Attenzione: evitate la lettura se non volete imbattervi in spoiler su Grey’s Anatomy 22.
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Tempo di grandi ritorni in quel di Grey’s Anatomy 22, anche se solo per una singola puntata. Il quarto episodio della ventiduesima stagione del medical drama più longevo della Tv comincia infatti tornando simbolicamente indietro nel tempo. Lo fa grazie al breve rientro di Jackson Avery, uno dei protagonisti più amati dell’intera Serie Tv. Non sembra passato neanche un giorno dalla sua assenza: gli occhi sono gli stessi, la grinta è identica, e anche la determinazione non è cambiata di una virgola. Lo capiamo fin da subito, nel momento in cui annuncia di essere tornato per operare una paziente che da ora potrà finalmente tornare a vivere. E da qui, sono dolori.
Sono dolori per tutti gli affezionati di Grey’s Anatomy, per chi c’era quando le cose erano diverse da come le vediamo oggi. Ma a volte una Serie Tv, seppur per un breve momento, può riavvolgere il tempo, facendoci credere che non sia mai passato un minuto da quando eravamo ancora lì, tra quelle corsie, insieme a medici e pazienti che ora sono solo un ricordo, il più autentico di Grey’s Anatomy. Rivedere Jackson e Meredith lavorare insieme, con quella sana rivalità che ha sempre contraddistinto il loro rapporto, ha significato esattamente questo: un ritorno alle origini, alla Grey’s Anatomy che avevamo lasciato. Ed è stato bello, bellissimo. E ha reso questa puntata un tuffo nella memoria di una Serie Tv che, nonostante tutto, è sempre rimasta lì dove l’abbiamo lasciata. Custodendo con sé un pezzetto di noi.
Tutto è fragile in questo nuovo episodio di Grey’s Anatomy 22. Tutto è in discussione. E per questo è tutto profondamente vicino a noi

C’è una cosa che Grey’s Anatomy 22 non smette mai di ricordare in questo episodio: essere un medico significa vivere costantemente all’oscuro di ciò che accadrà. Non puoi sapere cosa ti capiterà, non puoi prevedere di cosa dovrai occuparti ogni giorno, né che caso ti verrà sottoposto. Tutto è incerto, e tu dovrai essere pronto a tutto. Anche nelle giornate peggiori, quelle in cui dovrai occuparti di te nel momento più terribile, dovrai ricordarti di restare lucido per la prossima incognita a cui dovrai dare una risposta. Questo accade in questo episodio, quando i medici si ritrovano tra le mani tante domande e nessuna risposta, e la speranza fragile di un adolescente di poter tornare a fare sport, perché è giovane e lo sport è tutto ciò che ha. E tocca a loro salvarlo, anche se non erano pronti ad affrontare qualcosa del genere.
Il nuovo episodio di Grey’s Anatomy 22 è il ritratto più umano delle sfide che ogni protagonista deve affrontare senza mai potersi concedere un attimo. Bisogna andare di corsa. Gestire troppe cose in un istante. E sperare, soprattutto, che questo basti per fare sempre la scelta migliore, anche quando sembra tutto andare a rotoli, dentro e fuori di sé. Come accade a Teddy (di cui avevamo parlato anche nella recensione precedente), che in questa puntata cerca di essere il miglior medico possibile, tentando di gestire i sentimenti per Cass e la fine del suo matrimonio, insieme alla sua continua ossessione per il controllo: quando fare, dove andare, quando amare e chi amare. Cose che non sempre possono essere controllate, ma che in qualche modo ha sempre illuso se stessa di dominare, e che adesso reclamano la propria libertà.
Se qualcuno arriva, però, c’è anche qualcun altro che va via.
Come Meredith, che decide di tornare a Boston per continuare la propria ricerca sull’Alzheimer dopo aver incontrato Jackson in uno dei momenti più emblematici della puntata. Il loro incontro e il loro ritorno al lavoro insieme sembrano infatti dare vita a un silenzioso confronto tra passato e presente. Guardandoli sembra di vedere il bilancio emotivo di 22 stagioni che passano tutte dallo stesso sguardo: Meredith – che rappresenta la Serie Tv stessa – osserva il passato, la gloria delle vecchie stagioni, ma allo stesso tempo quel momento è destinato a svanire: Jackson andrà via, e il passato verrà inevitabilmente lasciato andare. Un momento simbolico che in qualche modo celebra la vita e l’esistenza di una delle Serie Tv più longeve di sempre. Una serie che, nonostante tutto, non ha ancora smesso di raccontare la propria storia.

Grey’s Anatomy è anche questo. E questa puntata lo ricorda con un sapiente intreccio di elementi e tematiche come l’incertezza, la memoria e il peso del passato che si riflette sul presente. Sono passati più di vent’anni dal primo incontro, ma a volte – in puntate come queste – non sembra passato nemmeno un secondo. È il potere della nostalgia. E, in questo caso, anche quello di una Serie Tv che, nonostante tutto, non si è mai arresa. Come Grey’s Anatomy.







