemort combattono da soli, si tirano incantesimi, arrivano persino a fondersi l’uno nell’altro in una scena surreale mentre cadono da un edificio. Non c’è un vero momento di confronto verbale davanti agli altri.
Infine, un piccolo dettaglio simbolico che manca nel film. Dopo la vittoria, nel libro, Harry ripara la sua bacchetta di agrifoglio (la sua vera bacchetta, quella spezzata) usando la Bacchetta di Sambuco. Poi rimette la Bacchetta al suo posto nella tomba di Silente, per spezzare il suo potere. Nel film, questo momento non esiste. Harry spezza la Bacchetta di Sambuco a metà e la getta via senza troppe cerimonie.




