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Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey: l’eredità di Samuel L. Jackson

Apple TV+ conferma di avere un piano di battaglia ben preciso all’interno del mercato delle OTT: produrre contenuti di qualità ponendo al centro dei progetti grandi firme, tra registi e, soprattutto, attori. Il catalogo della piattaforma del colosso americano si sta espandendo sempre di più, con titoli veramente interessanti e proposte innovative. Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey è solo uno degli ultimi colpi messi a segno sulla falsa riga di questo piano organizzativo. Abbiamo visto la serie e siamo qui per parlarvene, ma anche per elogiare il “lascito” del suo protagonista, uno degli attori più amati di Hollywood (quest’anno Premio Oscar alla carriera), Samuel L. Jackson.

Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey: la ricerca della purezza 

gli ultimi giorni di Tolomeo Grey

La serie è basata sull’omonimo romanzo di Walter Mosley, che è anche lo showrunner di questo ambizioso progetto. Tolomeo Grey (Samuel L. Jackson) è un anziano di oltre 90 anni, che da parecchio tempo lotta con la demenza senile, il nemico che gli ha fatto perdere tutti i ricordi di una vita emozionante e ricca di misteri. In seguito alla scomparsa di un suo parente che si occupava di lui con affetto, l’anziano Tolemy (per gli amici papa Grey) si ritrova abbandonato ad un drammatico quanto inevitabile destino, ma grazie all’ingresso nella sua vita di Robyn, una ragazzina adolescente rimasta orfana, oltre che alla scoperta di una miracolosa cura sperimentale, la situazione si ribalta completamente. Tolemy e Robyn si completano con delicatezza. Le loro vite, giunte ad un punto di svolta, si incastrano alla perfezione e ne viene fuori un connubio dalla straordinaria dolcezza, laddove questa piccola perla di Apple TV+ dal punto di vista di Tolemy rappresenta un lascito in tutti i sensi, interpretato da un attore miracoloso che proprio quest’anno è stato insignito di un premio in onore della sua memorabile carriera, d’altro canto rappresenta, dal punto di vista della giovane Robyn (la brava Dominique Fishback), un percorso di formazione in grande stile, drammatico e trascinante, che prende ogni aspetto del dramma vissuto dai due protagonisti, sia singolarmente che coralmente, e lo sviscera con eleganza, senza mai entrare troppo nel dettaglio (non rischiando di alzare inutilmente e pericolosamente l’asticella) e senza mai perdere il filo conduttore che porta al messaggio di fondo. 

gli ultimi giorni di Tolomeo Grey

In 6 episodi la trama de Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey, che ha i suoi alti e i suoi bassi, viene schematicamente elaborata, con un capitolo dedicato ad ogni personaggio, ad ogni passaggio della vita del protagonista da assemblare. Tra amori impossibili della sua giovinezza, drammatiche storie di vita di un afroamericano ai tempi dello schiavismo e misteri da comprendere, Tolemy porta avanti una missione in questo mondo (nel suo mondo) che pare folle ma che in realtà fa parte di una specie di sogno infantile, di un gioco di rimandi e di eredità che culmina con l’incontro della sua perfetta erede, l’unica in grado di poter portare avanti il lascito di una vita colma di sacrifici e di purezza d’animo: il suo uccellino di primavera.

L’eredità di Samuel L. Jackson… e Luca Ward

gli ultimi giorni di Tolomeo Grey

La cosa che più di tutte rende speciale Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey sta proprio nel suo elemento portante. Questa storia sembra scritta appositamente per essere interpretata da Samuel L. Jackson, in questo momento della sua carriera. Esternamente ci si potrebbe aspettare un’interpretazione badass in pieno stile Jules Winnfield, o qualsiasi altro personaggio che lega il nome dell’attore all’universo tarantiniano. E ci sarebbe stato alla grande, intendiamoci. Ma Jackson, che comunque nella sua carriera ha dimostrato di sapersi adattare a ben più di una maschera, sembra volersi denudare di fronte al pubblico, facendo sua la drammatica storia di un uomo vittima di Alzheimer, destinato a perdere la sua umanità in totale solitudine, abbandonato a se stesso, e utilizzandola come parabola di vita per consegnare allo spettatore una prova in cui si possa ammirare la dolcezza della sua interpretazione. Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey sono quelli in cui un uomo, miracolosamente aiutato da fattori quasi casuali, ha il tempo di redimersi e portare a termine il proprio compito sulla terra. E sono anche i giorni in cui Samuel L. Jackson rivela le sue capacità più paterne, non politicamente corrette, quello mai, quanto più imperfette, sporche, ma non per questo meno delicate ed ammirevoli.

E poi, l’altro connubio magistrale, perfetto, del quale solo noi possiamo godere. Non c’è Samuel L. Jackson senza Luca Ward. La voce di uno dei più grandi doppiatori italiani (che di certo, come Jackson, non ha bisogno di presentazione alcuna), scandisce l’ennesima prova del nove dell’attore, confermando l’indissolubilità e la perfetta sincronizzazione di questo duo. Nella follia, nel dramma e nei ricordi, Luca accompagna Samuel in questo viaggio a ritroso per scovare i ricordi più nascosti, concedendosi un omaggio ad ogni tonalità del Jackson che conosciamo: l’anziano scorbutico, il latin lover mancato e perfino quella che più l’ha reso famoso, il motherf***er per eccellenza (per citare pari pari, quando sul finale del quarto episodio promette la sua vendetta). Dunque, per gli amanti del doppiaggio italiano, questa confermata collaborazione è sicuramente un motivo in più per dare una chance a Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey, nel nome di Samuel L. Jackson e di Luca Ward.

Un tema complesso raccontato in modo coraggioso

Raccontare di un morbo come l’Alzheimer può risultare scomodo e soprattutto complesso, se si vogliono evitare determinate tonalità di narrazione. Oltre alla scelta delle componenti attoriali, in questo caso ha funzionato anche la leggerezza con cui si è scelto di trattare la parte scientifica, quella più ostica, in modo tale da lasciare spazio all’immaginazione ed alla speranza. La cura miracolosa del Dr. Rubin (Walton Goggins, altro volto amico di Jackson) non viene realmente spiegata, non vengono approfondite le intenzioni di questo personaggio, ma per quanto questo aspetto più “tecnico” sia lasciato al caso, ne viene fuori un bel messaggio di speranza riguardo la cura per questo terribile male, oltre che uno di grande umanità. Si sceglie di non mettere troppa carne al fuoco, volontariamente, sia da un punto di vista medico che giuridico, nel momento culminante della lettura dei voleri del vecchio Tolemy, perché ad emergere deve necessariamente essere il lato umano di tutti quei personaggi che in un modo o nell’altro contribuiscono volontariamente alla riuscita della missione di Tolemy. In Gli ultimi giorni di Tolomeo Grey non ci si deve interrogare sul perché e sul per come, ma non se ne sente mai il bisogno. Lo scopo è quello di commuoversi e lasciarsi toccare nel profondo da una serie che non è destinata a tutti (e non vuole esserlo) ma soltanto a chi sarà disposto ad accettare questo compromesso.

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