ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler sulla serie tv di Prime Video Gigolò per caso 2 – La sex guru
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Il 2026 si è aperto con un grande ritorno su Prime Video (scoprite qua le altre serie tv in uscita a gennaio). Gigolò per caso 2 – La sex guru prosegue le avventure dei Bremer – padre e figlio interpretati da Christian De Sica e Pietro Sermonti – e prova ad ampliare gli orizzonti narrativi battuti nel precedente capitolo. Nella prima stagione il tema della sessualità è stato ampiamente centrale, filtrato tramite l’analisi del complicato rapporto padre-figlio tra i due protagonisti. Qui ritorna ancora più in auge, assumendo una prospettiva più trasversale e per certi versi generale.
Giacomo e Alfonso hanno ormai trovato un loro equilibrio, ma adesso si trovano a dover fare i conti con un’agguerrita concorrente che promette di rovinargli la piazza. La sex guru, per l’appunto, la Rossana Astri interpretata da Sabrina Ferilli. La loro faida intende essere però specchio di un fenomeno più ampio. Il cambiamento di connotati nella sfera sessuale. L’attacco ad alcuni assetti dati per precostituiti e dall’altra parte la fiera difesa di un equilibrio ormai palesemente rotto. Un intento anche molto interessante, non sorretto però da un’adeguata costruzione narrativa e soprattutto da una gestione sapiente dei personaggi.
Per una serie tv che arriva, altre se ne vano: le cancellazioni di gennaio 2026 di Prime Video

Gigolò per caso 2 – La sex guru mette in scena un complesso di personaggi un po’ troppo macchiettistici
Rispetto alla prima stagione bisogna segnalare un appiattimento generale dei personaggi. La serie tv di Prime Video aveva in precedenza lavorato molto sul rapporto tra Giacomo e Alfonso e sull’approccio di quest’ultimo a un mondo che non aveva mai nemmeno sfiorato col pensiero. Stavolta Giacomo e Alfonso si trovano dalla stessa parte e l’assenza di conflitto tra loro si sente, perché non viene adeguatamente sostituita da un altro conflitto. Quello con Rossana Astri e con Beatrice, contraltari rispettivamente di Giacomo e di Alfonso.
Senza uno sviluppo adeguato, dunque, questi personaggi si riducono quasi a delle macchie. Funzionano le interpretazioni, anche perché Christian De Sica, Pietro Sermonti e Sabrina Ferilli sono dei pezzi da novanta, ma è proprio la scrittura dei personaggi a convincere poco. Anzi, le interpretazioni mascherano pure diverse zoppie.
C’è poi un’altra problematica relativa ai personaggi. Il loro mancato sviluppo si deve – con tutta probabilità – pure al fatto che essi più che corpi organici e funzionali vengono utilizzati come veicolo per i temi che la serie tv vuole affrontare. Le difficoltà narrative, infatti, in Gigolò per caso 2 – La sex guru vengono bilanciate da un lavoro profondo intento a decostruire la sessualità. I personaggi e i loro conflitti sono prettamente funzionali a questo scopo. Ma l’obiettivo – in fin dei conti – viene raggiunto?
La decostruzione della sessualità
La decostruzione della sessualità era al centro della prima stagione e viene ancora più rinforzata in Gigolò per caso 2 – La sex guru. Quest’operazione avviene sotto diversi versanti. Il confronto tra Giacomo e Rossana sicuramente. Le consapevolezze di Alfonso. Il podcast di Eva e il percorso di Luigi. Quali tra queste traiettorie riescono meglio a decostruire la sessualità? A funzionare è più il quadro in se che le singole tracce. Ogni personaggio ha delle contraddizioni poco facili da inquadrare e soprattutto ogni percorso narrativo ha una contrattura che gli impedisce di svilupparsi a dovere.
Alfonso per esempio, personaggio meglio sviluppato nella prima stagione, qui sostanzialmente non compie importanti passi in avanti. Stessa cosa per Giacomo, rimasto alla fine di Gigolò per caso 2 – La sex guru più o meno allo stesso punto in cui si trovava alla fine del precedente capitolo. Abbastanza dimenticabile tutta la storyline di Luigi ed Eva. Ci sembra, in sostanza, che ciò che i personaggi vivano non sia di così grande impatto e questo proprio perché l’interesse principale è quello di veicolare questo lavoro di decostruzione della sessualità che però – al pari dello sviluppo narrativo e dei personaggi – resta un po’ contratto.
Lo scontro tra Rossana e Giacomo doveva servire a mostrare convinzioni e contraddizioni del pensare maschile e femminile. L’ormai vetusta struttura ideologica del patriarcato contro un movimento di emancipazione che presenta ancora le sue imperfezioni. Il compito era complesso e giustamente Gigolò per caso 2 – La sex guru scegliendo la via della comicità per affrontarlo percorre una strada ancora più delicata, però la sensazione che si poteva fare di più permane. Non basta la palese dimostrazione di contraddizioni e zone d’ombra: serviva uno sviluppo narrativo adeguato sui cui potesse poggiare quest’operazione di decostruzione.
In questo modo è più che altro il grottesco a prendersi la scena. Fortunatamente rimane la comicità, in fondo vero motore di questa serie tv. Sugli altri versanti però si poteva fare meglio, soprattutto di concerto per bilanciare in maniera adeguata le varie componenti del racconto e dell’analisi.

Una finestra sul futuro
Gigolò per caso 2 – La sex guru sembra non voler portare a termine le (dis)avventure dei Bremer and Sons. Già, stavolta niente plurale sbagliato, perché il finale della seconda stagione della serie tv di Prime Video ci regala una cliffhanger che strizza prepotentemente l’occhio al futuro. La paura di Alfonso diventa realtà: ha davvero un fratello. Questo è chiaramente un colpo di scena capace di indirizzare la narrazione e anche di rinfrescare il racconto, qualora si vada avanti. Effettivamente abbiamo palesato le difficoltà di questo secondo capitolo, incapace di svilupparsi a pieno. Una svolta narrativa del genere potrebbe sicuramente portare quella ventata d’aria fresca che serve per ridare linfa a un racconto che nella prima stagione aveva dimostrato di sapersi sviluppare molto meglio.
Al momento – chiaramente – non si sa nulla di eventuali sviluppi futuri della serie tv. Come sempre molto dipenderà dalla risposta del pubblico e in questo senso ci sarà da aspettare. Sicuramente le potenzialità narrative ci sono, ma occorre sicuramente implementare il lavoro sui personaggi. Le interpretazioni sono ottime e reggono, ma non bastano. Andrebbe risolta quell’attitudine macchiettistica del racconto e bilanciare meglio le esigenze narrative con quelle tematiche. Un lavoro venuto bene in passato, molto meno in Gigolò per caso 2 – La sex guru. La buona notizia però è che si ride, e già questo sicuramente è un elemento importante. Quel che sarà del futuro poi lo scopriremo più avanti.







